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24 Giugno 2013

Decreto del Fare in Gazzetta Ufficiale: le novità in materia di energia

(Filippo Franchetto)

Sabato 22 giugno è entrato in vigore il Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, contenente “Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia” e meglio conosciuto come “Decreto del Fare”.

Di particolare interesse è l’articolo 5 del decreto (“Disposizioni per la riduzione dei prezzi dell'energia elettrica”), che prevede:

• ai commi 1 e 2, l’estensione della “Robin Tax” alle imprese con più di 3 milioni di fatturato e 300mila euro di imponibile (prima la soglia era di 10 milioni di fatturato e di 1 milione di imponibile);

• ai commi 3-6, la rideterminazione delle modalità di calcolo del “costo evitato di combustibile” applicato agli impianti che godono delle tariffe Cip6. E' prevista una deroga per gli impianti di termovalorizzazione di rifiuti ammessi al regime Cip6, che alla data di entrata in vigore del decreto siano in esercizio convenzionato da un periodo inferiore a otto anni;

• al comma 7, l’abrogazione delle misure di salvaguardia – introdotte con la Legge di stabilità 2013 - per gli impianti alimentati a bioliquidi sostenibili già entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012. In realtà tali misure non sono mai entrate in vigore, poiché il Ministero dello sviluppo non ha pubblicato il decreto attuativo (atteso invano fin dal 31 gennaio 2013).

Segnaliamo infine, oltre ai consueti aumenti di accisa per benzina e gasolio (art. 61), anche alcune norme - contenute nell’art. 28 - sugli indennizzi per i ritardi nella conclusione dei procedimenti amministrativi (tra cui rientra, ad esempio, anche l’Autorizzazione unica). La novità più importante riguarda l’introduzione di sanzioni per le pubbliche amministrazioni che non rispettano i tempi di conclusione dei procedimenti: 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a una somma complessiva non superiore a 2000 euro.

Nel corso della settimana torneremo senza dubbio ad approfondire gli aspetti più critici di questo decreto: in ogni caso, dopo una prima lettura rimane non solo l’impressione di una incapacità strutturale nell’affrontare in maniera seria le tematiche energetiche, ma emerge anche il sospetto di una volontà “punitiva” verso il settore delle rinnovabili (vedi Robin Tax), che non trova eguali in nessun altro Paese europeo.

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