Nextville - logo

News e articoli

13 Marzo 2013

Certificati Bianchi, problematiche e punti di forza del nuovo decreto

(Maria Antonietta Giffoni)

Si è chiuso venerdì scorso il secondo convegno Fire dedicato al sistema dei Certificati Bianchi. Un appuntamento obbligato per confrontarsi su uno dei meccanismi incentivanti che maggiormente contribuisce al risparmio energetico.

Replicando il successo della prima edizione, anche quest'anno il convegno organizzato dalla Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia (FIRE) e dedicato al sistema dei Certificati Bianchi, ha registrato una cospicua affluenza di pubblico: circa 300 persone tra operatori del settore e funzionari pubblici.

Il dato più interessante emerso dall'incontro è l'analisi costi-efficacia dei diversi strumenti di incentivazione che lo Stato ha finora messo a disposizione per promuovere l'efficienza energetica (con esclusione del cosiddetto Conto termico, di recente approvazione).

Rino Romani, dell'Unità Tecnica Efficienza Energetica dell'ENEA (UTEE), ha mostrato come il sistema dei Certificati Bianchi sia tra quelli meno onerosi: il costo che la collettività sostiene per gli interventi di efficienza energetica incentivati con i Certificati Bianchi dà risultati migliori in termini di risparmio rispetto ad altre forme di sostegno come le detrazioni fiscali del 55% o gli incentivi per le auto ecologiche.

Romani ha poi sottolineato come i Certificati Bianchi abbiano contribuito per circa il 50% al raggiungimento, registrato a fine 2011, degli obiettivi di efficienza energetica. Nelle specifico, sempre nel 2011, il risparmio totale è stato superiore ai 57 mila GWh e il contributo dei TEE si è aggirato intorno ai 25 mila GWh.

Problemi aperti

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, le recenti novità introdotte dal Dm 28 dicembre 2012 di riordino del sistema, ha lasciato molti problemi ancora aperti.

"Il meccanismo dei Certificati Bianchi - ha sottolineato Enrico Biele della FIRE - ha permesso di ottenere risultati di notevole interesse, ma porta con sé dei problemi che non sono stati ad oggi ancora superati. Va detto che parte dei problemi “storici” sono stati adeguatamente affrontati col varo del Dm 28 dicembre 2012, ma rimangono ancora molti aspetti su cui riflettere, come il rapporto del proponente coi clienti, le doppie richieste di TEE, la gestione del coefficiente di durabilità, i controlli, la retroattività dei progetti, baseline e addizionalità".

L'auspicio è che la soluzione di queste e altre problematiche arrivi con l’emanazione delle nuove linee guida, attese per il 2014.

È possibile consultare gli atti del convegno sul sito della Fire. Vedi Riferimenti qui in basso.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata ReteAmbiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google