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Fiscalità rinnovabili e efficienza energetica

Reverse charge

Attenzione: questa è una pagina dell'archivio di Nextville. Quanto in esso contenuto non è più aggiornato.

Un focus sull'applicazione dell'inversione contabile nel settore energetico e dell'edilizia

Vai ai paragrafi:
Reverse charge (inversione contabile): cos'è e come si applica
Circolare 14/E: precisazioni per il settore edilizia
Circolare 14/E: precisazioni per il settore energetico
Circolare n. 37/E: risposte a quesiti

La Legge di stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha istituito una misura destinata a svolgere una funzione anti evasione, in alcuni settori: il reverse charge, nota anche come inversione contabile.

Reverse charge (inversione contabile): cos'è e come si applica

Il reverse charge (o inversione contabile) è un particolare meccanismo di applicazione dell'Iva, introdotto dalla Legge di stabilità con una modifica al comma 6, art. 17 del DPR 633/72: l'Iva non viene più esposta in fattura dal cedente, e a lui corrisposta, ma viene versata direttamente dall'acquirente. In altri termini, è il destinatario del bene che deve corrispondere l'Iva all'erario, anzichè il suo fornitore come accade normalmente.

La Legge di stabilità 2015 ha allargato il campo d’azione del reverse charge a:

• prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;
• trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;
• certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
• cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore.

Le nuove disposizioni si applicano per un periodo di 4 anni.

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Circolare 14/E: precisazioni per il settore edilizia

Con la Circolare 14/E del 27 marzo 2015, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori dettagli sull’ambito di applicazione del reverse charge in edilizia.
Il documento ricorda che è obbligatorio utilizzare l’inversione contabile per servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relativi ad edifici, in tutti i casi di prestazioni effettuate prima della cessione all’utente/consumatore finale.

Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione

Per  l’individuazione  delle  prestazioni  soggette (pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento) è necessario far riferimento unicamente ai codici attività della Tabella ATECO 2007.
Ma va tenuto presente che i soggetti passivi che rendono questi servizi devono applicare il reverse charge indipendentemente dal fatto che si tratti di prestatori che operano nel settore edile.

Ecco l’esempio portato dalla Agenzia delle Entrate:
"si pensi all’appalto avente ad oggetto prestazioni di completamento di un edificio rese nei confronti di un’impresa di  costruzioni,  come pure ad un servizio di pulizia reso da un’impresa nei  confronti di uno studio professionale. Entrambe  le  fattispecie rientrano ora nell’ambito applicativo… ed in entrambi i casi l’imposta andrà applicata secondo il meccanismo dell’inversione contabile".

Prestazioni relative a edifici
Non essendo disponibili definizioni di "edificio" in campo fiscale, l’Agenzia prende a riferimento le definizioni del Dlgs 192/2005 e del Ministero dei lavori pubblici (del 1960) per sottolineare che il legislatore non ha inteso rifarsi al concetto di bene immobile, ma piuttosto a quello di ‘un sistema di strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito’. Si aggiunge che "la disposizione deve intendersi riferita sia ai fabbricati ad uso abitativo che a quelli strumentali, ivi compresi quelli di nuova costruzione, nonché alle parti di essi (ad esempio, singolo locale di un edificio). Devono ricomprendersi, inoltre, … gli edifici in corso di costruzione rientranti nella categoria catastale F3 e le “unità in corso di definizione” rientranti nella categoria catastale F4".
Vanno invece escluse dal meccanismo del reverse charge le prestazioni di servizi aventi ad oggetto, terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, etc, salvo che questi non costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi, giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti, ecc.).


Demolizione, installazione di impianti e completamento degli edifici
Le prestazioni vanno rilevate secondo il riferimento ai codici attività della Tabella ATECO 2007 (codici compresi tra 43.11.00 e 43.11.09).
Non viene invece rintracciata alcuna definizione del concetto di "completamento di edifici", ragione per cui vengono individuate singole voci sempre nella tabella ATECO, quali intonacatura e stuccatura, posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate, posa in opera di infissi, controsoffitti, pareti mobili e simili, rivestimento di pavimenti e di muri, tinteggiatura e posa in opera di vetri. Si specifica inoltre, e abbastanza stranamente, che anche il rifacimento della facciata di un edificio può ritenersi compreso fra i servizi di completamento.
Si evidenzia, inoltre, che in presenza di un unico contratto, comprensivo di una pluralità di prestazioni di servizi in parte soggette al regime dell’inversione contabile e in parte soggette all’applicazione dell’IVA nelle modalità ordinarie, si dovrà procedere alla scomposizione delle operazioni, individuando le singole prestazioni assoggettabili ai due diversi regimi.

