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Comunicare l'energia

24 Maggio 2013

TESPI, il pannello ibrido termico/fotovoltaico made in Italy. Intervista a Marco Rosa Clot, amministratore delegato SIT

(Redazione Nextville)

Troppo spesso nel nostro Paese il dibattito sulle energie rinnovabili fatica ad uscire dallo stretto perimetro della polemica e delle accuse mediatiche reciproche, incentrate soprattutto sul peso degli incentivi in bolletta.

In questo modo, però, c’è anche il rischio concreto di lasciare in secondo piano tutte le numerose realtà aziendali che – pur tra mille difficoltà – non si limitano a ragionare nell’ottica di breve e medio termine tipica dell’incentivo, ma  bensì scommettono sulla ricerca e sull’innovazione di prodotto.

E’ per questa ragione che siamo particolarmente felici di intervistare il Prof. Marco Rosa Clot*, Amministratore Delegato della SIT, che ha inventato e progettato  un interessante prototipo di pannello solare ibrido termico/fotovoltaico.

Prof. Rosa Clot, partiamo dall’inizio. Come nasce e come si sviluppa questo progetto di ricerca che vi ha portati alla realizzazione  del prototipo TESPI (Thermal Electric Solar Panels Integration)? Quali e quanti sono gli attori coinvolti?

Il progetto TESPI nasce da una collaborazione tra SIT ed APRIambiente iniziata 8 anni fa sotto la guida del dott. Bobbio e proseguita con l’attuale gruppo di lavoro. Il Progetto è stato poi sviluppato con il finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica ed all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane. La SIT in collaborazione con APRIambiente srl, Fondazione Distretto Green and High Tech Monza Brianza, Saiphil Sunny srl, Università degli Studi di Enna “Kore”, Università del Salento “Centro cultura innovativa d’impresa” ha realizzato la messa a punto ed il test di due prototipi del pannello TESPI.

Gli impianti fotovoltaici convertono in corrente elettrica solo un 13-15% della radiazione solare e si limitano alla zona del visibile perdendo la radiazione infrarossa che costituisce il 50% circa dell’energia radiante del sole. L’acqua è un ottimo assorbitore di infrarosso ma lascia sostanzialmente inalterata la parte visibile dello spettro solare e quindi si può pensare di accoppiare un sistema termico (in cui l’acqua anteposta al pannello PV assorbe l’infrarosso) e un sistema fotovoltaico senza perdere efficienza elettrica.

E’ da molti anni che si sente parlare di pannelli ibridi termici/fotovoltaici, eppure per ragioni diverse questi prodotti non si sono mai ricavati uno spazio significativo all’interno del vasto mercato delle rinnovabili. Quali sono le caratteristiche che distinguono il vostro pannello da quelli realizzati finora dalle altre aziende?

I pannelli proposti sul mercato hanno una limitata efficienza termica e limitano anche l’efficienza elettrica dei pannelli PV. Inoltre si presentano come sistemi integrati e non componibili: cioè si compra il sistema ibrido, che è decisamente più caro del sistema PV, e lo si gestisce in modo integrato con una complessità che per ora è un ostacolo, date anche le dimensioni finora modeste di questo mercato.

Tespi al contrario può essere applicato a pannelli PV già esistenti e quindi si pone come un plus che può essere vantaggiosamente integrato ad un impianto PV già montato. Questo dovrebbe favorirne la penetrazione e far si che il mercato si apra e accetti questo sistema come una naturale evoluzione del settore energetico domestico.

Nel realizzare il TESPI, avete analizzato le potenzialità di mercato che potrebbe avere? E con quali tempistiche pensate di passare dalla fase prototipale ad una produzione in serie?

L’analisi di mercato ha dimostrato come ci sia una domanda crescente di sistemi ibridi e di integrazione di fotovoltaico e termico. Questa domanda di mercato non trova per ora una tipologia univoca  e molte società si stanno affacciando al mercato proponendo soluzioni di diversa natura.

La messa in produzione su larga scala del pannello TESPI è un punto assolutamente decisivo, che dovrebbe permettere di passare da sistemi artigianali di policarbonato tagliato e incollato (con costi non trascurabili) a sistemi estrusi con costi molto bassi. Raggiunto questo traguardo, la strada sarà tutta in discesa e si pensa che sia ragionevole espandere notevolmente l’uso del solare termico integrando TESPI su gran parte degli impianti domestici già attrezzati con sistemi PV. Naturalmente poi questo dovrebbe favorire anche nei nuovi impianti l’installazione ab initio di sistemi ibridi.

* Il Prof. Marco Rosa Clot si laurea nel 1966 in Fisica alla Scuola Normale con 110/110 et laude e diventa Ricercatore associato alla Columbia University (New York). E’ stato  Professore di meccanica e poi  Professore di fisica generale quantistica presso l'Universita’ di Pisa, Fellow della divisione teorica del CERN, Professore  ordinario di Fisica Nucleare presso l'Universita’ di Firenze e Direttore della Scuola di dottorato in fisica di Firenze.
E’ stato inoltre Direttore Scientifico del  CRS4 (Centri Ricerche Studi Scientifici Superiori  Sardegna) fino al 2003, ed a tutt’oggi è Direttore scientifico della società Science&Tec, poi  SIT srl e Responsabile scientifico della società GEITS . Dal 1966 ha pubblicato oltre 70 lavori su riviste internazionali in fisica teorica,  fisica nucleare e matematica finanziaria.

Contatti:
APRIambiente srl
e-mail: m.cilento@apriambiente.it; segreteria@apriambiente.it
Telefono:  +39 06 648 24 350

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