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Approfondimenti

12 Dicembre 2019

Che cosa prevede il Green Deal europeo?

(Filippo Franchetto)

Mercoledì 11 dicembre la Commissione europea ha presentato l'atteso "Green Deal", una vera e propria tabella di marcia verso la sostenibilità dell'economia dell'Ue, per trasformare i problemi ambientali e climatici in opportunità di sviluppo.

Obiettivi e tappe del Green Deal

Dopo i ripetuti annunci nei mesi scorsi da parte della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ieri sono stati finalmente svelati i primi dettagli del Green Deal europeo, il cui principale obiettivo sarà quello di realizzare un’economia "neutrale" sotto il profilo climatico entro il 2050. Un traguardo che, naturalmente, sarà raggiungibile solo attraverso una serie di tappe e obiettivi intermedi.

Per tradurre questa visione in realtà, la Commissione presenterà entro 100 giorni la prima "legge europea sul clima". Nel corso del 2020, inoltre, la Commissione lancerà anche una strategia sulla biodiversità per il 2030, una nuova strategia industriale, un piano d'azione sull'economia circolare, una strategia per una politica alimentare sostenibile e proposte per un'Europa senza inquinamento.

Le risorse necessarie

Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari investimenti enormi. Solo per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030, si stima che occorreranno investimenti supplementari annui di 260 miliardi di euro (circa l'1,5% del PIL Ue del 2018), che richiederanno la mobilitazione sia del settore pubblico che di quello privato. Si stima che almeno il 25% del bilancio a lungo termine dell'Unione europea dovrà essere destinato all'azione per il clima. A questo scopo, nel 2020 la Commissione presenterà un piano di investimenti per un'Europa sostenibile e anche una strategia che faciliti l'apporto del settore privato al finanziamento della transizione ecologica.

Sostenere le Regioni più vulnerabili alla transizione

La lotta contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le Regioni e gli Stati membri dell'Unione europea si trovano allo stesso livello. Sarà quindi indispensabile sostenere le aree e le Regioni che dipendono fortemente da attività ad alta intensità di carbonio, aiutando i cittadini più vulnerabili alla transizione, garantendone l'accesso a programmi di riqualificazione e a opportunità lavorative in nuovi settori economici. Saranno proprio questi gli obiettivi del "patto per il clima" che verrà presentato nel marzo 2020 dalla Commissione: dare ai cittadini voce in capitolo nella formulazione di nuove azioni che consentano una transizione socialmente ed economicamente equa.

L'azione diplomatica

Naturalmente, l'Unione europea non potrà essere sola in queste sue azioni, viste le dimensioni globali della sfida ambientale. L'Ue quindi continuerà a promuovere i suoi obiettivi nell'ambito delle convenzioni dell'ONU sulla biodiversità e il clima e a rafforzare la sua diplomazia "verde". Il G7, il G20, le convenzioni internazionali e le relazioni bilaterali saranno utilizzati per spingere altri Paesi ad intensificare i loro sforzi. L'Ue utilizzerà inoltre la politica commerciale per garantire la sostenibilità e costituirà partenariati con i paesi vicini dei Balcani e dell'Africa, per aiutarli nelle rispettive transizioni.


Il Green Deal in 10 punti

Riassumiamo in 10 punti principali il piano della Commissione:

1. Europa "neutrale" dal punto di vista climatico entro il 2050

Questo, come già accennato, è il principale obiettivo del Green Deal europeo, che sarà sancito da una "legge sul clima" la cui presentazione è prevista entro marzo 2020. Questo comporterà anche la necessità di aggiornare gli obiettivi al 2030, stabilendo una riduzione obbligatoria del 50-55% delle emissioni di gas serra rispetto all'attuale 40%.

Sarà indispensabile che tutte le leggi e i regolamenti dell'Unione europea risultino allineati ai nuovi obiettivi climatici. A partire dalle direttive su rinnovabili ed efficienza energetica, passando per la direttiva sullo scambio di quote di emissioni e per quella sul cambio di destinazione d'uso dei suoli. Le proposte di modifica verranno presentate in un unico pacchetto nel marzo 2021.

