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22 Maggio 2013

Riordino reti elettriche, l'Autorità vuole ostacolare la generazione distribuita

(Maria Antonietta Giffoni)

Dura la reazione delle associazioni del settore rinnovabili che, con un comunicato congiunto, contestano la posizione assunta dall'Autorità per l'energia nei documenti di consultazione su RIU, SEU e altre reti private.

Con i Documenti di Consultazione (DCO) 183/2013/R/EEL e 209/2013/R/EEL in merito ai Sistemi Efficienti d’Utenza (SEU), alle Reti Interne d’Utenza (RIU) e più in generale agli autoconsumi di energia rinnovabile, l'Autorità ha avviato la consultazione pubblica per la regolamentazione dei sistemi di produzione e consumo (per maggiori informazioni, vedi Riferimenti).

Con un comunicato congiunto APER, Assosolare e il Coordinamento FREE hanno espresso un forte dissenso sulla posizione assunta dall’Autorità che appare come un chiaro attacco al modello di generazione distribuita.

A parere dell'Autorità, infatti, le frequenti richieste di inclusione di reti elettriche nel novero delle Reti interne di utenza o di sistemi di autoproduzione nel novero dei SEU aumenterebbero sempre di più la platea di utenti che ha accesso alle agevolazioni, con il rischio che il valore unitario dei costi per la gestione della rete pubblica cresca in maniera insostenibile per gli utenti che non beneficiano di dette agevolazioni.

Secondo le associazioni, queste preoccupazioni sono assolutamente fuori luogo. E non solo, anche l’esercizio numerico alla base del ragionamento fatto dall'Autorità lascia molto perplessi: "per arrivare a un impatto significativo l’Autorità ipotizza addirittura 64 nuovi TWh di energia elettrica autoconsumata. Ma dal recente rapporto statistico GSE sul solare fotovoltaico, emerge che alla fine del 2012 circa 478.000 mila impianti per una potenza erogata di 16,4 GW, hanno prodotto 19 TWh. 64 TWh di SEU et similia, esonerati da componenti tariffarie, se fossero ad esempio realizzati ed eserciti esclusivamente per mezzo di impianti fotovoltaici in autoconsumo totale, equivarrebbero ad oltre 50 GW fotovoltaici. Se si pensa che la SEN e tutti i principali osservatori stimano uno scenario fotovoltaico incrementale da qui al 2020 inferiore a 1 GW/anno, è evidente che l’esercizio mira ad attaccare il modello di generazione distribuita più che a prevenire potenziali altri problemi".

Le associazioni ribadiscono come sacrosanto il principio che i consumi “dietro al contatore” (come nel caso dei SEU) non debbano essere gravati dagli oneri di sistema, come peraltro sancito sia a livello europeo che nazionale.

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