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Approfondimenti

16 Novembre 2015

Biomasse per riscaldamento: il dibattito su benefici e impatti ambientali

(Filippo Franchetto)

La presentazione di uno studio Enea ha riacceso ancora una volta il dibattito sulle esternalità derivanti dall’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento residenziale.


Lo studio ENEA

Con il titolo "Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale", lo studio commissionato da Assogasliquidi e Anigas, ha come obiettivo quello di valutare gli impatti ambientali, energetici e fiscali derivanti dalle attuali politiche di sostegno alle biomasse negli usi termici del riscaldamento.

Punto di partenza sono le rilevazioni della qualità dell’aria, che in diverse zone del nostro Paese mostrano elevati valori di inquinanti atmosferici e composti tossici, in primis di particolato (PM) ma anche di ossidi di azoto e composti organici volatili. Le biomasse sarebbero responsabili di oltre il 99% delle emissioni di particolato del settore civile; per questo – secondo lo studio – uno dei principali e paradossali rischi delle attuali politiche di sostegno all’utilizzo delle biomasse è quello di ridurre i risultati positivi connessi al miglioramento della qualità dell’aria, ottenuti attraverso le politiche di contenimento delle emissioni nei trasporti, negli impianti di generazione elettrica e negli usi energetici dell’industria.

Gli incentivi alle biomasse per riscaldamento andrebbero quindi rimodulati tenendo conto del loro impatto negativo sulla salute e dovrebbero essere condizionati all’uso delle più efficienti tecnologie disponibili, aumentando anche gli standard emissivi degli impianti incentivabili.

Lo studio di ENEA valuta tre possibili scenari energetici al 2030, con i corrispondenti scenari emissivi, sulla cui base sono state realizzate tre mappe di concentrazione degli inquinanti:

• uno scenario "di riferimento": l’evoluzione del sistema energetico avviene sulla base della legislazione vigente e delle attuali tendenze in atto, consentendo di rispettare gli obiettivi italiani ed europei in materia di rinnovabili ed efficienza;

• uno scenario "a biomassa costante": vengono raggiunti gli stessi obiettivi dello scenario di riferimento, ma imponendo un consumo di biomassa annuo non superiore a quello stimato dall’Istat per il 2014 (19 milioni di tonnellate);

• uno scenario "decarbonizzazione 2030": in linea con gli obiettivi europei su energia e clima al 2030, ipotizzando una riduzione delle emissioni di CO2 del 36% rispetto al 2005.

Tutti e tre gli scenari adottati mostrano come al 2030 in ogni caso, grazie al miglioramento delle tecnologie adottate, le emissioni complessive di inquinanti si riducono. Ma non dove si utilizza la biomassa: la riduzione degli inquinanti risulta inferiore se aumenta l’uso di biomassa nel settore residenziale.

Per compensare le esternalità negative delle diverse fonti, lo studio propone al legislatore di riequilibrare il trattamento fiscale preferenziale attualmente accordato alle biomasse (ad esempio con l’Iva agevolata sulla legna da ardere), non ugualmente previsto per gli altri prodotti petroliferi, per il gas naturale e l’energia elettrica.



La posizione delle associazioni della filiera legno-energia

Un'importante associazione di settore, AIEL (Associazione italiana energie agro-forestali), rispondendo indirettamente allo studio ENEA, ha voluto pubblicare tre video esplicativi sui benefici economici, energetici e ambientali (in termini di riduzione della CO2), derivanti dall’impiego di biomassa locale a fini energetici.

Si tratta della traduzione italiana di video realizzati dall’Associazione Austriaca Biomasse (Österreichischer Biomasse-Verband) e presenti anche sul loro sito waermeausholz.at:

• "Scaldarsi con il legno dà valore al territorio". Il legno, usato per il riscaldamento domestico al posto dei combustibili d'importazione, porta benefici economici, aumento dei posti di lavoro e una significativa diminuzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.

• "Il ruolo delle foreste nella salvaguardia del clima". L'uso sostenibile delle foreste è un fattore essenziale nella lotta al cambiamento climatico: grazie alla gestione sostenibile, la foresta è mantenuta nella fase di massima crescita, cioè quella che consente un continuo assorbimento di CO2 dall'atmosfera.

• "Tutta l'energia del legno". Ogni fase dell'utilizzo «a cascata» del legno genera scarti legnosi che possono essere utilizzati, sotto forma di legna da ardere, cippato o pellet, in caldaie o stufe per il riscaldamento domestico. Una moderna casa in legno, arredata con mobili di legno, può essere riscaldata per 70 anni solo con i residui della lavorazione del legname destinato alla sua costruzione.

Va comunque sottolineato che i benefici ambientali della biomassa evidenziati nei video riguardano in particolare il ciclo dell’anidride carbonica e non affrontano direttamente la complessa e spinosa tematica delle emissioni più propriamente inquinanti (particolato, ecc.), trattata nello studio ENEA.

Rendiamo infine conto anche della reazione del Presidente della FIPER, Walter Righini, alla presentazione dello studio ENEA. Secondo Righini all’interno di ENEA mancherebbe una direzione chiara riguardo il tema delle biomasse: "FIPER - sottolinea Righini - ha collaborato negli anni con vari ricercatori ENEA sulla formazione degli amministratori locali e per una corretta informazione sull'uso virtuoso delle biomasse legnose. A febbraio 2015, abbiamo realizzato una pubblicazione scientifica dal titolo "Biomasse legnose: petrolio verde per il teleriscaldamento italiano" dove, oltre al Patrocinio, ENEA ha contribuito con un capitolo importante che riguarda proprio i sistemi di controllo delle emissioni derivanti dall'utilizzo delle biomasse".

Da anni, ricorda inoltre il presidente della FIPER, ENEA ha "investito in ricerca sull'opportunità che le biomasse legnose offrono allo sviluppo del territorio, se opportunamente trasformate in energia rinnovabile in impianti dotati di tecnologia di abbattimento delle polveri, come gli impianti di teleriscaldamento a biomassa legnosa vergine associati a FIPER".

"E' evidente - conclude Righini - che manchi una direzione chiara all’interno di ENEA riguardo il tema delle biomasse e più in generale sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e allora non possiamo non domandarci: ha ancora senso sovvenzionare un centro di ricerca così schizofrenico?".

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