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Approfondimenti

4 Settembre 2015

Efficienza edifici, i nuovi decreti non funzionano per difendersi dal caldo

(Maria Antonietta Giffoni)

Dura la posizione di Andil, l'associazione di Confindustria che rappresenta gli industriali dei laterizi, sui tre decreti attuativi che hanno completato la regolamentazione sull'efficienza energetica degli edifici.

"Roma non è Bruxelles: bene la prestazione invernale, pessima quella estiva". In estrema sintesi, è con queste parole che Andil ha espresso la sua posizione sui decreti emanati a luglio in attuazione di quanto disposto dal Dlgs 192/2005, così come modificato in fase di recepimento della direttiva Direttiva 2010/31/Ue sulla prestazione energetica degli edifici.

Firmati dai Ministri competenti nel medesimo giorno, i tre decreti hanno tutti la stessa data (Dm Sviluppo economico 26 giugno 2015), ma disciplinano diversi ambiti riguardo l'efficienza energetica degli edifici. Per maggiori informazioni, vedi i Rifementi in basso.

Sin dalla redazione della direttiva, nata in contesti climatici differenti dal nostro, il legislatore pare essersi preoccupato più di difendersi dal freddo che dal caldo.

"È giusto progettare edifici con involucri più isolati - afferma il Presidente ANDIL, Arch. Luigi Di Carlantonio - ed equilibrato appare il grado di isolamento imposto agli involucri edilizi dal primo decreto, ma occorre che sia data idonea rilevanza all'inerzia termica per poter controllare il comfort abitativo, senza ricorrere ad energivori impianti di climatizzazione. Sarebbe un contro senso, se l'obiettivo è la casa a consumo nullo".

Secondo l'associazione, nella fase di recepimento delle disposizioni europee non è stato preso nella giusta considerazione l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva (EPC,nren), e cioè la capacità dell’involucro edilizio di contenere il fabbisogno di energia per il raffrescamento.

"Il problema estivo - continua Di Carlantonio - viene ricondotto essenzialmente ai flussi entranti nell'edificio dall'esterno (irraggiamento solare, trasmissione conduttiva delle pareti esterne), mentre viene ignorata la gestione dei carichi interni (persone, elettrodomestici, radiazione diffusa in ingresso dalle superfici vetrate), principale fonte del discomfort abitativo".

Come ci ha spiegato più nel dettaglio l’Ingegner Giovanni D’Anna - responsabile Area tecnica Andil - "se si riduce fortemente l’incidenza dei carichi esterni fissando la trasmittanza periodica, è necessario valutare anche l’apporto, nel periodo estivo, dei carichi interni (persone, elettrodomestici, radiazione diffusa in ingresso dalle superfici vetrate)".

Secondo la definizione del Dm 26 giugno 2015 lettera d), comma 2, articolo 2, la trasmittanza termica periodica YIE (W/m²K) è quel "parametro che valuta la capacità di una parete opaca di sfasare e attenuare la componente periodica del flusso termico che la attraversa nell'arco delle 24 ore".

"La trasmittanza periodica – continua l’Ingegner D’Anna – non è il parametro giusto per identificare correttamente la prestazione estiva dell’involucro. Questo parametro, così come concepito dalla norma, darà la possibilità di realizzare anche pareti con bassa inerzia termica. In relazione ai carichi interni, la scelta di una struttura siffatta determina:

• oscillazioni maggiori delle temperature interne,

• temperature superficiali più elevate,

• e, di conseguenza, temperature operanti più alte.

In altri termini, l’errore del legislatore è stato quello di ragionare solo in termini di risparmio energetico senza tenere in giusto conto il comfort termico (temperature superficiali, temperature operative, asimmetria radiante).
Per difendersi dal freddo possiamo indossare un cappotto, ma immaginiamo a che tipo di disagio andremmo incontro se fossimo impossibilitati a togliercelo quando fa caldo. Paradossalmente, invece, è quello che succede ad una casa superisolata: non potendo togliergli il 'cappotto', nel periodo estivo si crea invitabilmente un discomfort termico per le persone che la abitano.
Inoltre, nel caso della certificazione energetica - che come finalità ha quella di orientare il cittadino a scegliere abitazioni efficienti - la trasmittanza periodica, così come definita nelle nuove Linee guida, non consente di differenziare un involucro prestante da uno che non lo è in termini di capacità di contenere il fabbisogno di energia per il raffrescamento.
Con i nuovi limiti di trasmittanza stazionaria (YIE < 0,12), qualsiasi involucro edilizio risulterà efficiente anche in termini di climatizzazione estiva, qualificandosi automaticamente con prestazione estiva di alta qualità. Tuttavia, nella realtà la situazione sarà ben diversa: i carichi interni, infatti, renderanno gli ambienti ‘invivibili’.
Accadrà, perciò, che, per correggere il discomfort estivo di una casa qualificata con prestazione estiva di alta qualità, non resterà che fare ricorso ad energivori impianti di climatizzazione. E questo nega completamente il concetto di 'edifici a energia quasi zero' (anche noti come NZEB - Nearly Zero-Energy Buildings) verso cui, secondo la normativa europea e nazionale, dovremmo dirigerci nei prossimi anni”.

La critica dell’industria dei laterizi è dunque quella di aver ignorato il contributo che le strutture massive, dotate di una rilevante inerzia termica, avrebbero potuto apportare al comfort abitativo. La capacità di accumulo del calore sul lato interno delle strutture massive contribuirebbe, infatti, a ridurre le temperature superficiali interne.
In altri termini, una parete che ha un elevato potenziale di accumulo, soprattutto, sul lato interno (ovvero ad elevata capacità termica areica periodica interna) è ottimale dal punto di vista del comfort abitativo, specialmente d’estate.

"La soluzione ideale - conclude D’Anna - sarebbe quella di introdurre la simulazione dinamica dei flussi termici che fornisce al progettista le corrette indicazioni per adottare le migliori soluzioni sia per l’estate che per l’inverno. Ma un buon risultato si può agevolmente ottenere ricorrendo ad altri parametri, come la capacità termica areica, già noti al progettista, semplici da usare e presenti nei migliori software disponibili sul mercato".

>> Per un'analisi puntuale delle disposizioni introdotte dai nuovi decreti sui requisiti minimi di prestazione energetica e sulla certificazione energetica degli edifici, invitiamo i lettori a consultare la sezione del nostro sito Efficienza edifici.

Riferimenti

Difendersi dal caldo... I nuovi decreti non funzionano
il comunicato stampa di Andil


Le nuove norme sulla prestazione energetica degli edifici
in Nextville (Obblighi e requisiti)


Le disposizioni sulla certificazione energetica degli edifici in vigore dal 1° ottobre 2015
in Nextville (Obblighi e requisiti)


NZEB: gli edifici a energia quasi zero introdotti dalla Direttiva 2010/31/Ue
in Nextville (Obblighi e requisiti)


Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2010/31/Ue - Direttiva Epbd 2 - Prestazione energetica nell'edilizia
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Sviluppo economico 26 giugno 2015 - Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Sviluppo economico 26 giugno 2015 - Approvazione delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Sviluppo economico 26 giugno 2015 - Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell'applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dalla caverna alla casa ecologica. Storia del comfort e dell'energia
un libro di Edizioni Ambiente


L'isolamento ecoefficiente. Guida all'uso dei materiali naturali
un libro di Edizioni Ambiente


Dlgs 19 agosto 2005, n. 192 (versione coordinata con modifiche)
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


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