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19 Aprile 2013

Biomasse, il Consiglio di Stato conferma che la pollina può essere utilizzata come biocombustibile

(Maria Antonietta Giffoni)

Una recente sentenza ribadisce che il misto di deiezioni del pollame, piume, mangimi e lettiere possono essere utilizzati come biomassa combustibile per alimentare impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.

L’utilizzo della "pollina" come biomassa per alimentare impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile riveste un moderato interesse in termini di rendimento; inoltre, tale utilizzo può consentire l’accesso ai meccanismi incentivanti per le Rinnovabili elettriche previsti dal Dm 6 luglio 2012 (per maggiori informazioni vedi Riferimenti).

La Legge 96/2010 (Comunitaria 2009), apportando modifiche al comma 1 dell’articolo 2-bis del decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, aveva qualificato la pollina destinata alla combustione come "sottoprodotto". In quanto tale, essa è soggetta alla disciplina di cui alla sezione 4 della parte II dell’allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

In altri termini, il misto di escrementi del pollame, piume, mangimi e lettiere, se utilizzati come biomassa combustibile per alimentare impianti FER sono considerati sottoprodotti e non più rifiuti. Da ciò ne viene che gli impianti di combustione che utilizzano la pollina per produrre energia sono soggetti unicamente all’Autorizzazione Unica prevista dall’articolo 12 del Dlgs 387/2003 e sono quindi esclusi dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti.

Con la sentenza del 28 febbraio 2013, n. 1230 il Consiglio di Stato ha ribadito questo concetto, precisando che "la pollina deve ritenersi biomassa combustibile utilizzabile ai fini della produzione di energia elettrica, ai sensi della Parte V del Codice dell'ambiente, sempre che sussistano i presupposti e le condizioni per classificarla quale sottoprodotto avuto riguardo all'utilizzo fattone dal produttore, secondo le valutazioni fatte caso per caso dall'ente compente".

Per maggiori informazioni consigliamo di consultare la Sentenza nei Riferimenti qui in basso.

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