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Approfondimenti

15 Ottobre 2012

La prima regola del nuovo “mercato” dei CV? Mai vendere!

(Tommaso Barbetti*)

Sembra veramente un secolo fa quando, nel 1999, il Decreto Bersani (Dlgs 79/1999) allargò la spinta liberalizzatrice - già data al mercato elettrico - ai meccanismi di incentivazione alle fonti rinnovabili, introducendo i Certificati Verdi.

Secondo il legislatore, il modo più efficiente per garantire la penetrazione delle fonti rinnovabili sul mercato era quello di prevedere che i produttori di energia convenzionale fossero obbligati, ogni anno, a immettere in rete una quota della loro produzione totale sotto forma di energia verde. E se non avessero voluto produrla, avrebbero potuto ottemperare all'obbligo acquistando sotto forma di titoli (appunto i CV) un'equivalente quota di energia rinnovabile prodotta da terzi.

Un meccanismo contestato sia dai puristi del mercato che dai supporter degli interventi pianificati: se i primi constatavano che lo sforzo di trovare elementi di mercato in un meccanismo di sussidio (ossia, la negazione del mercato) fosse di per sé assurdo, i fautori della pianificazione ritenevano il sistema una ridondante e artificale costruzione del legislatore che, nel migliore dei casi, avrebbe condotto agli stessi risultati di un sistema di incentivi a tariffe.

Gli errori del legislatore

La storia ha dato loro ragione: il sistema dei Certificati Verdi non ha mai funzionato come avrebbe dovuto. E non tanto per le motivazioni portate dai detrattori, quanto per l’introduzione, voluta dal legislatore, di una serie di dettagli (le esenzioni, i prezzi massimi e minimi, i ritiri, ecc.), che ne hanno da subito alterato il funzionamento, trasformando il sistema in una sorta di refugium peccatorum dove nascondere gli interessi (e le maleffatte!) del mercato elettrico.

Il pensionamento dei Certificati Verdi e la transizione al 2015

A partire dal 2016 i Certificati Verdi saranno pensionati e sostituiti con una vera e propria tariffa amministrata. Tuttavia, fino a tutto il 2015 il mercato dei CV continuerà a funzionare, per incentivare un’enorme fetta (più di 20 TWh) dell’attuale produzione rinnovabile. Cosa succederà sino ad allora?

Certamente, a partire dal 2012, il sistema dei CV ha cambiato completamente volto rispetto al passato: numerose sono state le modifiche al meccanismo introdotte dal combinato Dlgs 28/2011 e Dm 6 luglio 2012. Tra tutte, quelle che ci sembrano più rilevanti sono due:

• i detentori di CV (ossia il lato Offerta del mercato dei Certificati Verdi) potranno cedere i titoli non venduti sul mercato al GSE, con tempistiche più fitte rispetto al passato (su base dapprima semestrale, poi trimestrale) e ad un prezzo di ritiro pre-definito (pari al 78% della differenza tra 180 e il prezzo medio dell’energia elettrica dell’anno precedente);

• i soggetti ad obbligo (ossia il lato Domanda) potranno acquistare dal GSE, ad un prezzo pari al valore di ritiro calcolato appena come descritto.

Le conseguenze sul mercato

Dal momento che i venditori non saranno normalmente disposti a cedere a valori inferiori rispetto al prezzo garantito loro dal GSE (il prezzo di ritiro) e che i compratori non compreranno sicuramente a prezzi superiori al valore a cui potranno acquistare dal GSE (di nuovo il prezzo di ritiro), domanda e offerta non si incontreranno mai e non avverrà nessuno scambio sul mercato!

Se questa è la regola generale, come sempre in questi casi, vi saranno anche delle eccezioni: il riferimento va a chi, avendo urgente bisogno di liquidità, non potrà aspettare la data del ritiro del GSE e preferirà rivolgersi al mercato. I compratori, approfittando della situazione, potranno offrire prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli di ritiro ai detentori di titoli che avranno urgenza di cederli. E tanto più sarà la distanza che intercorre tra il momento della cessione e quello del ritiro, tanto maggiore sarà lo “sconto” applicato.

L'analisi delle transazioni nel LookOut di eLeMeNS

L’analisi delle transazioni dei Certificati Verdi nelle ultime sessioni di mercato, contenuta nel Numero 1 del LookOut di eLeMeNS sulle fonti rinnovabili, conferma in pieno questo trend evolutivo.
Guardiamo, ad esempio, i valori degli scambi dei Certificati Verdi relativi a produzioni in impianti IAFR effettuate nell’anno 2012: in base ai contenuti dei Decreti, sappiamo che potranno essere ritirati dal GSE a marzo 2013 (la produzione del primo semestre) e a settembre 2013 (la produzione del secondo semestre), a un prezzo pari al 78% della differenza tra 180 e il prezzo medio di vendita dell’energia nell’anno 2012.
Pur non essendo ancora concluso l’anno, stime eLeMeNS (costruite sull’analisi dei prezzi storici e dei valori forward del mercato elettrico) indicano che il prezzo di ritiro sarà compreso con tutta probablità tra 78 e 79 €/MWh. Dunque, chi potrà permettersi di aspettare le date di ritiro sa già che tale è il valore su cui potrà contare.

E come si dovrà comportare chi, invece, magari sotto la pressione di banche o fornitori, soffrirà di una tensione di liquidità e dovrà valorizzare i propri Certificati Verdi nel minor tempo possibile?
Come detto, l’unica alternativa sarà la cessione sul mercato, a prezzi, in molti casi, quasi punitivi. I valori medi delle ultime transazioni di CV 2012 si sono assestati su prezzi intorno ai 71 €/MWh, un valore inferiore del 10% rispetto al prezzo di ritiro. Uno "sconto" veramente eccessivo, che potrebbe in qualche caso persino giustificare, paradossalmente, il ricorso all’indebitamento bancario a tassi inferiori al 10% piuttosto che la cessione anticipata dei titoli sul mercato.
In questa nuova peculiarissima configurazione del mercato dei CV, quali sono dunque le regole auree di comportamento? In primo luogo, valutare bene la scarto tra il prezzo di ritiro e i prezzi offerti dal mercato, prestando attenzione a non svendere i propri Certificati. Ma soprattutto, cercare, fin tanto che è possibile, di evitare il mercato, ricorrendo esclusivamente ai ritiri: il GSE è di gran lunga il miglior compratore esistente.

E pensare che lo chiamavano mercato…

 

* Partner di eLeMeNS (www.lmns.it), società di consulenza indipendente operante nel settore energia, per la realizzazione di analisi specialistiche, osservatori, studi e scenari.


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