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23 Aprile 2013

Libro Verde Ue: il Mise lancia una consultazione pubblica

(Maria Antonietta Giffoni)

Gli italiani avranno tempo fino al 31 maggio 2013 per rispondere alle domande poste dalla Commissione europea nella propria consultazione o, piĆ¹ brevemente, a quelle poste dal Ministero dello Sviluppo economico.

Visti i cambiamenti registrati in ambito economico, nei mercati energetici e nel campo della ricerca e della tecnologia applicata alla produzione di energia, il 27 marzo scorso la Commissione europea ha adottato il Libro verde: un documento che offre l'occasione agli Stati membri di riflettere sugli obiettivi che si intendono perseguire a livello europeo, per la definizione di un nuovo accordo sulle politiche clima-energia al 2030.

Sul Libro verde la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica che si chiude il 2 luglio 2013, con l’intento di acquisire dagli Stati Membri, dalle istituzioni e dai portatori d’interesse le loro posizioni sui temi affrontati. 

Per avere "un quadro il più possibile completo delle diverse posizioni, che potranno contribuire ad informare e sostenere l’azione dell’Italia nel futuro dibattito europeo sulle politiche climatiche ed energetiche", il Ministero dello Sviluppo economico ha lanciato sugli stessi temi una propria consultazione pubblica, con scadenza al 31 maggio 2013.

Si può partecipare sia rispondendo alle domande poste dalla Commissione europea, sia rispondendo ad un numero più ristretto di domande formulate dal Ministero stesso, attraverso il suo sito internet (vedi link nei Riferimenti in basso).

Un cambio di rotta da non sottovalutare

Molta preoccupazione sul cambio di rotta radicale assunto dalla Commissione europea è stata manifestata da GB Zorzoli, portavoce del Coordinamento FREE: le domande poste dalla Commissione "riflettono le incertezze e i dubbi esposti nel Libro Verde. Di conseguenza, l’approccio prescelto per affrontare i problemi sul tappeto sembra orientato a influenzare i risultati della consultazione, facendo prevalere l’indirizzo di:

• affidare principalmente ai singoli Stati Membri la scelta degli strumenti per portare avanti le politiche energetiche e climatiche;
• adottare obiettivi meno vincolanti degli attuali;
• puntare in larga misura su programmi di ricerca e innovazione in grado di rendere automatico l’utilizzo di tecnologie e processi produttivi a basso contenuto di carbonio, in quanto convenienti sotto il profilo economico.

In sintesi, un cambiamento di rotta così radicale non può in alcun modo essere sottovalutato e richiede una campagna di controinformazione capace di determinare risposte alle domande oggetto della consultazione che ribadiscano la priorità, per una efficace politica di contrasto al cambiamento climatico, dell’impegno per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, quali componenti essenziali della transizione verso la Green Economy, unico strumento in grado di riuscire contemporaneamente a farci uscire dalla crisi attuale e a comporre positivamente sviluppo economico, occupazione e difesa dell’ambiente".

È possibile leggere l'articolo integrale nei Riferimenti.

L'Europa deve fissare obiettivi significativi per il 2030

Decisa è invece la posizione assunta dall'European Photovoltaic Industry Association (EPIA): l'Europa deve fissare obiettivi significativi per il 2030 in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica e di riduzione delle emissioni.

"Un approccio coerente a tre binari su energie rinnovabili, efficienza energetica e riduzione delle emissioni costituisce un requisito essenziale per lo sviluppo degli investimenti in energie pulite" ha detto il Policy Director di EPIA Frauke Thies. "L'Europa deve ora avere il coraggio di portare avanti l'idea di un futuro basato su un'energia pulita e competitiva, assumendo un chiaro indirizzo politico e agevolando ulteriori investimenti. Ciò vuol dire impegnarsi nel definire nuovi obiettivi al 2030, compreso un obiettivo ambizioso e giuridicamente vincolante per la produzione di energia da fonti rinnovabili".

È possibile leggere l'articolo integrale nei Riferimenti.

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