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Comunicare l'energia

11 Settembre 2012

Un eco-manuale di uso e manutenzione del capitale naturale. Come coniugare ecologia e sviluppo sostenibile dell’ economia

(Redazione Nextville)

Gestione del patrimonio forestale e boschivo (un terzo del territorio nazionale) secondo i criteri della green economy; "riuso" al posto di "uso" nel tessuto urbano per contrastare il consumo del suolo (70 ettari al giorno); riduzione dell' "impronta idrica" nella produzione di beni e servizi; alberghi "diffusi" per creare un’alleanza tra i Parchi e le popolazioni; sostenibilità delle attività di bonifica. Queste alcune delle regole dell’ "eco-manuale di uso e manutenzione" del capitale naturale necessarie non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per uno sviluppo reale e sostenibile dell’economia. Proprio i "servizi ambientali", cioè le risorse e i servizi offerti dagli ecosistemi e dal capitale naturale – ma anche le attività umane volte a tutelare e incrementare questo capitale – sono stati il tema della quinta Assemblea Nazionale programmatica che si è tenuta a Roma il 6 settembre scorso, in preparazione degli Stati Generali della Green Economy che si svolgeranno a Rimini il 7 e 8 Novembre prossimo, nell'ambito di Ecomondo.

"La salvaguardia del capitale naturale e dell’equilibrio degli ecosistemi" ha detto Roberto Coizet, coordinatore del gruppo di lavoro sui Servizi Ambientali "è indispensabile sia per l’ ambiente che per l'economia. Per questo è indispensabile far convergere una quota degli investimenti nazionali e dell’economia del sistema produttivo verso politiche coordinate di protezione. E’ necessario infatti un uso calibrato delle risorse naturali senza compromettere la possibilità che queste risorse restino pienamente disponibili in futuro: questa per noi è la scommessa della sostenibilità”.

Ecco come intervenire in alcuni settori per tutelare le risorse e avviare un'economia sostenibile:

Risorse idriche

E’ necessario un salto di qualità, mirato a una riduzione complessiva dell’ "impronta idrica" richiesta dalla produzione di beni e servizi. Andrebbe favorita in ogni caso la componente "grigia" (risorsa riciclata) rispetto a quella "blu" (risorsa sottratta al ciclo naturale), possibilmente rendendo visibile questo bilancio in una sorta di "etichettatura" applicata al bene prodotto, per favorire scelte di consumo più rispettose dell’ambiente. Per quanto riguarda i servizi idrici integrati, la regolazione economica da sola non è strumento sufficiente e va garantita un'adeguata regolazione ambientale, ricordando che questi svolgono un ruolo fondamentale nella tutela qualitativa e quantitativa della risorsa idrica.

Suoli agricoli

Oggi più della metà del suolo nazionale (57%) è classificato come superficie agricola. L’attività agricola influenza la biodiversità, i cicli biologici, l’attività microbiologica dei suoli, ma anche la conformazione del paesaggio e l’identità dei luoghi. L’attività agricola in Italia è in forte contrazione (negli ultimi 30 anni il numero delle aziende agricole è dimezzato e la superficie agricola utilizzata (SAU) è diminuita di 3 milioni di ettari). Questa contrazione è un danno per l’economia ma anche un danno per il patrimonio naturale. Per coniugare il miglioramento economico e occupazionale con criteri di valorizzazione del capitale naturale, in particolare bisognerebbe vincolare il 30% dei pagamenti della Politica agricola comune (PAC) a pratiche di "inverdimento" (greening); applicare più diffusamente i Pagamenti per i servizi ecosistemici, cioè pagamenti per un servizio o per l’uso del suolo che presumibilmente garantirà tale servizio; creare un sistema di scambio di crediti ambientali, secondo un meccanismo simile a quello adottato per i crediti di carbonio con il Protocollo di Kyoto.

Bonifiche

Per le bonifiche si è finora registrata una prevalenza di interventi basati su scavo e smaltimento per i suoli e su pompaggio, trattamento e scarico per le acque. Tali approcci sono talvolta inevitabili ma non particolarmente ecoefficienti, perché comportano la trasformazione delle matrici ambientali da risorsa da recuperare a rifiuto da smaltire. Per avviare bonifiche sostenibili bisognerebbe in particolare inserire la bonifica nel quadro generale della tutela delle risorse ambientali (suoli e acque sotterranee), ai fini del loro recupero agli usi, attuali o programmati; garantire il recupero delle aree bonificate all’uso produttivo, al contempo diminuendo la richiesta di aree di maggior pregio da destinare ex novo a fini industriali o anche commerciali e residenziali.

Foreste e biomasse

In Italia circa un terzo del territorio è coperto da boschi e foreste (99.800 kmq), mentre una porzione di poco inferiore è il territorio marginale incolto, improduttivo spesso ormai desertificato. Un uso equilibrato di questi territori, secondo criteri di green economy, può portare importanti benefici alla qualità della vita degli abitanti, all’economia locale e alla tutela dell’ambiente. Per ottenere ciò, c’è bisogno, in particolare, di una valorizzazione delle biomasse legnose. incrementando la produzione di legname di qualità, puntando sui boschi a turno medio-lungo, arrivando alla produzione di biomassa ad uso energetico come by-product della lavorazione di legname; della valorizzazione dei prodotti del bosco (funghi, pinoli, castagne, erbe aromatiche ecc) che potrebbero diventare "prodotti immagine" per aree marginali; di misure di sostegno ad hoc.

Parchi e Aree protette

I Parchi possono contribuire allo sviluppo dell’economia verde. Le politiche di conservazione accrescono il patrimonio naturale e solo da un patrimonio ben conservato può nascere "valore aggiunto". Tra le iniziative per creare una valorizzazione dei "beni" del Parco e dei saperi locali c’è bisogno, in particolare, di una nuova politica dell’accoglienza, con la creazione di sentieri, aree sosta, rifugi, musei, luoghi di osservazione delle bellezze naturali e altri servizi, grazie ai quali nella nuova offerta turistica tutti i valori del territorio vengano messi efficacemente in rete. Vanno promossi gli "alberghi diffusi", cioè un’organizzazione dell’ospitalità presso le residenze locali che ponga le condizioni per una più solida alleanza tra l’Ente e le popolazioni residenti, vero nodo del successo dei Parchi.

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