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Comunicare l'energia

30 Dicembre 2016

È difficile e oneroso fare efficienza energetica?

(Redazione Nextville)

Secondo gli autori di "105 Buone pratiche di efficienza energetica made in italy" non lo è! E lo dimostrano con i fatti, raccontando casi di efficientamento ben riusciti grazie a soluzioni innovative e tecnologie integrate e all’avanguardia.

"Le politiche di efficienza energetica - si legge nella prefazione di Gianni Silvestrini - hanno contribuito, insieme alla crisi economica, a stabilizzare i consumi di energia primaria della Ue su livelli leggermente inferiori rispetto al 1990 (1.507 Mtep nel 2014 contro 1.569 Mtep). Ma è a livello globale che si può apprezzare l’importanza crescente delle politiche per l’efficienza. Nel 2015 l’intensità energetica mondiale, il consumo di energia per unità di Pil, si è ridotta dell’1,8%, un valore triplo rispetto alla media registrata nello scorso decennio.

Un risultato rilevante, specialmente considerando gli attuali bassi prezzi dei combustibili fossili, dovuto in particolare alla performance della Cina che ha ridotto la sua intensità energetica del 5,6% riuscendo così a contenere lo scorso anno la crescita dei consumi a meno dell’1%. Malgrado questi miglioramenti, occorre fare molto di più. Secondo la IEA, infatti, per raggiungere gli obiettivi climatici il tasso annuo di riduzione dell’intensità energetica dovrà passare al 2,6%".

Ma si può fare di più e come? "Nel panorama odierno - si legge nell'introduzione di Lucia Bruni - anche se viene riconosciuto diffusamente all’efficienza energetica un ruolo chiave per un uso più responsabile delle risorse, un maggiore rispetto per l’ambiente e, anche, per uno sviluppo economico più sostenibile e competitivo, molto meno radicata è la convinzione che possa essere facilmente applicata, trasversalmente a tutti i settori di mercato, da soggetti pubblici e privati; che possa produrre benefici estesi, anche partendo da piccole operazioni modulari; e, soprattutto, che le soluzioni tecnologiche, le collaborazioni di filiera, le modalità sperimentate, non siano one-shot, ma, spesso, ripetibili, replicabili, riproponibili con nuovi soggetti e in altri contesti".

Insomma, non è affatto "difficile, oneroso e per pochi adepti fare efficienza energetica". Il libro 105 Buone pratiche di efficienza energetica made in italy - edito da Edizioni Ambiente - lo dimostra nei fatti, presentando oltre un centinaio di casi concreti in settori che spaziano dall’industria alla pubblica amministrazione, dagli edifici residenziali e non residenziali al terziario, comprendendo anche servizi e consulenze energetiche, comunicazione e didattica.

I casi trattati nel volume riguardano operazioni di valore compreso tra 5.000 e oltre 500.000 euro, con tempi di ritorno dell’investimento da meno di 18 mesi a più di 10 anni, replicabili dal punto di vista tecnico e della bancabilità. Nel 49% delle esperienze pubblicate si superano i 5 anni (di cui un 21% supera i 10), ma c'è comunque un buon 39% dei casi con tempi di ritorno inferiori ai 5 anni e un significativo 10% di interventi che si ripagano in meno di 18 mesi.

I casi presentati sono dimostrazioni esemplari che l'efficienza energetica si può fare, migliorando la qualità della vita e contribuendo allo sviluppo economico del Paese.

"Si stima - afferma Lucia Bruni - un volume d’affari medio annuo di circa 5,2 miliardi di euro per il settore dell’efficienza energetica in Italia. Si tratta di una filiera di eccellenza che sta sempre più evidenziando il valore antirecessivo di questo comparto con la creazione di posti di lavoro non delocalizzabili. Aziende, società di servizi, professionisti specializzati fanno ogni giorno dell’efficienza energetica un fattore di sviluppo e di vantaggio competitivo per il paese. Il libro parla anche di loro e invita il mondo politico-istituzionale, i meccanismi regolatori e normativi, il sistema bancario e finanziario a riconoscere, promuovere e sostenere questo ecosistema, partendo da ciò che funziona e facilitando la moltiplicazione dei casi di successo".

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