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Approfondimenti

24 Febbraio 2012

Investire nella cogenerazione ad alto rendimento: la valorizzazione del risparmio di energia primaria

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Dal settembre scorso, finalmente, si sa come verrà premiato il risparmio di energia ottenuto dagli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

Seppure con 4 anni di ritardo rispetto ai termini previsti dal Dlgs 20/2007, il Dm 5 settembre 2011 ha definito le modalità di accesso al regime incentivante dei Certificati Bianchi riservati alla Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR). Questo regime di sostegno rappresenta uno stimolo in più per chi voglia investire nella cogenerazione.

Ma quali sono i passi da compiere per ottimizzare al meglio l’impianto in modo da ottenere sensibili risparmi? E quali i possibili ritorni economici di questa nuova forma di incentivo?

Vediamolo insieme, con il supporto tecnico di CC Engineering che già in altre occasioni ci ha affiancato nel percorrere le intricate vie della cogenerazione; in particolare quella riferita alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (OVP di filiera totale).

In questo caso ricorriamo all’esperienza maturata dall’azienda nella costruzione di impianti, nella loro manutenzione ordinaria e straordinaria, nella costruzione di reti di teleriscaldamento e nella fornitura di olio combustibile tracciato.

Ottimizzazione della produzione dell’impianto

Una corretta scelta imprenditoriale rivolta alla cogenerazione deve necessariamente prendere in considerazione tutti i punti di forza dell’investimento.

Trattandosi di un impianto cogenerativo, sembra ovvio affermare che il principale obiettivo sia quello di sfruttare al meglio l’intera energia prodotta (elettrica e termica); tuttavia così ovvio non è.

Generalmente, un impianto di cogenerazione viene installato per produrre energia elettrica e, soprattutto nel caso degli impianti alimentati a fonti rinnovabili, essa viene totalmente immessa nella rete di distribuzione nazionale.

I flussi di cassa costanti derivanti da tale cessione sono indubbiamente elemento stimolante e determinante nella valutazione dell’investimento nel campo delle fonti rinnovabili.

Ciò, però, non deve distogliere l’attenzione dall’energia secondaria generata dal processo di combustione interna del motore. L’energia termica, infatti, è un prodotto che si può rivelare estremamente utile per l'abbattimento costi di gestione relativi a:

• riscaldamento

• fornitura di acqua calda sanitaria

• raffrescamento

• alimentazione dei processi produttivi che richiedono vapore, acqua calda o anche freddo

Un impianto di cogenerazione può produrre, infatti, una quantità considerevole di energia termica grazie a diversi dispositivi, come per esempio, lo scambiatore dell’acqua calda e il sistema di recupero dei fumi.

Aziende energivore che operano in settori come quello dello stampaggio, della produzione industriale, o che utilizzano vapore per le loro attività manifatturiere, galvaniche e altro ancora, possono recuperare ogni kWh termico prodotto dall’impianto di cogenerazione e utilizzarlo 365 giorni l’anno.

Nel caso in cui l'azienda non consumasse grandi quantità di energia termica, potrà sempre recuperare buona parte del calore riscaldando gli edifici in cui ha sede; oppure cedere l’energia alle strutture di terzi vicini tramite appositi contratti di natura privata.

Esiste, inoltre, un’ulteriore possibilità per sfruttare il calore prodotto dal cogeneratore: la trigenerazione. Installando un assorbitore, infatti, il calore poco utile durante i mesi primaverili ed estivi, potrebbe essere utilizzato per produrre il freddo utile al raffrescamento estivo. L’impianto diverrebbe così trigenerativo, e cioè produrrebbe elettricità tutto l’anno, calore d’inverno e fresco d’estate.

L’esperienza pluriennale che CC Engineering ha maturato nel corso della sua attività nel settore, ha evidenziato come il recupero termico sia sempre da valorizzare. E non solo per la salvaguardia dell’ambiente o per il rispetto degli indici prestazionali imposti dalla legge (in passato IRE - Indice di Risparmio Energetico e LT - Limite Termico; oggi PES - Primary Energy Saving), ma anche e soprattutto per i rilevanti ritorni di ordine economico di cui l’azienda proprietaria dell’impianto può beneficiare.
 

