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Approfondimenti

11 Luglio 2017

Energy manager in Italia, evoluzione del ruolo e statistiche

(Maria Antonietta Giffoni)

Pubblicato il rapporto 2017 redatto dalla FIRE: il numero degli energy manager continua a crescere, nonostante il segno negativo della Pubblica Amministrazione che fa registrare una diminuzione dell'11% dei soggetti nominati.

Realizzato da FIRE nell’ambito della Convenzione del 18 dicembre 2014 con il Ministero dello Sviluppo Economico "per la promozione e la formazione della figura del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia", nominato ai sensi dell’articolo 19 della 10/1991, il "Rapporto sugli energy manager 2017" presenta la situazione degli EM operanti in Italia

Le nomine del 2016: l'Amministrazione Pubbica fanalino di coda

ll numero delle nomine pervenute alla FIRE nel corso degli anni è cresciuto leggermente: dal 2003 al 2016, infatti, sono salite da circa 2.000 a 2.239 unità.
Di queste, 1.519 sono relative ad energy manager primari nominati da soggetti obbligati e 720 da soggetti non obbligati. Una leggera crescita rispetto all'anno precedente, guidata principalmente dal settore civile e industriale.


Fonte: Rapporto Fire sugli energy manager 2017

La Pubblica Amministrazione, invece, fatica ad adempiere all'obbligo: nonostante partisse da un tasso di inadempienza nell’ordine del 70-80%, nel 2016 ha fatto registrare una diminuzione dell’11% dei soggetti nominanti.
Per quel che riguarda gli Enti locali, solo 6 Città metropolitane su 14 hanno inviato la nomina. I capoluoghi di provincia che hanno nominato un energy manager sono invece 31 su 116. I Comuni non capoluogo presenti sono 55, a fronte dei 1.094 totali che hanno più di 10.000 abitanti, popolazione oltre la quale in genere si supera la soglia d’obbligo dei 1.000 tep. Il tasso di nomine relative alle Regioni è molto basso e simile a quello delle Province, 8 su 20 per le prime 19 su 93 per le seconde.


Fonte: Rapporto Fire sugli energy manager 2017

Impressiona il dato del settore pubblico più energivoro: la sanità è passata dai 180 energy manager del 2007 ai 100 odierni. Nello specifico:
• 30 nomine sono relative ad Aziende Sanitarie Locali (o Aziende Sanitarie Provinciali per quanto riguarda la denominazione in alcune zone del sud Italia);

• 44 alle Aziende Ospedaliere (l'Azienda Ospedaliera è una struttura di ricovero pubblica italiana - facente parte del servizio sanitario nazionale - autonoma dall'Azienda Sanitaria Locale. Esistono diverse tipologie di AO: le ARNAS, gli IRCCS, i Policlinici ed i presidi ospedalieri);
• le restanti 26 contano enti di ricerche, ospedali classificati e assimilati, case di cura, policlinici privati e IRCCS privati.

Energy manager e Certificati bianchi

Il Rapporto evidenzia una maggiore partecipazione diretta al meccanismo dei Certificati Bianchi "tra i soggetti che hanno provveduto alla nomina volontaria di un responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia rispetto a coloro i quali sono soggetti all’obbligo di legge. I valori sono pressochè analoghi a quelli registrati lo scorso anno, con un leggero incremento dei soggetti volontari accreditati allo schema: le percentuali assolute si mantengono quindi piuttosto basse (soprattutto per i soggetti attivi, coloro i quali hanno effettivamente conseguito TEE), il che denota come la maggior parte delle organizzazioni dotate di energy manager non abbia richiesto Certificati Bianchi o lo abbia fatto tramite una società di servizi energetici.
Con l’avvento delle nuove linee guida [Dm Sviluppo economico 11 gennaio 2017, ndr], la nomina dell’energy manager non sarà più un requisito richiesto ai soggetti volontari, ai quali basterà 'nominare' un Esperto in gestione dell'energia (EGE) per poter accedere direttamente allo schema; la nomina dell’EM ai sensi della legge 10/91 resterà invece un requisito per i soggetti obbligati".


Il ruolo dell'energy manager

Secondo i risultati riportati nel Rapporto, "il ruolo dell’energy manager appare in crescita e i soggetti nominanti sembrano essere maggiormente sensibilizzati in merito al tema dell’efficienza energetica... Tuttavia è innegabile come ci sia ancora molto lavoro da fare, e lo si deduce sia dalle rilevazioni sul tasso di inadempienza alla nomina, sia da considerazioni ed esperienze degli energy manager stessi emerse durante l’indagine e nell’ambito dell’Osservatorio avviato dalla FIRE nel 2016".

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