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Approfondimenti

21 Marzo 2011

Filiera agricola e olio vegetale tracciato

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In Italia รจ possibile produrre contemporaneamente energia elettrica e termica sfruttando un impianto di cogenerazione a fonte rinnovabile.

Questi impianti utilizzano olio vegetale di tracciabilità europea e garantiscono all’utilizzatore l’incentivo da parte del GSE (Tariffa onnicomprensiva) di 0,28 € per ogni kWh prodotto e immesso in rete, oltre al recupero di energia termica in varie forme (acqua calda e vapore).

Cosa si intende per filiera agricola?

Con il termine filiera s’intende l’insieme articolato e sistematico delle attività (ivi comprese tecnologie, risorse e gestione) che concorrono nella produzione di un determinato prodotto o la fornitura di un servizio.

Questo semplice concetto chiarisce pienamente i cardini sui quali si basa l’organizzazione e la realizzazione della filiera necessaria alla produzione dell’olio vegetale di tracciabilità europea (OVP), partendo dal ciclo produttivo industriale del prodotto destinato alla generazione di energia elettrica incentivata dal GSE e garantendo l’investitore interessato sulle prestazioni del suo impianto e sulle forniture della materia prima.

L’olio di tracciabilità europea, definito nella circolare Mipaaf 31 marzo 2010, n. 552031  come prodotto estratto da piante oleaginose, mediante spremitura meccanica a freddo, chimicamente non modificato e derivante da siti produttivi all’interno della Comunità Europea, fornisce il presupposto unico e fondamentale per poter accedere all’incentivazione per la produzione di energia elettrica da biomasse. Tutti gli operatori della filiera devono garantire per la propria lavorazione la tracciabilità del prodotto della materia agricola utilizzata (regolamento CE 73/2009).

L’organizzazione di una filiera agricola

Alla base di ogni filiera si trova un’impresa agricola capace di svolgere le attività connesse alla coltivazione dei semi oleaginosi e alla mietitura su vaste estensioni  di terreno. Le imprese agricole possono essere italiane o europee.
Un’azienda agricola italiana deve presentare documentazione non solo attestante la natura e la solidità economica della stessa società, ma anche garantire i rapporti in merito alla superficie coltivata per ogni coltura e la quantità di semi presumibilmente ottenibili dalla coltivazione (o prospetti che ne confermino o smentiscano l’andamento storico della produzione) e il cliente a cui è destinata.
Un’azienda agricola comunitaria deve fornire documentazione comunitaria dello Stato membro in cui si trova e relativa a tutti i punti sopra elencati. L’azienda inoltre deve aprire una posizione presso l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) e un fascicolo che accompagnerà il seme durante tutto il suo percorso (tracciabilità).

Dopo la raccolta dei semi, questi, attraverso dichiarazione di consegna e documentazione di carico e scarico e un documento di trasporto verranno indirizzati ad un collettore. Il collettore dovrà anch’esso essersi costituito parte del fascicolo aziendale per documentare e attestare la sua attività, rispettando le norme sulla tracciabilità.

Il seme venduto passerà ad un trasformatore che, fisicamente, procederà alla spremitura per ottenere l’olio vegetale. Il seme tracciato, accompagnato da tutta la documentazione predisposta durante tutte le lavorazioni, diventa olio vegetale grezzo tracciato. Anche il trasformatore sarà chiamato a costituirsi parte del fascicolo aziendale, mediante dichiarazioni di carico e scarico, trasporto, origine del seme, procedura di spremitura e le certificazioni che attestino il deposito fiscale e l’impianto di transito.

L’olio ormai tracciato raggiunge l’operatore elettrico che possiede qualifica IAFR, rilasciata dal GSE, che utilizzerà l’olio OVP per produrre energia elettrica. Questo dovrà avere un fascicolo aziendale completo di tutti i dati dell’impianto presso il GSE stesso.

Il sistema di controllo

Le modalità attuative e la certificazione della tracciabilità e rintracciabilità degli Oli Vegetali Puri sono affidate ad Agea, sulla base delle disposizioni fornite dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

I diversi soggetti in capo a cui sarà rilasciata la certificazione della tracciabilità, dovranno inserire in un apposito portale informatico, predisposto da Agea, la documentazione necessaria per ottenere la certificazione richiesta per l’incentivazione. A seguito dell’esito positivo dei controlli svolti da Agea, il Mipaaf certificherà l’OVP al GSE, che a sua volta riconoscerà la Tariffa onnicomprensiva per ogni kWh elettrico prodotto e  immesso in rete.

Questa procedura permetterà di censire gli operatori partecipanti al sistema di tracciabilità, correlato al regime di incentivazione, assicurando un giusto controllo sull’intera filiera.

Il collettore finale

La filiera corta può essere caratterizzata dalla presenza di un Collettore Finale (CoF), ovvero un unico soggetto che può svolgere più funzioni all’interno di una filiera, poiché titolare di un deposito fiscale per oli vegetali a scopo energetico.

L’azienda CC Engineering S.r.l si propone non solo come produttore diretto di semi destinati alla spremitura, ma anche come trasformatore e collettore: CCE è capace di garantire l’intera filiera fornendo olio direttamente all’operatore energetico finale. Tale servizio è riservato ai clienti che hanno sposato con CCE la scelta della filiera corta e deciso di scegliere l’azienda come fornitore di impianti di cogenerazione: per ogni cliente acquisito CCE predispone la produzione di olio vegetale tracciato per l’impianto che verrà realizzato.

* Dott. Davide Frigerio, Project Manager CCEngineering srl

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