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Comunicare l'energia

19 Novembre 2014

Sbilanciamenti e FER, intervista all’ufficio tecnico di assoRinnovabili

(Maria Antonietta Giffoni)

Dal 1° gennaio 2015 ai produttori di energia da fonte rinnovabile saranno attribuiti gli oneri di sbilanciamento secondo la nuova regolamentazione dettata dall'Autorità. Il punto di vista di assoRinnovabili.

Con la delibera 522/2014/R/EEL del 23 ottobre 2014 l’Autorità per l’energia ha ridefinito le regole per l’attribuzione dei corrispettivi di sbilanciamento alle unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili non programmabili (FNRP).
L'Autorità ha precisato che le nuove regole non sono state pensate per penalizzare gli impianti FER, ma per consentire di "promuovere la corretta previsione delle immissioni di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili, evitando che i corrispettivi di sbilanciamento siano allocati ai clienti finali".
Al contrario, assoRinnovabili ritiene che “la nuova disciplina sugli sbilanciamenti è ancora una volta penalizzante per i produttori di energia da FRNP”.
Abbiamo posto qualche domanda all’ufficio tecnico di assoRinnovabili per capire, più nel dettaglio, la natura delle nuove regole che verranno applicate dal 1° gennaio 2015.

Nel comunicato stampa, il vostro Presidente Re Rebaudengo, afferma che “l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico introduce, per il calcolo del corrispettivo di sbilanciamento, una serie di variabili che non sono né prevedibili né controllabili dagli operatori: l’onere, infatti, verrà calcolato anche in base alle performance dell’intero sistema”. 
Volendo andare nello specifico della regolamentazione dettata dalla delibera, in termini pratici cosa significa ciò?

Ci permetta di fare prima un po’ di storia. Per arrivare a una piena comprensione della nuova Delibera dell’Authority in materia di sbilanciamenti è necessario, infatti, ripercorrere l’intero percorso regolatorio e, soprattutto, giudiziario della disciplina.
Come noto, la Delibera 281/2012/R/EFR - che per prima ha introdotto l’applicazione di oneri di sbilanciamento per impianti alimentati da FRNP - è stata annullata dal TAR Lombardia e dal Consiglio di Stato che hanno accolto i ricorsi presentati dai diversi operatori del settore.
In particolare, il TAR Lombardia aveva sancito che è illegittima una disciplina che equipari le fonti energetiche rinnovabili non programmabili con quelle programmabili, poiché si tratta di fonti che non si trovano nelle stesse condizioni di fatto nel prevedere lo sbilanciamento da esse prodotto. Le franchigie introdotte, inoltre, dovevano essere differenziate per fonte energetica, in considerazione della loro diversa natura e peculiarità.
Allo stesso modo il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2936, respingendo il ricorso in appello dell’AEEGSI, ha stabilito che:

• "la previsione di energia immessa in rete (dalle FRNP, ndr) non può raggiungere lo stesso livello di precisione delle fonti programmabili";
• "l’imposizione di tali costi (di sbilanciamento, ndr) deve tenere conto della peculiarità della fonte” e che le franchigie, per elidere la disparità di trattamento rispetto alle fonti completamente programmabili, devono essere “differenziate in ragione della tipologia di fonte";
• "….quanto sin qui esposto non significa che i costi di sbilanciamento causati da tali unità di produzione debbano essere socializzati".

Facendo seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, l’Autorità ha approvato una nuova disciplina (delibera 522/2014/R/EEL) che, in sintesi, prevede:

• un sistema di "bande" differenziate per fonte (eolico 49%, fotovoltaico 31%, idroelettrico ad acqua fluente 8%, altre rinnovabili non programmabili - per lo più geotermiche - 1,5%) al di fuori delle quali l’energia derivante dallo sbilanciamento sarà valorizzata con le medesime modalità con cui attualmente vengono valorizzati gli sbilanciamenti delle unità di produzione non abilitate;

• l’applicazione di un corrispettivo unitario per l'energia sbilanciata all'interno delle "bande", al fine di allocare ai rispettivi utenti del dispacciamento la parte degli effetti degli sbilanciamenti all'interno della banda stessa;

• una possibile futura riduzione delle bande per tenere conto dell'evoluzione dei sistemi di previsione della disponibilità delle fonti.

