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Approfondimenti

22 Ottobre 2015

Incentivi e quadro regolatorio biometano: a che punto siamo?

(Francesco Arecco* e Gianpaolo Ghelardi**)

Un’analisi delle procedure pubblicate dal GSE in attuazione del Dm 5 dicembre 2013: la "Procedura di qualifica per gli impianti di produzione di biometano" e le "Procedure applicative per la richiesta e il rilascio degli incentivi per il biometano".

Il quadro normativo

L’articolo 21 del Dlgs 28/2011, di recepimento della Direttiva 2009/28/CE, stabilisce che il biometano immesso nella rete del gas naturale sia incentivato:

i. mediante il rilascio degli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel caso venga utilizzato in impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR),

ii. ovvero mediante il rilascio di certificati di immissione in consumo (CIC) ai fini dell’adempimento all’obbligo di cui al decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 29 aprile 2008, n. 110 e successive modifiche e integrazioni,

iii. o attraverso l’erogazione di uno specifico incentivo qualora sia immesso nella rete del gas naturale senza specifica destinazione d’uso.

Il successivo Dm 5 dicembre 2013 (nel seguito DM Biometano) ha definito gli ambiti di applicazione del meccanismo di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale, nonché la durata e il valore del beneficio spettante per le tipologie di incentivazione previste:

a) biometano immesso nelle reti di trasporto e distribuzione del gas naturale;

b) biometano utilizzato nei trasporti previa immissione nella rete del gas naturale;

c) biometano utilizzato in impianti CAR.

Le direttive per la connessione di impianti di biometano alle reti del gas naturale e alcune disposizioni in merito alla determinazione delle quantità ammesse agli incentivi sono poi state fornite dalla Delibera 46/2015/R/gas dell’AEEGSI (l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico).

Le Procedura di qualifica per gli impianti di produzione di biometano

Il timore di ulteriori ritardi nello sviluppo della progettazione e realizzazione in Italia di impianti di produzione di biometano (nel seguito BM) erano principalmente correlati alla qualità del gas prodotto ed immesso nella rete del gas naturale nazionale in particolare nella rete di distribuzione dove la diluizione dello stesso è evidentemente meno rilevante.
In attesa che il processo di normazione europeo sulle caratteristiche e sulla qualità del BM completi il suo corso (normative europee da emanarsi da parte del comitato preposto europeo CEN in attuazione del mandato M/475 CE), la strada già seguita da altri paesi europei è stata di derogare allo stato di "standstill" che prevedrebbe che il paese membro non possa normare sull’argomento.
La soluzione individuata in Italia è quella di confermare l’obbligo per il gestore di rete di riferirsi alle disposizioni vigenti - vedi Dm 19/2/2007 e rapporto tecnico CIG UNI/TR 11537 - che saranno per questo periodo di transizione il punto di riferimento del settore.

Un limite è stato imposto per garantire in ogni caso la sicurezza del consumatore: che siano per adesso escluse le immissioni nella rete del gas naturale del BM derivante da biogas prodotto per via termochimica (gas da processi di piro-gassificazione), gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e da fermentazione di fanghi e rifiuti diversi dalla FORSU. La frazione organica dei rifiuti a valle della raccolta differenziata è invece ammessa come substrato di produzione BM e godrà dei relativi incentivi.
Come si immaginava, tuttavia, la procedura rimanda la piena definizione delle modalità di accesso alla rete di trasporto/distribuzione al completamento del quadro tecnico e normativo di riferimento e ribadisce la piena responsabilità del gestore di rete per quanto riguarda eventuali danni o effetti pregiudizievoli derivanti dall’immissione in rete del BM.
Nelle more dell’adeguamento del codice di rete SNAM, che comporterà un periodo di tempo di difficile stima, si conferma che la strada del metano di origine biologica è stata imboccata in maniera irreversibile, giacché i produttori di BM che abbiano intenzione di iniziare la procedura di autorizzazione dell’impianto e di qualifica dello stesso anche a livello di progetto, lo possono fare già adesso trasmettendo i necessari documenti e dichiarazioni all’indirizzo di posta certificata qualifiche.biometano@pec.gse.it, nelle more della predisposizione del previsto Portale Informatico Biometano.
Certamente l’art. 4 della procedura dilaziona ancora la definizione dei dettagli di connessione alla rete giacché dice che "le modalità di misurazione ed il rilascio degli incentivi saranno oggetto di specifiche procedure …".