NOTA BENE:
"Tuttavia, stante la complessità delle tipologie contrattuali riscontrabili nel settore edile, le indicazioni potrebbero risultare di difficile applicazione con riferimento all’ipotesi di un contratto unico di appalto – comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge – avente ad oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia…
In una logica di semplificazione, si ritiene che … debbano trovare applicazione le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge.
Così ad esempio in presenza di un contratto avente ad oggetto la ristrutturazione di un edificio in cui è prevista anche l’installazione di uno o più impianti non si dovrà procedere alla scomposizione del contratto, distinguendo l’installazione di impianti dagli interventi, ma si applicherà l’IVA secondo le modalità ordinarie all’intera fattispecie contrattuale".

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Circolare 14/E: precisazioni per il settore energetico

Con la Circolare 14/E del 27 marzo 2015 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori dettagli sull’ambito di applicazione del reverse charge nei trasferimenti di:

• quote di emissioni di gas a effetto serra;

• certificati relativi al gas e all’energia elettrica;

• cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore.

Quote di emissione e Certificati

"L'ambito di applicazione della disposizione riguarda in primo luogo i trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 3 della direttiva n. 2003/87/Ce. In proposito, si fa presente che la citata direttiva ha istituito un sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nell'Unione europea al fine di promuovere la riduzione delle emissioni inquinanti. Tale sistema permette agli Stati membri di adempiere agli obblighi di riduzione delle emissioni attraverso un meccanismo di acquisto o di vendita di quote di emissione.
…Nell'ambito applicativo della norma vanno ricompresi i certificati che hanno finalità di incentivazione dell'efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili, in conformità alle finalità e agli obiettivi della direttiva n. 2003/87/Ce, quali ad esempio i certificati verdi, i titoli di efficienza energetica (c.d. certificati bianchi) e le garanzie di origine.
… Pertanto, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi aventi ad oggetto i titoli sopra richiamati sono soggetti all'applicazione del reverse charge …
Si ritiene che debbano essere compresi anche le unità di riduzione delle emissioni (Eru) e le riduzioni certificate delle emissioni (CeR)".

Cessioni di gas e di energia elettrica

L'estensione del reverse charge operata dalla Legge di stabilità 2015 riguarda le cessioni di gas e di energia elettrica al "soggetto passivo-rivenditore".
A tale proposito, si fa presente che per soggetto passivo-rivenditore deve intendersi "un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all'acquisto di gas, di energia elettrica è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile.
… Alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto che non sia qualificabile come ‘soggetto passivo-rivenditore', secondo la definizione sopra riportata, l'Iva deve essere applicata con le modalità ordinarie".
In conclusione, la Circolare sottolinea che la disposizione non si applica al GPL in quanto "tale sostanza presenta caratteristiche più simili agli oli minerali che non ai gas vettoriati tramite sistemi o reti di gas naturale".

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Circolare n. 37/E: risposte a quesiti

Il 22 dicembre 2015, l’Agenzia delle entrate ha diffuso una Circolare nella quale risponde a ulteriori quesiti nel settore edile emersi negli incontri con le associazioni di categoria e concernenti l’ambito applicativo del meccanismo del reverse charge.
Nella tabella sono riportate sinteticamente le principali risposte in merito ai temi di pertinenza delle energie rinnovabili, degli impianti e degli interventi sugli edifici. 

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NORME DI RIFERIMENTO

Legge 23 dicembre 2014, n. 190
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) - Stralcio

Circolare Agenzia delle entrate 22 dicembre 2015, n. 37
Edilizia, impianti fotovoltaici - Risposte a quesiti vari sull'applicabilità del meccanismo dell'inversione contabile Iva, cosiddetto "reverse charge"

Circolare Agenzia delle entrate 27 marzo 2015, n. 14
Iva - Meccanismo del reverse charge - Applicazione - Estensione al settore energetico

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