L'AEEGSI concede, inoltre, agli utenti del dispacciamento la possibilità di scegliere - in alternativa - l'applicazione di corrispettivi di sbilanciamento senza banda, calcolati sempre sulla base della disciplina relativa agli impianti programmabili non abilitati.

Tornando alla sua domanda, la vera novità introdotta dalla nuova disciplina è rappresentata dall’applicazione di un onere anche al di sotto delle bande. Tale onere verrà stabilito anche in base alle performance dell’intero sistema perché verrà calcolato mensilmente e per ogni singola zona di mercato come differenza tra il costo teorico che Terna avrebbe dovuto sostenere se le bande fossero state nulle ed il costo effettivo sostenuto applicando le nuove bande. Il differenziale, suddiviso sui MWh sbilanciati in banda, viene dunque ripartito tra tutti gli utenti del dispacciamento che utilizzano le bande (onere unitario perequato). Moltiplicando l’onere unitario per i MWh sbilanciati si ottiene l’onere di sbilanciamento complessivo che ciascun utente di dispacciamento dovrà pagare.

Le bande previste dall’Autorità non possiamo, dunque, intenderle come vere e proprie franchigie?

Se intendiamo la franchigia come l’esenzione da un onere, ebbene le bande introdotte dall’Autorità non sono franchigie, non sono cioè soglie al di sotto delle quali l’errore di previsione è tollerato e l’onere non grava sui produttori. Questo, nonostante, le franchigie siano state un elemento fondamentale della sentenza del Consiglio di Stato, stabilendo che la previsione di energia immessa in rete dalle FRNP, nemmeno utilizzando le migliori tecnologie disponibili, può raggiungere il livello di precisione delle fonti programmabili, come invece vorrebbe l’Autorità.

Prima si è fatto cenno a una possibile futura riduzione delle bande per tenere conto dell'evoluzione dei sistemi di previsione della disponibilità delle fonti. La “questione sbilanciamenti” non si è dunque chiusa con la delibera del 23 ottobre?

No, è previsto un completamento della revisione già avviata sulla regolazione degli sbilanciamenti. Nel testo della delibera vi sono, a tale proposito, alcuni passaggi che è bene fin da ora evidenziare:

• l’Autorità si è posta l’obiettivo di iniziare ad applicare il “principio di corretta attribuzione dei costi” ai soggetti che contribuiscono a generarli (e non più unicamente alla collettività);

• il corrispettivo di sbilanciamento non è una penalizzazione per non aver rispettato il programma ma rappresenta la valorizzazione di mercato dell’energia elettrica in tempo reale che, quindi, internalizza parte dei costi indotti sul sistema elettrico per effetto degli sbilanciamenti;

• è compito degli utenti del dispacciamento e, in particolare, dei grossisti, la definizione di soluzioni e strumenti finalizzati a minimizzare il rischio associato alla variabilità della valorizzazione complessiva dell’energia elettrica programmata ed immessa in rete e dell’energia sbilanciata;

• la terza opzione (DCO n.302/2014), essendo particolarmente innovativa, può esplicare le proprie potenzialità in un contesto rinnovato e, pertanto, meglio dettagliata e perfezionata, potrebbe trovare applicazione contestualmente al completamento della revisione della regolazione degli sbilanciamenti, già avviata con il documento per la consultazione n. 368/2013/R/eel.

L’Autorità in modo piuttosto esplicito ci informa, dunque, su quali possano essere i suoi futuri orientamenti in materia.

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