Veniamo quindi all’utilizzo del BM nel settore dei trasporti, che dovrebbe svilupparsi prima dell’immissione in rete con o senza ritiro da parte del GSE, anche per l’interesse dello Stato a rispettare le quote indicate dall’Europa di utilizzo dei biocarburanti.
Si ribadisce innanzitutto il concetto "allargato" di rete nel senso che "Si rappresenta che, ai fini del decreto, la rete del gas naturale comprende tutte le reti del gas naturale e del biometano, e include:

• le reti di trasporto e distribuzione del gas naturale i cui gestori hanno l’obbligo di connessione di terzi;

• i sistemi di trasporto mediante carro bombolaio o simili;

• i distributori di carburanti per autotrazione sia stradali, che ad uso privato, compreso l’uso agricolo, anche non connessi alle reti di trasporto e distribuzione;

• altre reti di trasporto.

Un punto importante è che la procedura per la prima volta cita i "sistemi di trasporto mediante carro bombolaio o simili", con la precisazione in nota a piè pagina che "Ai fini delle presenti procedure, le autocisterne per il trasporto GNL (Gas Naturale Liquefatto) sono considerate al pari dei carri bombolai".
L’apertura alla possibilità di trasformare il BM da gassoso a liquido ed il suo conseguente trasporto in cisterne criogeniche fino al sito di utilizzazione finale apre la porta a soluzioni tecnologiche interessanti e più semplici dal punto di vista della logistica ed al previsto sviluppo dell’utilizzo dello stesso in forma liquida nel trasporto pesante.
La specifica tecnica nazionale UNI/TS 11567 del CTI è il riferimento come schema di qualificazione per la tracciabilità dell’origine del BM per autotrazione.
 

Sono stati definiti i beneficiari dei cosiddetti CIC (certificati di immissione in consumo) che rappresentano lo strumento di incentivazione del BM nell’autotrazione.
L’art. 4 del DM Biometano prevede, al comma 1, che il BM immesso dal soggetto produttore nella rete del gas naturale e utilizzato per i trasporti è incentivato tramite il rilascio, al soggetto che lo immette in consumo nei trasporti, e per un periodo di 20 anni decorrenti dalla data di entrata in esercizio, di certificati di immissione in consumo (CIC) di biocarburanti di cui al decreto 110/2008, come aggiornato dal decreto 10 ottobre 2014, con le modalità ivi definite, tenuto conto di quanto disposto al comma 2 del medesimo articolo.
Il comma 2 specifica che, ai fini del riconoscimento dell’incentivo, il soggetto produttore del biometano stipula un contratto bilaterale di fornitura con il soggetto che immette in consumo il BM. Tale contratto indica:

(i) la quota parte dell’incentivo (CIC) da riconoscere al soggetto produttore,

nonché (ii) la durata della fornitura di BM, la cui copia è inviata al GSE per disporre dei relativi controlli.

Si rappresenta che, i sopraindicati CIC, nella disponibilità del soggetto beneficiario, non sono valorizzati economicamente dal GSE ma sono oggetto di scambio, con i soggetti obbligati, secondo le modalità previste dal decreto 10 ottobre 2014.
Si evidenzia, tra l’altro, che il decreto 10 ottobre 2014 all’art. 5 comma 3 prevede che "ai fini della verifica dell'assolvimento dell'obbligo di immissione in consumo sono contabilizzati i quantitativi di biocarburanti introdotti nei depositi fiscali e miscelati con benzine e gasoli di cui all'articolo 2, lettera a) e f), destinati al mercato nazionale, nonché il biometano e il biopropano destinato al settore nazionale dei trasporti", con ciò ricomprendendo, come previsto dal Dlgs 28/2011, che il biometano possa concorrere al soddisfacimento delle quote di obbligo poste in capo ai soggetti che immettono in consumo benzina e gasolio e che ricevono dal GSE i CIC. Il beneficiario dell’incentivo coincide con il soggetto che lo immette in consumo.

