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30 Marzo 2017

Un mercato immobiliare poco sensibile all'efficienza energetica

(Maria Antonietta Giffoni)

È quanto emerge dall'indagine realizzata per il terzo anno consecutivo dall'ENEA, l'Istituto per la Competitività (I-Com) e la Federazione italiana agenti immobiliari professionali (FIAIP).

Ancora troppi gli edifici in classe G

Anche per il 2016 i dati delle compravendite immobiliari nel comparto residenziale presentano una netta dominanza degli edifici in classe G, con una percentuale che varia dal 66% per i monolocali al 56% per le villette. È, tuttavia, da registrare un calo di 7 punti percentuali rispetto alla prima tipologia di edificio: i monolocali venduti in classe G nel 2015 erano il 72% del totale.

Meno edifici in classe elevata

È diminuita, rispetto all’anno precedente, anche la percentuale di edifici compravenduti appartenenti alle prime tre classi energetiche: gli edifici in classi A+, A e B rappresentano una sempre più piccola percentuale del mercato immobiliare italiano.

"In leggera discesa - riferisce il comunicato stampa della Fiaip - "anche il peso degli immobili energeticamente più performanti di pregio. Se nel 2015 le classi energetiche A+, A e B pesavano per un 15% sul totale delle vendite, nel 2016 il dato scende al 14%. Critica la situazione degli edifici situati nei centri storici (lo stesso dato supera di poco il 6%) – anche per la difficoltà di eseguire interventi di retrofit - e degli edifici situati in estrema periferia (5,7%), mentre è migliore per gli immobili ricadenti nelle zone semi centrali e periferiche (circa il 10%)".

Edifici nuovi e ristrutturazioni

Confortante, invece, il dato sul "netto aumento degli edifici nuovi in classi energetiche elevate (erano poco meno del 50% gli edifici compravenduti in classe energetica A+, A o B nel 2015 e passano ad un 60% nel 2016), confermando la buona qualità degli edifici di nuova costruzione".

Stabili, invece, "i dati relativi agli edifici esistenti, con un 10% circa degli immobili in buono stato di conservazione o recentemente ristrutturati che appartengono alle prime tre classi energetiche, mentre permane, per ovvie ragioni, la criticità degli immobili da ristrutturare (il 90% ricade nelle classi G o F). Poco più dell’11% degli edifici ristrutturati, invece ricade nelle prime tre classi energetiche, in continuità con l’anno precedente" 

Migliora la percezione della prestazione energetica degli edifici

Rispetto alla percezione del concetto della performance energetica degli edifici da parte di chi compra o vende un immobile, si è registrato un miglioramento: gli agenti immobiliari ritengono infatti che il 51% di chi compra un immobile sia in grado di valutare adeguatamente la prestazione dell’abitazione che sta acquistando – percentuale che scende al 40% nel caso di chi vende (i dati del 2015 erano invece rispettivamente pari al 47% e 34%).

APE ancora poco utile

Anche i dati relativi al ruolo dell’Attestato di prestazione energetica come bussola per le compravendite rimangono poco incoraggianti: il 58% di chi vende o compra un immobile non sembra ritenerlo uno strumento utile. Mentre è ritenuto uno strumento utile per il 40% dei professionisti del settore. 
"Per aumentare l’utilità rispetto ai clienti, l’azione che trova maggiore consenso è quella di rendere l’APE uno strumento dinamico che consenta all’acquirente di capire quali saranno i suoi consumi energetici reali nel momento in cui andrà ad abitare nell’immobile acquistato.
Utile sarebbe anche esplicitare le seguenti caratteristiche connesse alla qualità energetica dell’immobile:
• isolamento (soffitto, pareti, etc.)
• infissi ad alte prestazioni
• presenza di sistemi di produzione di energia alternativa
Divide invece gli addetti ai lavori la proposta di inserire una specifica voce nei listini immobiliari legata agli immobili "ristrutturati green": il 52% sono i contrari, prevalentemente perché sarebbe difficile stimare un valore aggiuntivo rispetto alla categoria 'ristrutturato'".

Una scarsa percezione del valore dell'efficienza

Secondo gli agenti immobiliari, la principale barriera per l'accesso al credito per le ristrutturazione energetiche è la scarsa percezione del valore di mercato degli immobili di classe energetica più elevata.


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