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Veneto

Piano casa

Attezione: Questa è una pagina dell'Archivio di Nextville.
Quanto in essa contenuto non viene più aggiornato. Per avere informazioni aggiornate sulle politiche energetiche della regione Veneto, vi invitiamo a consultare il Dossier Regione Veneto.

I principali contenuti della legge per il rilancio del settore edilizio nel Veneto

La Regione Veneto ha legiferato in materia di Piano casa con la legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 (Bur 10 luglio 2009 n. 56), recante “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche”.

La legge è stata modificata e aggiornata da ultimo dalla Lr 29 novembre 2013, n. 32 che, oltre a ridefinire l'ambito di intervento della disciplina, ha prorogato il piano casa. 

 

Il testo che segue è quindi aggiornato e integrato con le novità della legge 32/2013. 

 

Tempi (per tutti gli interventi)

Presentazione della Dia dal 31 ottobre 2009 entro il 10 maggio 2017. La Dgr 2797/2009 precisa che rimane possibile per l'interessato richiedere, se lo desidera, il permesso di costruire.

La Regione ha fornito una interpretazione autentica di prima casa ai fini delle norme agevolative: si tratta delle unità immobiliari in proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l'avente titolo, o i suoi familiari, risiedano oppure si obblighino a stabilire la residenza e a mantenerla per ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della legge sul piano casa (cioè fino al 10 luglio 2011).

Ampliamento

incremento del 20% del volume per gli edifici esistenti al 31 ottobre 2013; è comunque consentito un ampliamento fino a 150 metri cubi per gli edifici residenziali unifamiliari da destinarsi a prima casa di abitazione. Resta fermo che sia l'edificio che l'ampliamento devono insistere in zona territoriale omogenea propria.

La percentuale è elevata al 30% nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l'uso di fonti di energia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kWh, anche se i relativi impianti sono stati già installati.

La percentuale è elevata al 35% se, insieme all'ampliamento viene eseguito un intervento di riqualificazione dell'intero edificio che ne porti la prestazione energetica alla classe B definita secondo le regole tecniche del Dlgs 192/2005 e successivo Dpr attuativo 59/2009.

incremento del 25% (uso residenziale) o 30% (uso diverso) in caso di riqualificazione sismica dell'intero edificio;

incremento del 10% in caso di sostituzione di coperture in amianto se non obbligatoria per legge;

Nei limiti dell'ampliamento non vanno calcolati i volumi scomputabili ai sensi della normativa (ad esempio pensiline, tettoie finalizzate all'installazione di impianti solari e/o fotovoltaici integrati o parzialmente integrati e altri sistemi di captazione dei raggi solari).

Per immobili esistenti la legge intende non sono quelli che esistono fisicamente, ma anche “giuridicamente”, cioè, secondo la legge regionale, quegli edifici per i quali il progetto o la richiesta di titolo abilitativo siano stati presentati entro il 31 ottobre 2013. Per capire invece cosa si debba intendere per volume e superficie coperta occorrerà fare riferimento a come li definiscono i regolamenti comunali.

Per le case a schiera la legge subordina l'ammissibilità dell'ampliamento alla sua realizzazione in maniera uniforme con le stesse modalità su tutte le case appartenenti alla schiera. La norma ha l'effetto di limitare eventuali interventi su villette a schiera perché presuppone la presentazione di un progetto unitario e, evidentemente di un'unica Dia (o permesso di costruire).

In caso di edifici composti da più unità immobiliari l'ampliamento può essere realizzato anche separatamente per ciascuna di esse, compatibilmente con le leggi che disciplinano il condominio negli edifici, fermo restando il limite complessivo del 20% o 30% visto sopra.

Per gli edifici composti da due unità immobiliari, anche se sovrapposte, la volumetria massima da considerare agli effetti del Piano casa è quella riferita alla singola unità immobiliare anziché all'intero edificio (precisazione fatta dalla Lr 10 agosto 2012, n. 36).

Nell'ampliamento può essere compreso e assorbito il recupero dei sottotetti esistenti al 31 ottobre 2013.

Nelle zone agricole gli interventi di ampliamento sono consentiti limitatamente agli edifici a destinazione residenziale e a quelli funzionalmente destinati alla conduzione del fondo agricolo.

Ulteriori condizioni: possibile modificare la destinazione d'uso purché la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina edilizia di zona.
Nel caso in cui gli interventi del piano casa riguardino edifici situati in zona impropria, purché diversa dalla zona agricola, la destinazione d'uso degli edifici può essere modificata limitatamente al volume che sarebbe realizzabile ai sensi della specifica disciplina di zona, incrementato della percentuale di ampliamento consentita dal piano casa. Sono fatti salvi eventuali accordi o convenzioni precedentemente sottoscritti. 

 

L'intervento è subordinato all'esistenza di opere di urbanizzazione primaria e al loro eventuale adeguamento, rispetto delle norme statali in materia di distanze.
Comunque è ammesso, anche negli edifici situati nei centri storici, l'aumento della superficie utile di pavimento, nel rispetto dei parametri igienico-sanitari previsti dalle norme vigenti. 