A tal riguardo, il succitato decreto 110/2008, come aggiornato dal decreto 10 ottobre 2014, in materia di biocarburanti, stabilisce che l’immissione in consumo è desunta dal verificarsi dei presupposti per il pagamento dell’accisa, coerentemente con quanto stabilito dalla relativa disciplina fiscale.
In merito, si evidenzia che l’art. 26, comma 1 del Testo Unico delle Accise (TUA) dispone che il gas naturale destinato alla combustione per usi civili e per usi industriali, nonché all'autotrazione - ove ai fini della tassazione si considerano gas naturale anche le miscele contenenti metano ed altri idrocarburi gassosi in misura non inferiore al 70 per cento in volume e quindi anche il biometano - è sottoposto ad accisa al momento della fornitura ai consumatori finali ovvero al momento del consumo per il gas naturale estratto per uso proprio. Si considerano, tra l’altro, consumatori finali anche gli esercenti impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione non dotati di apparecchiature di compressione per il riempimento di carri bombolai (art. 26, comma 9 del TUA).
Con riferimento alla tassazione sul biometano destinato all’uso per autotrazione, l’obbligo al pagamento dell’accisa ricade sui soggetti esercenti gli impianti di compressione, ai fini del riempimento dei carri bombolai, siano essi ubicati presso il produttore di biometano o diversamente negli impianti di distribuzione stradale.

Ciò premesso, nell’ambito dell’applicazione dell’art.4 e nello specifico in merito al soggetto beneficiario dei CIC, si verificano pertanto le seguenti casistiche:

a) produttore di biometano esercente l’impianto di compressione e utilizzo del biometano nei trasporti mediante carro bombolaio o simili o rete privata, senza immissione nella rete di trasporto e distribuzione del gas naturale: il soggetto che immette in consumo, e pertanto, obbligato al pagamento dell’accisa, è il produttore di biometano, configurandosi come fornitore di biometano al consumatore finale, rappresentato dal distributore stradale di gas naturale con cui è tenuto alla stipula di un contratto di fornitura;

b) produzione del biometano e utilizzo nei trasporti, previa immissione nella rete di distribuzione e trasporto del gas naturale: in questa fattispecie, il soggetto che, immette in consumo e, pertanto, beneficia dei CIC, risulta essere il soggetto esercente la vendita di biometano (venditore al dettaglio o trader) presso il distributore stradale (con contratto di fornitura). Tale soggetto venditore acquista il biometano direttamente dal produttore (con contratto bilaterale di acquisto). Si evidenzia che per tale casistica si presuppone l’intervento di un utente del trasporto, che sia anche un utente del bilanciamento, responsabile del vettoriamento fisico del biometano e della trasmissione dei dati di misura al responsabile del bilanciamento. Tale figura non rileva ai fini dello scambio commerciale tra i soggetti coinvolti.

Inoltre, ai fini del riconoscimento dei CIC, per tali fattispecie è necessario che il soggetto che richiede il rilascio dei CIC al GSE invii allo stesso Gestore copia del contratto sottoscritto con il produttore di biometano (contratto bilaterale) nonché copia di quello di fornitura sottoscritto con il distributore stradale di gas naturale.
Si evidenzia che quanto sopra illustrato presuppone l’evoluzione del contesto normativo di riferimento, con particolare riferimento all’aggiornamento del codice della rete di trasporto e della disciplina del bilanciamento. Si precisa, inoltre, che i soggetti beneficiari dei CIC, essendo obbligati al pagamento dell’accisa, devono essere censiti anche negli appositi registri tenuti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Ai fini dell’utilizzo dei CIC per l’assolvimento dell’obbligo previsto dal decreto 10 ottobre 2014 e, quindi, della loro valorizzazione, i soggetti, di cui sopra, dovranno essere abilitati a operare sulla piattaforma Biocar gestita dal GSE, a cui a oggi partecipano i soli fornitori di benzina e gasolio obbligati.
Quindi, a parte le necessarie complicazioni di tipo amministrativo, finalmente anche le aziende agro-zootecniche che vogliano intraprendere la strada del BM per autotrazione, potranno essere titolari dei CIC anche senza costruire una propria stazione di erogazione, fermo restando la possibilità di sottoscrivere un accordo bilaterale con gli intermediari commerciali (trader) che si presume possano contribuire ovviamente a vivacizzare ulteriormente il mercato.

