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Approfondimenti

11 Ottobre 2016

L’efficienza energetica guadagna terreno, nonostante i bassi prezzi dell’energia

(Filippo Franchetto)

Nel corso del 2015 sono stati ottenuti, soprattutto da Cina e altri paesi emergenti, ottimi risultati grazie a efficaci politiche di efficienza energetica. Servono però ulteriori sforzi per raggiungere gli obiettivi climatici.

L’Energy Efficiency Market Report 2016, il nuovo Rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), esamina il crescente e indispensabile ruolo del comparto dell’efficienza energetica nel contesto della transizione energetica che riguarda tutte le economie. Il lavoro della IEA si concentra in particolare sui progressi compiuti dalla Cina, profilando con dovizia di particolari (e forse per la prima volta) una vera e propria "storia" delle politiche cinesi di efficienza energetica e dei loro risultati.

Migliora l’intensità energetica

Dal Rapporto emerge un primo dato positivo a livello globale: l’intensità energetica – cioè la quantità di energia utilizzata per unità di PIL – lo scorso anno è migliorata dell’1,8%, superiore anche all’1,5% registrato nel 2014 e comunque il triplo del tasso medio di miglioramento visto nei 10 anni precedenti. Il dato è ancor più significativo se rapportato all’attuale contesto di calo dei prezzi dell’energia, fattore che normalmente rallenta anziché favorire le politiche di efficientamento energetico. Tuttavia il Rapporto IEA evidenzia anche che, se molto è stato fatto, tantissimo rimane ancora da fare. Il tasso di miglioramento globale dell’intensità energetica dovrebbe raggiungere il 2,6% annuo, per poter davvero avviare il pianeta in tempi ragionevoli verso un sistema energetico decarbonizzato.

I maggiori progressi in termini di miglioramento dell’intensità energetica sono stati registrati nei paesi non-OCSE. Si tratta di una tendenza che sarà confermata anche per i prossimi anni. In particolare è stata la Cina a mostrare i progressi più significativi, con un miglioramento del 5,6% dell’intensità energetica, in crescita rispetto al tasso annuo medio del 3,1% registrato nel dieci anni precedenti. Nel 2015 la domanda cinese di energia è cresciuta soltanto dello 0,9%, la percentuale più bassa dal 1997, mentre l’economia è cresciuta del 6,9%. La quantità di energia che la Cina riesce a risparmiare in un anno grazie alle politiche di efficienza energetica è attualmente pari alla produzione energetica nazionale de fonti pulite.

Investimenti in crescita

Nel 2015, gli investimenti globali in efficienza energetica sono ammontati a 221 miliardi di dollari, registrando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. L’aumento degli investimenti è legato soprattutto al settore degli edifici, che include elettrodomestici e illuminazione. Particolarmente impressionanti i dati relativi alla crescita di sistemi efficienti di illuminazione: il drastico calo dei prezzi dell’illuminazione a LED ha portato un risparmio di 120 TWh, equivalente a oltre la metà della crescita mondiale di energia registrata nel 2015. 


Buoni numeri anche per gli investimenti in efficienza energetica nel settore dei trasporti, con 64 miliardi di dollari investiti nel 2015. A livello globale, lo scorso anno le vendite di veicoli elettrici hanno registrato un +70% sul 2014. Ora sono oltre un milione i veicoli elettrici circolanti su strada e quelli venduti nel solo 2015 consentiranno nel corso della loro vita utile di risparmiare più di 33 milioni di barili di petrolio.

La diffusione di standard minimi di efficienza

Oggi gli standard di efficienza energetica coprono circa il 30% dell’energia consumata globalmente, un dato in crescita rispetto all’11% del 2000. Rovesciando però il dato, risulta che ancora il 70% del consumo energetico mondiale avviene al di fuori di requisiti di prestazione energetica, il che equivale a dire che i due terzi della potenziale economico rimangono attualmente inutilizzati.

Il consumo di energia per l'illuminazione è da questo punto di vista il più virtuoso: standard obbligatori di efficienza coprono ora oltre il 60% del consumo energetico globale per l'illuminazione.

Le opportunità di mercato

Il Rapporto IEA ricorda come l’efficienza energetica consenta non soltanto di risparmiare denaro, ma anche di mettere in moto nuove opportunità di business. Lo scorso anno il mercato delle ESCo ha generato un fatturato di 24 miliardi di dollari, di cui 13,3 in Cina, 6,3 negli Stati Uniti e 2,7 nell’Unione europea. Gli osservatori hanno notato nel corso degli ultimi 10 anni un costante aumento di fusioni e acquisizioni in questo settore emergente, a conferma della sua dinamicità.

Gli investitori inoltre stanno mostrando un forte interesse nelle obbligazioni verdi (green bonds): le emissioni obbligazionarie verdi sono cresciute nel 2015 fino a raggiungere 42 miliardi di dollari, con l'efficienza energetica come secondo attrattore di investimenti (20%), dietro soltanto alle rinnovabili (46%).

In conclusione

Il Rapporto IEA individua nell'efficienza energetica il "combustibile" fondamentale per la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, stimando come oltre un terzo di tutte le riduzioni di gas climalteranti necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici entro il 2040, dovrà arrivare proprio da politiche di efficienza energetica.

"L'efficienza energetica è l’unica risorsa di energia che tutti i paesi possiedono in abbondanza", ha detto commentato Fatih Birol, il direttore esecutivo della IEA. "Accolgo positivamente i dati sul miglioramento dell'efficienza energetica globale, ancor più in un momento di prezzi energetici in discesa. Questo è un segnale che molti governi stanno spingendo su politiche di efficienza energetica, che dimostrano di funzionare".

Il Rapporto mostra con chiarezza il ruolo centrale che hanno le politiche governative nel guidare l'efficienza energetica. Gli interventi più efficaci sono sempre derivati da una precisa volontà politica a livello statale (o anche comunitario, nel caso della Ue) e, analogamente, le più grandi potenzialità di efficientamento non sfruttate sono legate a politiche inesistenti o comunque non adeguate alla complessità della sfida.

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