Certamente, sono sempre le esigenze del cliente a dirigere la progettazione, e in base a esse si può decidere se puntare al minimo o al massimo recupero termico. Tuttavia, CC Engineering, fin dalla progettazione dell’impianto, prevede sempre almeno l’installazione dello scambiatore di acqua calda, utile per il recupero del calore da destinare perlomeno al riscaldamento degli ambienti e alla produzione di acqua calda sanitaria.

I vantaggi economici

Il Dm 5 settembre 2011, prevede che per gli impianti riconosciuti come cogenerativi ad alto rendimento possono ottenere un numero di Certificati Bianchi pari al risparmio generato (1 Certificato Bianco per ogni Tep risparmiata). L’incentivo è riconosciuto:

per 10 anni agli impianti di nuova costruzione o oggetto di rifacimento

per 15 anni agli impianti abbinati a reti di teleriscaldamento

I Certificati Bianchi ottenuti possono essere venduti sul mercato dei TEE. In questo caso il prezzo viene definito dall’incontro della domanda con l’offerta.

In alternativa possono essere ritirati dal GSE, al prezzo del contributo vigente alla data di entrata in esercizio dell’impianto e quel prezzo rimarrà costante per tutta la durata del periodo di incentivazione.

Come previsto dalla Delibera EEN 16/10 e dalla Delibera EEN 12/11, tale prezzo è fissato a 93,68 €/tep per le unità di cogenerazione entrate in esercizio nell’anno 2011 e 86,98 €/tep per le unità di cogenerazione entrate in esercizio nell’anno 2012.

L’introduzione di questa nuova forma di incentivazione, costringe l’imprenditore a valutare un ulteriore elemento nell’ipotesi di investimento per l’installazione di un cogeneratore. A seconda del tipo di investimento che si vuol fare e le esigenze specifiche del produttore, occorre, infatti, valutare numerosi fattori.

I Certificati Bianchi, per esempio, non sono cumulabili con altri tipi di incentivi, come la Tariffa Onnicomprensiva riconosciuta per la produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Nel caso quindi di impianti di cogenerazione alimentati da fonti rinnovabili (olio vegetale puro, biomassa, ecc.) cosa è più conveniente fare? Optare per l’accesso agli incentivi previsti per la produzione elettrica o per la produzione termica? Nel caso di impianto esistente, conviene eseguire un rifacimento? È sufficientemente remunerativo abbinare all’impianto una rete di teleriscaldamento?

Prendiamo ad esempio alcuni impianti realizzati da CCE.

Impianto di 990 kW di potenza, con abbinata una rete di teleriscaldamento

L’unità cogenerativa ha potenza elettrica di 990 kW ed è inserita all’interno di un capannone di circa 1000 mq, sede operativa di attività meccaniche e di piccole attività amministrative. Il cogeneratore, oltre a riscaldare le diverse parti del capannone, fornisce acqua calda sanitaria destinata all’attività dell’azienda.

All’impianto è stata collegata una rete di teleriscaldamento composta da tubazioni che distribuiscono energia termica sotto forma di vapore e acqua calda a edifici adiacenti. La fornitura all’utenza è gestita con contratti di somministrazione che disciplina i rapporti commerciali di cessione di energia termica da parte del produttore con le attività e gli uffici limitrofi all’impianto.
Per quantificare esattamente l’energia ceduta e utilizzata da ogni utenza, sono stati installati i contacalorie previsti dalla norma.

Contabilizzare le ore di esercizio in assetto cogenerativo è di fatto utile:
• per il produttore, che così può organizzare e quantificare la propria attività,
• per le utenze termiche, a cui vengono così fatturate le giuste quantità di energia consumata,
• per le autorità preposte al controllo fiscale e amministrativo.
Insomma, una buona organizzazione - tecnica e di controllo - permette ad ogni soggetto di poter svolgere e regolamentare il proprio ruolo.

Nel caso di alimentazione a fonte fossile: Certificati Bianchi

Un impianto così concepito fa risparmiare circa 250/300 Tep in un anno solare. Considerando di optare per il ritiro dei Certificati Bianchi da parte del GSE, il ritorno economico è  valutabile intorno ai 30.000 €/anno.
A ciò si aggiungono i proventi della vendita della produzione termica: un ammontare di circa 250/300mila kWht/mese, quantificabile in un introito/recupero di circa 120.000 €/anno per riscaldamento, raffrescamento e fornitura di acqua calda sanitaria, tramite i meccanismi ricordati nel precedente paragrafo.

