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18 Giugno 2013

Entra in vigore la riforma del condominio: più spazio per rinnovabili ed efficienza energetica

(Filippo Franchetto)

La Legge n. 220 dell’11 dicembre 2012, che introduce importanti modifiche alle disposizioni del Codice civile sul condominio, entra in vigore oggi 18 giugno 2013.

Tra le novità più importanti, vanno segnalate le facilitazioni per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili e per gli interventi di efficientamento energetico.

Da oggi, con la maggioranza dei presenti all'assemblea costituenti almeno la metà del valore dell'edificio, sarà possibile decidere decidere sulle innovazioni aventi ad oggetto, tra le altre cose, “le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici (…), nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune." 

Ma non solo: è “consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato."

In questo caso, però, l’effettiva realizzabilità di un impianto a beneficio del singolo condomino viene limitata dall'assemblea condominiale, che – a maggioranza semplificata - può prescrivere “adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai fini dell'installazione degli impianti (…), provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto”.

E considerando l’ampia discrezionalità con cui può essere applicato il concetto di “decoro architettonico dell'edificio”, è prevedibile che per gli impianti e le opere individuali la strada non sarà comunque semplice.

Infine, merita di essere sottolineata la possibilità, per il singolo condomino, di rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, ma soltanto “se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini.”

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