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Comunicare l'energia

19 Settembre 2012

Stati generali della Green economy, 13 proposte per valorizzare le filiere agricole sostenibili

(Emiliano Angelelli)

Si è tenuta ieri 18 settembre, a Roma, presso Palazzo Rospigliosi, l'assemblea programmatica degli Stati generali della Green economy dedicata alla sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica.

L'iniziativa rientra nell'ambito di una serie di incontri di settore che porteranno il 7 e l'8 novembre prossimi, agli Stati generali della Green economy, che si terranno presso la fiera Ecomondo-Key Energy, a Rimini.

Gli indirizzi della politica comunitaria verso la multifunzionalità di un’agricoltura che diventa anche un fattore di cura e gestione del territorio, il peso crescente dell’agricoltura biologica e lo sviluppo delle agroenergie rinnovabili, stanno attribuendo una forte e strategica valenza ambientale a questo settore. E' per questo motivo che il tema è stato inserito all'interno di questa serie di incontri dedicati ai diversi comparti della green economy.

L'assemblea, tenuta dai membri dei gruppi di lavoro ma aperta anche alla consultazione dei partecipanti, è stata anche l'occasione per presentare 13 proposte in grado di incidere sulla valorizzazione dell'agricoltura nella tutela dell'ambiente e di fare delle filiere agricole le leve dello sviluppo della green economy italiana:

1. Rimuovere gli ostacoli normativi, che tuttora ritardano gli obiettivi di razionalizzazione e di ecoefficienza delle filiere;

2. Preservare la destinazione d’uso e arrestare il consumo del suolo agricolo, anche attraverso la destinazione diversa da quella corrente degli oneri di urbanizzazione, in specie da impiegare per obiettivi di tutela e di riqualificazione ambientale;

3. Promuovere la multifunzionalità e la pluriattività nelle aree agricole, in particolare affidando alle imprese agricole la fornitura di beni e servizi diretti alla manutenzione dei beni comuni;

4. Tutelare le risorse naturali a garanzia della biodiversità con la collaborazione di agricoltori destinatari di misure fiscali agevolate;

5. Avviare un piano di opere e infrastrutture dirette alla messa in sicurezza e alla stabilità del territorio, anche utilizzando risorse già destinate alle cosiddette grandi opere rimaste incompiute o non autorizzate;

6. Introdurre un complesso di misure creditizie e fiscali in grado di incidere sul costo del lavoro al fine di favorire l’assunzione di giovani nonché sostenere l’acquisto dei prodotti green;

7. Affermare il valore della precauzione e della prevenzione nella modalità di utilizzazione delle risorse, con particolare riguardo all’impiego di tecnologie innovative;

8. Promuovere lo sviluppo delle agroenergie tramite impianti di microgenerazione e di piccola taglia operanti nel raggio di una filiera corta con utilizzo prevalente di residui di produzione presenti sul territorio;

9. Salvaguardare l’uso della risorsa idrica attraverso l’incentivazione di modalità razionali di irrigazione attraverso il riutilizzo delle acque e la costruzione di piccoli invasi;

10. Promuovere le pratiche che consentano di aumentare e mantenere la fertilità organica del suolo e il sequestro di carbonio;

11. Costruire un quadro trasparente di regole nella comunicazione al consumatore delle caratteristiche degli alimenti, della loro origine territoriale e delle modalità dei processi di produzione al fine di promuovere scelte responsabili;

12. Promuovere l’agricoltura biologica e le altre attività di elevata qualità ecologica per salvaguardare le aree rurali, incrementare il reddito delle attività agricole, fermare la fuga dei giovani dalle campagne e incrementare l’occupazione giovanile;

13. Migliorare l’attenzione alla legalità nel settore agricolo e nei territori rurali e montani, ponendo a servizio della collettività risorse e uomini con la capacità di analizzare, investigare e penetrare le nuove frontiere della criminalità anche attraverso la moderna e rivisitata funzione del poliziotto di campagna.

Per quello che riguarda il punto due, ovvero il consumo di suolo agricolo, proprio in questi giorni arrivano dal governo delle proposte confortanti. Il 14 settembre scorso, infatti, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un Ddl, proposto dal Ministero delle Politiche agricole, che si pone come obiettivo la lotta alla cementificazione attraverso la fissazione, da parte di apposito Dm interministeriale, di un limite massimo alla edificabilità dei terreni agricoli, sotto forma di vincolo alla possibilità di modificare gli strumenti urbanistici vigenti. Pertanto, non potranno essere modificate le destinazioni già fissate in tali piani (per maggiori info vedi Riferimenti).

Vi ricordiamo infine che la prossima assemblea programmatica degli Stati Genarli della Green economy è prevista per il 25 settembre prossimo e sarà dedicata alla finanza e al credito sostenibile.

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