Nel caso di alimentazione a fonte rinnovabile: Tariffa onnicomprensiva

Se l’impianto è alimentato a fonte rinnovabile (olio vegetale puro da filiera corta, per esempio), è possibile accedere alla sola Tariffa Onnicomprensiva che riconosce 0,28€/kWh per la produzione elettrica (i Certificati Bianchi CAR, infatti, non sono cumulabili con questo tipo di incentivo).

In questo caso, a fronte di una produzione di 7.920.000 KWh/anno l’introito si aggira intorno ai € 2.217.000,00/anno.

A ciò si aggiungono i proventi della vendita di energia termica, per un ammontare di circa 250/300mila kWht/mese, quantificabile in un introito/recupero di circa 120.000 €/anno per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria.

Impianto a olio vegetale OVP realizzato da CCE a Sondrio,
con contratto “Full Service” e potenza elettrica di 990 kW

 

Impianto di 990 kW di potenza, a servizio dell’utenza proprietaria

L’unità cogenerativa ha potenza elettrica di 990 kW e serve un capannone di circa 5000 mq, sede di attività produttive e dell’amministrazione della società titolare dell’impianto, operante nel settore delle calzature.

Il motore sostituisce il sistema di riscaldamento e di fornitura di acqua calda sanitaria utili a soddisfare il fabbisogno dell’azienda. L’energia termica prodotta è, dunque, in gran parte utilizzata per il processo produttivo e per il condizionamento degli ambienti (specifici contacalorie svolgono controlli incrociati di produzione e utilizzo).

Il risparmio in bolletta

La produzione di quasi 4 milioni di kWht annui produce così un risparmio di 160.000 €/anno sulla bolletta energetica dell’azienda.

Nel caso di alimentazione a fonte fossile: Certificati Bianchi

Il risparmio termico si aggira attorno ai 340/370 Tep, per quasi 35.000 €/anno di Certificati Bianchi.

Nel caso di alimentazione a fonte rinnovabile: Tariffa onnicomprensiva

Trattandosi di un cogeneratore con potenza di 990 kW, i proventi ottenibili dalla Tariffa onnicomprensiva e dalla vendita alla rete dell’energia elettrica prodotta, sono simili a quelli elencati nell’esempio sopra trattato.

 

Impianto a olio vegetale OVP realizzato da CCE a Trani, completamente
armonizzato in un complesso industriale situato nella Provincia BAT

 

Certificati Bianchi e impianti CAR alimentati a fonte rinnovabile: il divieto di cumulabilità

Il comma 1, articolo 6 del Dm 5 settembre 2011 ha disposto che i Certificati Bianchi CAR non sono cumulabili con “incentivi pubblici o regimi di sostegno comunque denominati”, a eslcusione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e altri incentivi pubblici in conto capitale.

Ciò significa che gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento alimentati a fonti rinnovabili e entrati in esercizio tra il 2008 e il 2012, se accedono già alla Tariffa onnicomprensiva o ai Certificati Verdi, non possono ottenere anche i Certificati Bianchi.

A partire dal 2013, il regime di sostegno per le rinnovabili elettriche muteranno in modo sostanziale. A leggere le bozze finora circolate, pare che con il nuovo sistema di incentivazione, oltre alla produzione elettrica, premierà anche il calore cogenerato.

A conclusione della nostra analisi, ci premeva sottolineare la disparità di trattamento riservato agli impianti CAR a fonti rinnovabili installati tra il 2008 e il 2012, ai quali non verrà riconosciuto nulla per il risparmio energetico generato.

Le ipotesi di ritorno economico qui presentate sono da considerarsi come indicazioni di massima. Molti, infatti, sono i fattori che possono concorrere alla determinazione di questi valori.
CCE è a Vostra disposizione per poter far meglio comprendere il mondo legato alla cogenerazione da fonte rinnovabile.

* Dott. Davide Frigerio, Project Manager CCEngineering srl

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