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5 Settembre 2013

Decreto Fare: quanto conviene il nuovo incentivo per i bioliquidi sostenibili?

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Una nuova possibilità si è presentata per gli impianti di produzione di energia elettrica e/o di cogenerazione alimentati da bioliquidi sostenibili entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012.

Infatti, con l’entrata in vigore della Legge n. 98 del 9 agosto 2013, di conversione del Dl 69/2013 (meglio noto come “Decreto Fare”), si cerca di dare una nuova impostazione e concezione economica a chi sul nostro territorio ha impegnato tempo e capitali nella realizzazione di impianti di produzione di energia da bioliquidi sostenibili.

Gli impianti entrati in esercizio entro il 31/12/12 e che quindi hanno diritto ai Certificati Verdi o alla Tariffa onnicomprensiva, possono ora scegliere di incrementare l’incentivazione del 20% per un massimo di un anno e del 10% per il secondo anno, con corrispondente riduzione del 15% dell’incentivo spettante nei successivi tre anni di incentivazione.

L’imprenditore che decidesse di aderire a questa opzione, che va comunicata al GSE entro e non oltre 3 mesi a partire dall’entrata in vigore della stessa legge (21 agosto 2013), avrebbe così la possibilità di incrementare il proprio fatturato per due anni. Innegabile il conseguente vantaggio per chi volesse aumentare il flusso di cassa, utile soprattutto per ridurre finanziamenti/leasing/spese sostenute per approntare e installare l’impianto.

La possibilità di abbattere o addirittura eliminare dei costi antipatici nel più breve tempo possibile, è sicuramente un’opportunità da valutare, pur tenendo conto che a seguito dei primi due anni con maggiorazione economica si avranno ben tre anni di riduzione del 15% dell’incentivo.

Valutiamone un esempio standard CCEngineering:

Produzione kWh/anno
Incentivo €/kWh Fatturato con
normale incentivo
Fatturato con
Decreto Fare
7.500.000 0,28 € 2.100.000 € 2.520.000
7.500.000 0,28 € 2.100.000 € 2.310.000
7.500.000 0,28 € 2.100.000 € 1.785.000
7.500.000 0,28 € 2.100.000 € 1.785.000
7.500.000 0,28 € 2.100.000 € 1.785.000
Fatturato € 10.500.000 € 10.185.000
Differenza € 315.000

Una riduzione del 3% in un periodo di cinque anni non incide su un investimento a lungo termine, soprattutto se si considera che stiamo parlando soltanto di produzione elettrica, tralasciando quindi gli indubbi vantaggi di un possibile recupero termico. Quello che appare evidente è la disponibilità liquida immediata nei primi 2 anni per un totale di € 630.000 su una produzione di 7.500.000 kWh; soldi che potranno essere utilizzati per l’abbattimento dei debiti per l’acquisto dell’impianto o per ulteriori investimenti o, ancora, per la sottoscrizione di contratti di approvvigionamento di combustibile. Questa liquidità, inoltre, potrà essere impiegata anche per coprire un eventuale ritardo dei pagamenti degli incentivi da parte del GSE, dando così una certa tranquillità a chi ha effettuato un investimento tanto consistente.

CCE ritiene che questa opportunità offerta dalla Legge 98/2013 debba essere approfondita caso per caso, valutando i vantaggi che potrebbero derivare alle aziende proprietarie di impianti di cogenerazione da una aumentata liquidità, ancor più se all’interno di un sistema incentivante che non sempre garantisce prontezza e puntualità nei pagamenti degli incentivi.

Anche per questo CCE propone già da tempo ai suoi clienti olio tracciato e sostenibile anche a prezzi fissi e per parecchi mesi, in modo che gli stessi imprenditori possano affrontare con serenità e certezza i costi di gestione del proprio impianto permettendogli così di programmare un Business Plan sostenibile.

* Dott. Davide Frigerio, Project Manager CCEngineering srl

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