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12 Aprile 2013

Politiche Ue ed efficienza energetica: l'attenzione va posta anche sulle abitudini dei consumatori

(Maria Antonietta Giffoni)

L'Agenzia europea per l'ambiente ha pubblicato un rapporto che tenta di valutare quanto le abitudini dei consumatori possano incidere sull'efficacia delle misure adottate per il risparmio energetico.

Nel 2010, le famiglie europee hanno consumato quasi il 13% in più di energia rispetto al 1990, generando il 25% delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dal settore. È chiaro che, se l'Unione europea vuole raggiungere l'obiettivo di ridurre il consumo di energia primaria del 20% entro il 2020, questa tendenza deve essere invertita. 

Un primo passo in tal senso è stato fatto il 4 dicembre del 2012, con l'adozione della nuova direttiva sull'efficienza energetica (Direttiva 2012/27/Ue), che chiede agli Stati membri di risparmiare energia fissando obiettivi nazionali indicativi di risparmio energetico. Ma l'attuazione della direttiva e le altre politiche adottate negli ultimi anni dagli Stati membri sono sufficienti?

Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, se si vuole davvero raggiungere tali obiettivi una particolare attenzione da parte del legislatore deve essere posta anche sulle abitudini dei consumatori.

Come già affermato dall'Enea nel Report Ogni kilowattora conta. Rapporto per i cittadini sull'efficienza energetica, "la realizzazione di risparmi energetici significativi implica, da un lato, l'esigenza di sviluppare tecniche, prodotti e servizi a basso consumo di energia e, dall'altro, la necessità di modificare i comportamenti dei consumatori. Il progresso tecnologico ha permesso significativi incrementi dell’efficienza nella conversione delle fonti fossili in energia, riducendo le perdite e migliorando le prestazioni degli impianti.
I progressi scientifici hanno migliorato le diverse tecnologie infrastrutturali: linee di trasmissione dell’energia, linee ferroviarie e stradali, edifici. E’ aumentato il numero di dispositivi più efficienti comunemente utilizzati dagli utenti finali come le apparecchiature elettriche, i sistemi di riscaldamento, i piccoli e grandi elettrodomestici, i mezzi di trasporto.
Ma le tecnologie efficienti da sole non bastano a sfruttare tutto il potenziale di risparmio energetico disponibile. Altrettanto essenziale è il contributo che deve provenire dai fattori “non tecnologici”, come l’organizzazione/gestione ottimizzata delle imprese e il comportamento consapevole dei cittadini verso un uso più razionale dell’energia".

Tuttavia, per valutare se le proprie abitudini comportino un uso eccessivo dell'energia, i consumatori hanno bisogno di un adeguato quadro di riferimento. Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente, molti sono i modi per raggiungere tale consapevolezza:

misure di feedback dirette e indirette, come, per esempio, informazioni sui dati di consumo provenienti dai fornitori di energia attraverso contatori intelligenti (smart meter);

audit energetici, per conoscere i consumi della propria abitazione;

sistemi di tariffazione dinamica;

iniziative di condivisione di esperienze su base comunitaria.

Il rapporto analizza nello specifico i pro e i contro di queste misure e anche il potenziale di risparmio energetico legato alla loro adozione; esso può andare dal 5% al 20% dell'energia che consumiamo, come mostra la seguente tabella.

Insomma, il giusto accordo tra politiche di risparmio energetico e comportamento degli utenti finali è la chiave per ottenere una riduzione consistente e persistente dei consumi di energia.

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