Le Procedure applicative per la richiesta e il rilascio degli incentivi

Il secondo documento procedurale riguarda, nello specifico, le modalità per il calcolo e il rilascio dell’incentivo nei casi di BM utilizzato nei trasporti o in impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) senza immissione nella rete di trasporto e distribuzione del gas naturale, ossia mediante connessione diretta degli impianti di produzione ai siti di consumo o tramite carro bombolaio o mezzo di trasporto con caratteristiche similari (quali autocisterna per il trasporto GNL) o rete privata. Le sopra indicate modalità di trasporto del BM sono genericamente indicate nel presente documento con la dizione: trasporto extrarete.
Il fatto che sia stata dedicata una procedura a parte sta a testimoniare l’estrema importanza che anche gli enti governativi pensano possano rivestire queste applicazioni che non usano la rete del gas naturale.

Sono state innanzitutto definite le caratteristiche della misura della quantità del BM:

➢ Misuratore di pressione;
➢ Misuratore di temperatura;
➢ Contatore volumetrico;
➢ Correttore di volume;
➢ Sistema di elaborazione e relativo sistema per archiviazione dati.

Si rappresenta che la misura della quantità di biometano prodotto è riferita al volume di combustibile in standard metri cubi.

Per quanto riguarda la qualità del BM è stata concessa la seguente modalità di verifica:

rilevazione in continuo: in tali casi viene utilizzato un gascromatografo o altro strumento con analoghe funzionalità dotato di un'unità di post elaborazione e analisi dati e di un sistema di archiviazione in grado di registrare i dati con cadenza almeno oraria

rilevazione in continuo dei componenti e dei parametri, sotto elencati:
➢ metano (%);
➢ anidride carbonica (%);
➢ azoto (%);
➢ ossigeno (%);
➢ Potere Calorifico Inferiore e Superiore (MJ/Smc);
➢ massa volumica del biometano (espressa in Kg/Smc);

rilevazione a campione: la concentrazione dei seguenti componenti dovrà essere determinata tramite analisi a campione almeno due volte l'anno:

➢ idrogeno solforato (ppm o mg/Smc);
➢ ammoniaca (ppm o mg/Smc);
➢ idrogeno(ppm o %Vol);
➢ ossido di carbonio(ppm o mg/%mol) ;
➢ silicio (ppm);
➢ mercurio (ppm o μg/Smc);
➢ fluoro (ppm o mg/Smc);
➢ cloro (ppm o mg/Smc)
➢ contenuto di zolfo da mercaptani (mg/Smc);
➢ contenuto di zolfo totale (mg/Smc).

Per adesso fino all’emanazione della normativa europea citata, non è richiesta la misura dei silossani, che, come noto, derivano in particolare dal biogas di discarica.
Dell’applicazione del BM agli impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) ci occuperemo in altra occasione.

Veniamo quindi all’autotrazione come destinazione specifica del BM prodotto.
Un punto rilevante è quello degli autoconsumi impiantistici che è stato interpretato in maniera favorevole al produttore: si precisa infatti che nei casi di utilizzo del biometano nei trasporti (art.4 del DM Biometano), ai fini del calcolo dell’incentivo, non sono decurtati i consumi energetici dell’impianto necessari per la produzione di biometano.
Vediamo adesso nei dettagli, considerata la rilevanza dell’argomento, come deve essere contabilizzato il BM da incentivare.

Caso a) Biometano incentivato nel caso di connessione diretta dell’impianto di produzione di biometano con il sito di consumo, con destinazione specifica per utilizzo nei trasporti.
L’energia annua è la somma del valore minimo tra due rilevazioni mensili, la misure trasmessa al GSE del BM immesso nell’impianto di distribuzione di carburanti, espressa in Smc e la differenza calcolata su base mensile tra la quantità di gas erogata per autotrazione nell’impianto di distribuzione (misuratore alla pompa in uscita e come riportato nel registro dei corrispettivi) e la quantità di gas naturale utilizzata dall’impianto di distribuzione di carburanti (risultante dalle fatture di acquisto di gas naturale – o anche altro BM di altra provenienza - da convertire da kg a Smc eventualmente).
Tale quantità in Smc va moltiplicata per il potere calorifico inferiore del BM come valore medio mensile, ponderato in base alle quantità, del potere calorifico inferiore misurato con dettaglio almeno giornaliero rilevato nel punto di connessione tra l’impianto di produzione e l’impianto di consumo, misurato in continuo tramite gascromatografo.
Tali misure devono essere trasmesse al GSE tramite un’opportuna interfaccia informatica i cui dettagli verranno forniti dal GSE con apposita informativa.