 

Demolizione e ricostruzione

Gli interventi sono finalizzati alla demolizione e ricostruzione, anche parziale, degli edifici (indipendentemente da destinazione d'uso, consistenza e tipologia) esistenti al 31 ottobre 2013 e legittimati da titoli abilitativi che abbiano bisogno di essere adeguati ai vigenti standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza.

incremento fino al 70% del volume se per ricostruire l'edificio post demolizione sono utilizzate tecniche costruttive di efficientamento energetico ai sensi della normativa vigente (Dlgs 192/2005 e decreti attuativi) che portino la prestazione energetica dell'edificio in classe A;

incremento fino all'80% del volume se per la ricostruzione sono utilizzate tecniche costruttive dell'edilizia sostenibile (Lr 4/2007), prevedendo la graduazione della volumetria ampliabile in funzione della qualità ambientale ed energetica dell'intervento.

incremento fino al 50% del volume se gli edifici ricadono nelle aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica o idrogeologica, con ricostruzione in zona territoriale omogenea propria non dichiarata di pericolosità idraulica o idrogeologica, anche in deroga ai parametri dello strumento urbanistico comunale. Se l'edificio è a carattere residenziale, la ricostruzione post demolizione è consentita anche in zona agricola, purché caratterizzata dalla presenza di un edificato già consolidato e sempre che l'area non sia oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli strumenti urbanistici o territoriali che impediscano l'edificazione.

 

L'intervento è subordinato all'esistenza di opere di urbanizzazione primaria e al loro eventuale adeguamento, rispetto delle norme statali in materia di distanze.
Comunque è ammesso, anche negli edifici situati nei centri storici, l'aumento della superficie utile di pavimento, nel rispetto dei parametri igienico-sanitari previsti dalle norme vigenti. 

Riqualificazione insediamenti turistico-ricettivi

A differenza di quanto previsto da altre Regioni il Veneto dà spazio anche ad interventi particolari sulle strutture ricettive.

incremento del 20% degli insediamenti turistici e ricettivi che sono qualificati come “attrezzature all'aperto” (stabilimenti balneari con strutture fisse, campeggi e impianti sportivi e ricreativi).

L'intervento si aggiunge ai già previsti interventi di ampliamento o demolizione/ricostruzione previsti dalla legge per l'edificio. Poiché parte delle attrezzature all'aperto si trova in aree demaniali occorre anche l'assenso dell'ente titolare della proprietà demaniale.

Esoneri da contributo di costruzione

Gli interventi del Piano casa godono di una riduzione del contributo di costruzione del 60% o della sua esenzione nel caso di famiglie con 3 o più figli o nel caso il soggetto che realizza l'intervento installi impianti a fonti rinnovabili di potenza pari o superiore a 3 kW (solo per la prima casa di abitazione, negli altri casi il Comune puà ridurre il contributo fino al 50%).

Esclusioni (per tutti gli interventi)

• edifici situati nei centri storici;
• edifici con vincolo storico-monumentale (ma non sono esclusi gli ambiti assoggettati a vincolo paesaggistico, occorrendo semplicemente acquisire l'autorizzazione paesaggistica;
• edifici situati in aree a inedificabilità assoluta;
• edifici anche parzialmente abusivi soggetti a obbligo di demolizione (quindi sarebbero ammessi gli edifici anche parzialmente abusivi senza obbligo di demolizione);
• edifici con destinazione commerciale volti a eludere o derogare la specifica normativa;
• edifici in aree ad alta pericolosità idraulica.

Facilitazioni per l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici

• realizzazione su edifici residenziali esistenti al 11 luglio 2009 di tettoie e pensiline finalizzate alla installazione di pannelli solari e fotovoltaici integrati e parzialmente integrati di potenza non superiore a 6 kWp.

• realizzazione su edifici residenziali esistenti al 11 luglio 2009 di sistemi di captazione delle radiazioni solari addossati o integrati negli edifici, quali serre bioclimatiche, pareti ad accumulo e muri collettori, atti allo sfruttamento passivo dell'energia solare, sempreché correlati con il calcolo di progetto degli impianti termomeccanici;

Se si utilizzano i premi di ampliamento del "Piano casa" nel calcolare i volumi ai fini della percentuale di ampliamento non si calcolano i volumi relativi a questi interventi.
Inoltre, a prescindere dal "piano casa", la realizzazione non concorre a formare cubatura. Significa che gli interventi possono essere realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali. Ferme restano le disposizioni del Dlgs 42/2004 (Tu beni culturali e ambientali) e delle norme inderogabili sulle distanze.
Tettoie e pensiline e impianti solari e fotovoltaici possono essere realizzati anche in zone agricole presentando la Dia.
Queste facilitazioni non sono limitate ma a tempo indeterminato.

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