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Approfondimenti

23 Maggio 2013

Quali opportunità per la cogenerazione a biomasse, con le nuove tariffe del Dm 6 luglio 2012?

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Con il Dm 6 luglio 2012 sulle rinnovabili elettriche, sono in vigore i nuovi incentivi e le nuove regole per sostenere e per promuovere la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili.

In maniera più netta e decisa rispetto al passato, oggi si pone finalmente maggiore attenzione allo sfruttamento dell’energia termica e al rispetto delle emissioni in atmosfera, anche per gli impianti più piccoli. In questo modo si spinge verso l’ottimizzazione impiantistica, che rappresenta la chiave giusta per la massima resa economica e produttiva di un impianto, specie per quelli operanti in regime di cogenerazione.

Ricordiamo che con i vecchi incentivi (rimasti in vigore fino al 31 dicembre 2012) veniva premiato soltanto il kWh elettrico prodotto dall’impianto a fonti rinnovabili. Non veniva in alcun modo sostenuta la parte calore, il cui utilizzo rimaneva in capo al produttore che poteva scegliere se autoconsumarla, cederla ad una o più utenze oppure semplicemente disperderla in atmosfera.

La nuova tariffa onnicomprensiva, vera protagonista del decreto, deve essere vista in abbinata ad una o più “tariffe premio”, previste dal Dm 6 luglio 2012: avremo quindi una tariffa incentivante di riferimento definita per ciascuna fonte, taglia e tipologia di impianto, alla quale si sommeranno gli eventuali premi a cui si ha diritto rispettando standard di produzione o di impianto (premio cogenerazione ad alto rendimento, premio rispetto emissioni in atmosfera, premio cogenerazione abbinata a teleriscaldamento, ecc.)

I nuovi produttori di energia dovranno perciò necessariamente basarsi su criteri ormai non più trascurabili e bendefiniti. Se in molti, forse troppi, precedentemente a questo Decreto hanno trascurato aspetti che dovevano da subito essere considerati importanti, quali gli strumenti tecnici per la soddisfazione dei requisiti in merito alle emissioni in atmosfera e la realizzazione di reti di teleriscaldamento, oggi ciò non può essere più ammissibile, sia a livello ambientale che a livello di ritorno economico dell’investimento.

Prendiamo a titolo esemplificativo uno dei nostri impianti a biomassa di taglia inferiore a 300 kW, alimentato a sottoprodotti (ad esempio scarti della lavorazione del legno), operante in regime di cogenerazione ad alto rendimento con utilizzo del calore cogenerato per teleriscaldamento e in grado anche di soddisfare i requisiti di emissione in atmosfera riportati nella tabella dell'Allegato 5 del Decreto.
Bene, per un impianto di questo tipo, alla tariffa base di 236 €/MWh vanno ad aggiungersi:
• 40 €/MWh di premio per cogenerazione ad alto rendimento abbinata a teleriscaldamento;
• 30 €/MWh di premio per la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.
Il tutto per ben 20 anni (5 in più rispetto alla vecchia tariffa onnicomprensiva) e senza tenere conto degli eventuali ricavi aggiuntivi derivanti dalla vendita del calore cogenerato.

Se per soddisfare i requisiti di emissioni si può intervenire a livello impiantistico, le reti di teleriscaldamento devono necessariamente essere progettate con accortezza, rispettando alcune prescrizioni. Ad esempio una rete di teleriscaldamento, per essere considerata tale, deve alimentare una pluralità di edifici/ambienti, deve essere un sistema aperto (consentendo cioè a ogni potenziale cliente di potersi allacciare e usufruire del servizio senza discriminazione) e deve rispettare le condizioni previste dalle delibere AEEG. Ogni utente collegato ad una rete di teleriscaldamento deve disporre di strumentazione e apparecchiature per la contabilizzazione dell’energia ceduta/acquistata e deve siglare un contratto di somministrazione energetica che disciplini le condizioni tecniche ed economiche della fornitura.

Analizzando questo nuovo mercato che si “deve” creare e implementare, CCEngineering Srl ha investito per ingegnerizzare e realizzare i nuovi impianti di cogenerazione a biomassa con potenze comprese tra i 100 e i 300 kWe. Tali potenze permettono la realizzazione d’impianti fortemente incentivati anche con le tariffe del nuovo Decreto e che garantiscono tutti i requisiti atti ad ottenere i bonus previsti dalla normativa. Per questo oggi CCE offre la realizzazione di impianti di cogenerazione con contratti di fornitura a reti di teleriscaldamento già acquisiti, permettendo all’impianto un’ottima remunerazione per i seguenti 20 anni di durata della tariffa.

CCE inoltre, proponendo più soluzioni e diversificando l’offerta adattandosi al cliente, ha predisposto il nuovo contratto di Full Service anche per questi nuovi impianti, preoccupandosi direttamente e come ha sempre fatto con successo al rifornimento del combustibile incentivante e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto.

CCE crede che non ci si possa improvvisare in questo lavoro, quindi consiglia sempre di informarsi per scegliere il miglior fornitore.

* Dott. Davide Frigerio, Project Manager CCEngineering srl

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