Caso b) Biometano incentivato nel caso di connessione dell’impianto di produzione di biometano con il sito di consumo mediante carro bombolaio o simili, o rete privata, con destinazione specifica per utilizzo nei trasporti
In questo caso l’energia annua è la somma del valore minimo tra tre rilevazioni mensili, la misura su base mensile del BM rilevata nei pressi del punto di carico del carro bombolaio o simili , la differenza calcolata su base mensile tra la quantità di gas erogata per autotrazione nell’impianto di distribuzione (misuratore alla pompa in uscita e come riportato nel registro dei corrispettivi) e la quantità di gas naturale utilizzata dall’impianto di distribuzione di carburanti (risultante dalle fatture di acquisto di gas naturale /eventuale altro BM) e la quantità mensile riportata nel contratto bilaterale tra produttore e soggetto che immette in consumo.
Tale quantità in Smc va moltiplicata per il potere calorifico inferiore del BM come valore medio mensile, ponderato in base alle quantità, del potere calorifico inferiore misurato con dettaglio almeno giornaliero, come nel caso precedente.
Nei casi in cui il biometano è trasportato in autocisterne come GNL (Gas Naturale Liquefatto) le misure della quantità di BM prodotta e del PCI devono essere realizzate immediatamente a monte della stazione di liquefazione del biometano. Le misure ricavate dai registri fiscali e/o bolle di scarico devono essere riportate, ai fini dell’invio al GSE, in Smc.

Occorre notare la forte rilevanza del contratto bilaterale che è opportuno riporti una quantità ipotizzata di BM da fornire superiore a quella che si stimi possa essere erogata in modo da non penalizzare l’applicazioni dal punto di vista meramente formale.

Ai fini del rilascio dei Certificati di Immissione in Consumo (CIC) e delle eventuali maggiorazioni, il soggetto beneficiario è tenuto a utilizzare l’applicativo informatico BIOCAR, integrando le informazioni dichiarate in fase di richiesta di qualifica dell’impianto di produzione di biometano.
Tra le tante informazioni che devono essere fornite al GSE per l’ottenimento dei CIC occorre ricordare il codice del certificato di sostenibilità relativo al biometano prodotto (DM 23 gennaio 2012), il sistema di certificazione al quale si aderisce e organismo di certificazione che rilascia la valutazione della conformità (informazioni presenti sul certificato di sostenibilità).
Un discorso a parte si apre a questo punto sulla tracciabilità, la sostenibilità e la certificazione conseguente e sul fatto che ancora nel nostro paese, per ovvi motivi, non esistono enti di certificazione autorizzati, per cui occorre per ora ricorrere a certificatori stranieri.

Non è obbligatorio invece comunicare il prezzo unitario annuale (€/Sm³) di vendita nel contratto bilaterale.

Nel caso in cui l’impianto di compressione sia gestito dal distributore stradale è lui il soggetto in capo al quale insorge il presupposto del pagamento dell’accisa e, quindi, ai sensi del decreto MiSE 10 ottobre 2014, è il soggetto che immette in consumo il biometano nei trasporti e pertanto titolato a ricevere i CIC.
I distributori stradali, per poter accedere all’incentivazione prevista dall’articolo 4 del DM Biometano, dovranno registrarsi al portale informatico del GSE (GWA - Gestione Web Access) e ricevere le credenziali necessarie all’utilizzo degli applicativi informatici.
È evidente la stretta interazione, al di là del contratto bilaterale di fornitura, che deve sussistere tra il produttore di BM ed il gestore dell’impianto di erogazione carburanti, con condivisione anche del conto di proprietà sul portale BIOCAR.

Le Verifiche ed i controlli possono essere effettuati dal GSE sugli interventi incentivati per il tramite sia di controlli documentali sia di controlli in situ, o sopralluoghi, anche senza preavviso, al fine di accertarne la regolarità di realizzazione, il funzionamento e la sussistenza o la permanenza dei presupposti e dei requisiti, oggettivi e soggettivi, per il riconoscimento o il mantenimento degli incentivi rilasciati ai sensi della normativa vigente.
Con riferimento all’incentivazione del BM utilizzato nei trasporti il GSE opera in coordinamento con il Comitato biocarburanti e con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), tenuto conto delle rispettive competenze.
A tal riguardo, in attuazione dell’art. 7, comma 3 del decreto del Ministero dello sviluppo economico 10 ottobre 2014, il Comitato biocarburanti, cui partecipa anche il GSE, svolge verifiche su tutta la documentazione atta a dimostrare la sostenibilità del biometano e sulla documentazione relativa agli obblighi di immissione in consumo mentre il MIPAAF, o altro soggetto da quest’ultimo incaricato, ai fini delle maggiorazioni di cui all’art.4, commi 5 e 6 del DM Biometano, verifica i requisiti della materia prima.
Nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei suddetti controlli siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, il GSE dispone il rigetto dell’istanza ovvero la decadenza degli incentivi nonché il recupero dell’incentivo già erogato.

