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Approfondimenti

28 Luglio 2016

Conto energia e Tremonti ambientale: ancora molta confusione

(Matteo Sances*)

Tanti ancora i dubbi irrisolti sulla cumulabilità delle agevolazioni previste dalla cosiddetta Tremonti Ambientale (Legge 388/2000) e gli incentivi per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici in Conto energia.

A seguito delle numerose richieste di chiarimenti avanzate dai contribuenti, l’Agenzia delle Entrate ha cercato di rispondere con la Risoluzione n. 58/E del 20 Luglio 2016.

Prima di passare all'analisi della Risoluzione, è doveroso soffermarsi brevemente sulle agevolazioni previste dalla Legge 388/2000. Si tratta di un provvedimento che disciplina la detassazione ai fini Ires/Irpef degli investimenti effettuati in materia ambientale ed energetica. L’articolo 6 della  legge prevede, infatti, che "a decorrere dall’esercizio in corso al 1° Gennaio 2001, la quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata ad investimenti ambientali non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi".
Tale disposizione agevolativa è stata abrogata a decorrere dal 26 Giugno 2012, con il Dl 83/2012. Pertanto, possono beneficiare dell’agevolazione solo gli investimenti ambientali realizzati entro il 25 Giugno 2012.

La domanda che molti contribuenti hanno posto all’Ufficio delle Entrate è la seguente: le agevolazioni previste dalla "Tremonti Ambientale" (Legge 388/2000) sono cumulabili con gli incentivi previsti dai diversi Conto Energia? Più precisamente i Conto energia vigenti fino alla data di abrogazione della Legge 388/2000, e cioè il I, il II, il III e il IV Conto energia?

Secondo l’Agenzia delle Entrate "... poiché la disciplina dei suddetti incentivi (Conto energia, ndr) rientra nella competenza del suddetto Ministero, spetta a tale autorità ogni valutazione in ordine all’attuazione della relativa normativa, anche per quanto concerne la sussistenza di eventuali limiti di cumulabilità, nonché riguardo le modalità di applicazione degli stessi".
In parole povere, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la decisione in merito al cumulo delle agevolazioni spetti al Ministero dello Sviluppo economico, il quale, però, spesso ha omesso di disciplinare la questione.

A causa del silenzio dell’Autorità Governativa si è creata, così, una situazione di profonda incertezza, che ha portato molti contribuenti a preferire (per mera prudenza) di non sfruttare la detassazione ambientale prevista dalla Legge 388/2000, onde evitare di subire la revoca dei più vantaggiosi incentivi speciali di settore (ossia quelli disciplinati dai Conto energia).
Per tale motivo, molti contribuenti hanno chiesto all’Amministrazione Finanziaria chiarimenti anche in merito alla possibilità di beneficiare dell’agevolazione prevista dalla Legge 388/2000, in un periodo di imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento ambientale allo scopo, magari, di aspettare la pronuncia del Ministero sul punto.
Anche tale questione è stata analizzata dalla Risoluzione 58/E, dove si afferma che: "conformemente a quanto chiarito con la risoluzione n. 132/E del 2010, si è ritenuto che la mancata indicazione della deduzione per fruire della detassazione ambientale entro il termine di presentazione della dichiarazione originaria non sia di ostacolo alla possibilità di avvalersi di tale deduzione in sede di dichiarazione dei redditi integrativa ai sensi dell’art.2, comma 8-bis, del D.P.R. n.322/1998. Decorsi i termini per la presentazione della dichiarazione a favore di cui all’art.2, comma 8-bis, del D.P.R. n.322/1998, è altresì possibile recuperare l’agevolazione presentando un’istanza di rimborso, ai sensi dell’art.38 del D.P.R. n.602/73".
A tal proposito, però, l’Agenzia delle Entrate precisa ancora che "il contribuente che dovesse decidere di usufruire della detassazione ambientale ex post potrebbe esporsi al rischio di subire la revoca, da parte del Gestore dei Servizi Energetici (Gse), dei benefici derivanti da vari Conti Energia, sulla base delle valutazioni del Ministero dello Sviluppo Economico in ordine alla cumulabilità degli stessi con altre misure agevolative".

Alla luce di quanto illustrato, ne consegue che l’Agenzia delle Entrate ritiene di non essere competente a pronunciarsi sulla cumulabilità delle agevolazioni previste dalla Legge 388/2000 e quelle stabilite dai Conto energia e che, in assenza di un provvedimento risolutivo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, l’utilizzo cumulativo delle agevolazioni potrebbe comportare la revoca di questi ultimi da parte del Gestore dei Servizi Energetici.

Fanno, naturalmente, eccezione i soggetti responsabili degli impianti che usufruiscono del secondo Conto energia (Dm 19 febbraio 2007), per cui il Ministero si è espresso in merito nell’articolo 19 del Dm 5 luglio 2012 e con la Nota del 18 giugno 2015, in cui si precisa che la cumulabilità tra secondo Conto energia e detassazione ambientale è concessa entro il limite del 20% del costo dell'investimento.
Se costoro non avessero ancora fatto richiesta della deduzione, possono avvalersene presentando un’istanza di rimborso all’Agenzia delle entrate.
Per i contribuenti che usufruiscono degli altri Conto energia, sarebbe sicuramente auspicabile un intervento chiarificatore del Ministero dello Sviluppo Economico.

* Matteo Sances, Avvocato presso lo Studio legale Sances

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