2. Economia circolare

Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare verrà presentato nel marzo 2020, nell'ambito di una più ampia strategia industriale europea. Il piano includerà una politica di riduzione dei materiali utilizzati per la produzione di oggetti, al fine di utilizzare meno materiali e garantire che i prodotti possano essere riutilizzati e riciclati.

I principi dell'economia circolare investiranno anche le industrie ad alta intensità energetica, come acciaio, cemento e tessile. In particolare, per l'acciaio è previsto l'obiettivo chiave di raggiungere una produzione pulita attraverso l'idrogeno, entro il 2030.

3. Riqualificazione edilizia

Si tratta di uno dei programmi più importanti del Green Deal. L'obiettivo principale è quello di arrivare a raddoppiare "o addirittura triplicare" il tasso annuale di ristrutturazione degli edifici, che attualmente si attesta intorno all'1%.

4. Zero inquinamento

L'obiettivo è quello di avere un "ambiente privo di inquinamento" entro il 2050, nell'aria, nei suoli e nelle acque.

5. Ecosistemi e biodiversità

Una nuova strategia sulla biodiversità verrà presentata a marzo 2020, in vista del vertice ONU sulla biodiversità che si terrà in Cina a ottobre. Tra le nuove misure che verranno messe in campo per affrontare i principali fattori di perdita della biodiversità, particolare attenzione verrà data alle azioni di riforestazione sia in aree urbane che rurali.

6. Strategia "Farm to fork" ("Dal produttore al consumatore")

La nuova strategia - che verrà presentata nella primavera 2020 - mira a un sistema agricolo più verde e sano. Ciò includerà piani per ridurre significativamente l'uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici. I nuovi piani strategici nazionali che dovranno essere presentati il ​​prossimo anno dagli Stati membri, nell'ambito della politica agricola comune, dovranno risultare in linea con gli obiettivi del Green Deal.

7. Trasporti

Ad appena un anno di distanza dai nuovi standard di emissione di CO2 per le automobili, il settore automobilistico sarà di nuovo sotto la lente di osservazione della Commissione. Il primo obiettivo sarà quello di raggiungere i 95g CO2/km entro il 2021, puntando via via a una progressiva diminuzione.

La mobilità elettrica verrà supportata grazie all'installazione di un milione di punti di ricarica pubblici in tutta Europa entro il 2025. Altro obiettivo sarà quello di promuovere i carburanti alternativi sostenibili (biocarburanti e idrogeno) nei settore dell'aviazione, della navigazione e dei trasporti pesanti.

8. Risorse economiche

La Commissione propone di istituire un fondo di almeno 100 miliardi di euro per aiutare nella fase di transizione le Regioni che oggi dipendono maggiormente dai combustibili fossili. L'ipotesi è che ad ogni euro speso dal fondo corrispondano 2/3 euro provenienti dalle istituzioni regionali locali.

A tal fine, le linee guida europee in materia di aiuti di Stato verranno riviste per consentire ai governi nazionali di sostenere in modo diretto gli investimenti nelle energie pulite.

9. Ricerca, sviluppo e innovazione

Con un budget proposto di 100 miliardi di euro nei prossimi sette anni (2021-2027), anche il programma europeo di ricerca e innovazione Horizon contribuirà al Green Deal. È previsto che almeno il 35% di questi finanziamenti verranno destinati a tecnologie rispettose del clima.

10. Relazioni esterne

Tutti gli sforzi diplomatici dell'Unione europea verranno mobilitati a sostegno del Green Deal. Anche a costo di introdurre misure drastiche, come una "carbon border tax" sulle importazioni di prodotti ad elevato contenuto di carbonio, per proteggere l'industria europa dalla concorrenza sleale.

Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen

In occasione della presentazione del Green Deal, Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. Tutti noi possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre. Muovendoci per primi e rapidamente aiuteremo la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale. Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi."

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