Il documento si chiude con l’esemplificazione di due casi operativi, il primo è il caso di un unico impianto di “upgrading” (impianto di purificazione del biogas) alimentato da due impianti biogas, uno nuovo ed uno riconvertito (impianto multi sezione).
Occorre in questo caso predisporre due misure di quantità e di potere calorifico all’alimentazione dell’upgrading.
Il secondo è un impianto di produzione di BM che alimenta contemporaneamente un impianto di distribuzione stradale direttamente connesso (realizzato e gestito dal produttore) e, a titolo esemplificativo, un ulteriore impianto di distribuzione stradale (tramite carro bombolaio o simili).
Anche in questo caso occorre predisporre misure aggiuntive per consentire di separare la quantità di BM da incentivare con e senza maggiorazione prevista per la realizzazione di un distributore in proprio.
Un chiarimento necessario: dalla lettura delle "Procedure applicative per la richiesta e il rilascio degli incentivi per il biometano trasportato con modalità extrarete" parrebbe di interpretare che è possibile cedere il BM ad un impianto di distribuzione di proprietà/gestito dal produttore di biometano e ad un solo altro impianto di distribuzione per autotrazione. A quanto pare, le autorità regolatorie e gestorie in materia (AEEGSI e GSE) si stanno determinando nel senso di consentire la cessione di BM ad una pluralità di distributori di metano per autotrazione.

Il valore dei CIC

La domanda che tutti gli operatori che si affacciano allo specifico settore del biometano - la cui risposta è necessaria per ogni conto economico in materia - è quella relativa a quanto valorizzare i CIC.
Il Dm 20 gennaio 2015 ("Sanzioni amministrative per il mancato raggiungimento dell’obbligo di immissione in consumo di una quota minima di biocarburanti, ai sensi del comma 2, dell’articolo 30 - sexies del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 116”) stabilisce infatti, all’art. 1, comma 2, che "salvo che il fatto costituisca reato, nel caso di violazione dell’obbligo di immettere in consumo nel territorio nazionale la quota minima complessiva di biocarburanti o la quota minima di biocarburanti avanzati stabilite dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 ottobre 2014 si applica, per ciascuna delle due violazioni, la sanzione amministrativa pecuniaria di 750,00 euro per ogni certificato di immissione in consumo di cui all’articolo 6 e 7 del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 ottobre 2014, mancante nell’anno di riferimento".
Il Decreto 10 ottobre 2014 ("Aggiornamento delle condizioni, dei criteri e delle modalità di attuazione dell’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti compresi quelli avanzati") ha quindi previsto che:

• il quantitativo minimo di biocarburanti da immettere in consumo ai fini del rispetto dell’obbligo è calcolato sulla base della seguente formula: Bio = Q % x Bt,
dove per:
- Bio si intende il quantitativo minimo annuo di biocarburanti, espresso in Gcal, da immettere in consumo nel corso dello stesso anno solare di immissione di benzina e gasolio;
- Q % si intende la quota minima di biocarburanti, espressa in percentuale, da immettere obbligatoriamente in consumo in un determinato anno secondo le percentuali indicate nella tabella allegata al DM in questione (5% per il 2015, 5,5% per il 2016 e così via sino al 10% dal 2022).

Attenzione. L’art. 7, comma 5, del DM 10 ottobre 2014 prevede che i CIC mancanti al raggiungimento dell’obbligo (ma sopra la soglia di sanzionabilità) devono essere compensati esclusivamente e prioritariamente entro l’anno successivo.

Quanto varranno i CIC sul loro mercato?
La sanzione amministrativa è fissata in 750,00 Euro per ogni CIC in meno rispetto alla quota d’obbligo, ed è realistico supporre che il valore del CIC debba essere inferiore a tale valore.

Proviamo a rapportare al valore del CIC quello dell’incentivo, espresso in euro per MWh equivalente.

