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14 Maggio 2013

Definizione del quadro regolatorio delle reti elettriche pubbliche e private, avviata la consultazione

(Maria Antonietta Giffoni)

Entro il 14 giugno 2013 i soggetti interessati possono far pervenire all'Autorità per l'energia osservazioni e proposte sul quadro definitorio in materia di reti elettriche pubbliche e private (Riu, Seu e Sspc).

La produzione e il consumo di energia "in sito" prevede l'installazione di un impianto di produzione, alimentato a fonti rinnovabili o fossili, e di una rete elettrica che trasporti l'energia presso le utenze interessate. Generalmente, sistemi così concepiti hanno almeno un punto di connessione con la rete elettrica pubblica.
Tutti coloro che prelevano energia dalla rete pubblica sono obbligati a pagare degli oneri - cosiddetti di trasmissione, distribuzione e oneri generali di sistema - stabiliti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e destinati alla manutenzione e ampliamento della rete di distribuzione elettrica pubblica.
Gli utenti dei sistemi di produzione e consumo che fanno affidamento su una rete privata, ma che attingono energia anche dalla rete pubblica, in che misura devono pagare questi oneri? Sull’intera energia consumata o solo su quella prelevata dalla rete pubblica medesima?

Il legislatore ha introdotto differenti trattamenti a seconda della tipologia di sistema in questione e ha affidato all'Autorità "il compito di definire i criteri e le condizioni per l'erogazione dei servizi di connessione, trasmissione, distribuzione misura e dispacciamento, tenendo conto delle agevolazioni previste" dal legislatore stesso.

Nel 2011, l'Autorità aveva giù sottoposto ad una prima consultazione gli orientamenti presi in relazione alle questioni citate pubblicando il DCO 33/11.

Tuttavia nel luglio del 2012 il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso di Enel, ha dichiarato illegittima l'istituzione dei sistemi di auto-approvvigionamento energetico (SAEE), introdotti dal Dm 10 dicembre 2010 (per maggiori informazioni vedi riferimenti).

Per tenere conto di questo pronunciamento, l'Autorità ha pubblicato il nuovo documento di consultazione 183/2013/R/EEL, che prevede una diversa configurazione delle tipologie di sistemi di produzione e consumo, distinguendo tra:

reti pubbliche, che comprendono sia le reti utilizzate da Terna per l'erogazione del servizio di trasmissione che le reti di distribuzione;

sistemi di distribuzione chiusi (SDC) che comprendono le Reti interne di utenza (RIU) e le Altre reti private (tutte le reti private diverse dalle Riu e che soddisfano i requisiti degli SDC);

sistemi semplici di produzione e consumo (SSPC) che comprendono i Sistemi di autoproduzione (SAP), i Sistemi con linea diretta (SLD), i Sistemi efficienti di utenza (SEU) e i Sistemi ad essi equiparati (SESEU).

I soggetti interessati possono far pervenire all'Autorità le loro osservazioni e proposte entro il 14 giugno 2013.

Le limitazioni della "monoutenza"

Nel nuovo quadro regolatorio disposto dall'Autorità, le agevolazioni sul pagamento degli oneri di sistema rimangono riservati alle RIU, ai SEU e ai SESEU. Solo queste tipologie di sistema potranno pagare i corrispettivi tariffari e gli oneri di sistema sulla sola energia prelevata. E non poteva essere altrimenti, visto che l'Autorità ha applicato quanto disposto dall'articolo 33 della Legge 99/2009 e dall'articolo 10 del Dlgs 115/2008.

Ciò, però, risulta una forte limitazione per la diffusione della generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento. I SEU (e i SESEU), infatti, possono essere messi al servizio di un solo cliente finale. Chi voglia installare, ad esempio, un impianto di cogenerazione all'interno di un condominio o di un centro commerciale non può avvalersi delle agevolazioni riservate ai SEU: queste realtà sono, infatti, costituite da più utenti. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, un sistema rete-impianto installato in realtà simili ricade all'interno della categoria "altra rete privata"; e gli oneri di sistema sono applicati a tutta l'energia consumata.

Un problema strategico

A parere dell'Autorità "le frequenti richieste di inclusione di reti elettriche nel novero delle Reti interne di utenza o di sistemi di autoproduzione nel novero dei SESEU, nonchè la realizzazione di nuovi SEU determina incertezze nella previsione del gettito inerente i corrispettivi tariffari di trasmissione e distribuzione, nonchè quelli a copertura degli oneri generali di sistema e degli oneri relativi alle misure di compensazione territoriale".
In altri termini, aumentando sempre di più la platea di utenti che ha accesso alle agevolazioni c'è il rischio che il valore unitario dei costi per la gestione della rete pubblica aumentino in maniera insostenibile per gli utenti che non beneficiano di dette agevolazioni.

L’Autorità ha comunicato che "valuterà l’opportunità di segnalare al Governo e al Parlamento la situazione affinché si valuti l’opportunità di introdurre modifiche normative".

E sarebbe auspicabile che il legislatore avesse davanti a sè una qualche forma di visione strategica che indirizzasse le necessarie modifiche alla norma, perché il quadro regolatorio delle reti elettriche fa parte di quelle scelte infrastrutturali rispetto alle quali un Paese avanzato dovrebbe pianificare le azioni con grande anticipo, con largo dibattito e con scelte univoche.

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