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11 Luglio 2013

Immagazzinare energia con le nanobatterie di legno e stagno

(Emiliano Angelelli)

Una scheggia di legno rivestita di stagno e il sodio al posto del litio: è questa la ricetta innovativa per le nanobatterie ideate dai ricercatori dell'università del Maryland.

Il team di scienziati guidato da Liangbing Hu e Teng Li ha realizzato delle nanobatterie utilizzando componenti migliaia di volte più sottili di un foglio di carta. La scelta di utilizzare il sodio al posto del litio rende le batterie più ecologiche, ma non garantisce lo stesso grado di efficienza. Per questo motivo le batterie sono inutilizzabili nei componenti elettronici, ma essendo molto meno costose diventano ideali per immagazzinare grandi quantità di energia in una sola volta, come, ad esempio, per gli impianti fotovoltaici.


Molte delle batterie esistenti non sono sufficientemente flessibili da resistere alle sollecitazioni continue dovute all'immagazzinamento di elettroni. Le batterie create dall'università del Maryland, grazie alle fibre di legno, sono invece abbastanza elastiche da garantire 400 cicli di ricarica, che le rende tra le nanobatterie più resistenti al mondo.

Gli scienziati autori della ricerca hanno notato che dopo diverse centinaia di cicli di ricarica il legno si increspa ma rimane intatto. Far passare gli ioni di sodio attraverso gli anodi di stagno spesso indebolisce la connessione dello stagno con il suo materiale di base, ma le fibre di legno sono sufficientemente morbide da funzionare come cuscinetto meccanico. "Questa è il motivo per cui le nostre batterie agli ioni di sodio durano così a lungo" spiega lo scienziato Teng Li.

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