VALORE CIC (€)    INCENTIVO (€/MWh)

      500                      42,99
      550                      47,29
      600                      51,59
      650                      55,89
      700                      60,19
      750                      64,49

Secondo le più autorevoli voci, in questa fase di avvio del mercato, è opportuno prevedere un valore del CIC non superiore a 500-550 €.

Il tipico caso scuola in materia di biometano è quello attualmente allo studio di più operatori: un nuovo impianto di produzione di BM, alimentato a FORSU (frazione biodegradabile dei rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata - CER 200108, CER 200125 e CER 200138) e/o a sottoprodotti di cui alla tabella 1.A del DM 6 luglio 2012, che destini il biometano ai trasporti, trasportando il BM mediante carro bombolaio.

Nel seguito sono riportate le considerazioni che possono essere effettuate per tale impianto con un CIC di valore pari a 550 Euro/MWh:

- Equivalenza: 1 CIC = 10 Gcal; 1 Gcal = 1,163 MWh; 1 CIC = 11,63 MWh

- Incentivazione: "double counting" 2X CIC, vista l’alimentazione

- Valore del CIC per tale impianto, a MWh (ricordiamo, ipotizzando un valore di 550 Euro a MWh): stante la maggiorazione di cui all’art. 4, comma 3 del DM Biometano, 1 CIC = 47,29 €/MWh; l’incentivo è = 94,58 €/MWh

- Si ipotizza che la percentuale di CIC da riconoscere al produttore del biometano sia il 95% (in base all’art. 4, comma 2 del DM Biometano, ma il dato è da verificare nel mercato)

- Il valore del CIC al netto della quota da riconoscere al distributore di metano è quindi pari a 95% di 94,58 €/MWh, vale a dire 89,85 €/MWh

- Si ipotizza un prezzo di vendita del BM pari a circa 23,00 €/MWh (basato sul prezzo medio del gas naturale nei primi 8 mesi del 2015)

- In conclusione, quindi, il valore complessivo per il produttore di BM deriva dalla somma di CIC + vendita BM ed è di 89,85 € + 23,00 € = circa 112,85 €/Mwh.

Francesco Arecco*  e Gianpaolo Ghelardi**, www.maia.io

* Avvocato civilista e amministrativista, Of Counsel in Macchi di Cellere e Gangemi, coordinatore scientifico della Formazione sull'Energia di Nextville.

** Ingegnere, consulente in materia di bioenergie.

 

Vuoi maggiori informazioni sulla regolamentazione per la produzione del biometano e sugli aspetti tecnologici? Partecipa al seminario organizzato da EdaPro e Nextville.it: Tutto pronto per il biometano per autotrazione. E quasi anche per l'immissione in rete che si terrà a Milano il 28 ottobre 2015.

Il seminario, che vede la partecipazione degli autori in veste di relatori, si prefigge di descrivere lo stato dell’arte in materia, affrontare i punti incerti e, ove possibile, risolverli. Si cercherà di individuare insieme gli spazi per uno sviluppo proficuo di nuove tecnologie o pratiche.

Riferimenti

Dm Sviluppo economico 5 dicembre 2013 Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Politiche agricole 29 aprile 2008, n. 110 Criteri, condizioni e modalità per l'attuazione dell'obbligo di immissione di una quota minima di biocarburanti, ai sensi della legge Finanziaria 2007
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Delibera Autorità energia 12 febbraio 2015, 46/2015/R/gas Direttive per le connessioni di impianti a biometano alle reti del gas naturale
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Sviluppo economico 10 ottobre 2014 Aggiornamento condizioni, criteri e modalità di attuazione dell'obbligo di immissione in consumo di biocarburanti
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dm Sviluppo economico 20 gennaio 2015 Sanzioni amministrative per il mancato raggiungimento dell'obbligo di immissione in consumo di una quota minima di biocarburanti
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Delibera Autorità energia 12 febbraio 2015, 46/2015/R/gas Direttive per le connessioni di impianti a biometano alle reti del gas naturale
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Delibera Autorità energia 7 maggio 2015, n. 210/2015/R/GAS Prime direttive in materia di immissione di biometano nelle reti di trasporto e distribuzione del gas naturale
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Procedure applicativ e per la richiesta e il rilascio de gli incentivi per il biometano trasportato con modalità extrarete

Procedura di qualifica per gli impianti di produzione di biometano

Gli incentivi e le agevolazioni per il biometano introdotti dal Dm 5 dicembre 2013
in Nextville (Incentivi e Bandi)


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