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21 Gennaio 2013

Area esterna a riserva naturale, stop a impianto FV anche se di modesto impatto

(Redazione normativa Reteambiente)

È vietata la realizzazione di un impianto fotovoltaico nella fascia di protezione di una riserva naturale. Sono irrilevanti sia la natura poco impattante del progetto sia il riferimento al favore della Ue e della Corte Costituzionale per le rinnovabili.

Il Consiglio di Stato con la sentenza 15 gennaio 2013 n. 176 (vedi Riferimenti) ha rigettato le doglianze dell'impresa ricorrente che si era vista negare l'autorizzazione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico nella fascia di protezione di una riserva naturale in Abruzzo. L'impresa sosteneva da un lato che l'impatto ambientale del progetto era di scarso rilievo (la fascia di protezione è fortemente antropizzata con tutte le superfici non edificate utilizzate per l'agricoltura intensiva), dall'altro che sia la normativa europea (direttiva 2009/28/Ce) sia la Corte Costituzionale (sentenza n. 166/2009) spingono, nel bilanciamento tra interesse ambientale e interesse energetico, per lo sviluppo delle rinnovabili.

I Giudici però hanno ritenuto irrilevanti queste considerazioni. La fascia di protezione della riserva è da ritenersi anch'essa facente parte della riserva naturale (area che la Regione Abruzzo ha dichiarato non idonea agli impianti FV), cioè di un luogo ove è stata già effettuata la valutazione sulla preminenza dell'interesse alla salvaguardia dell'ambiente rispetto ad altri interessi, come quello alla gestione delle fonti di energia rinnovabile, che è insuscettibile di deroga anche in relazione all'eventuale modesto effettivo impatto ambientale delle opere di cui è prevista la realizzazione.

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