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23 Agosto 2013

In GU la legge di conversione del Decreto Fare: ulteriori novità in materia di energia

(Filippo Franchetto)

Il 21 agosto è entrata in vigore la Legge 9 agosto 2013, n. 98, di conversione del Dl n. 69/2013 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia” e meglio conosciuto come “Decreto Fare”.

Durante la fase di conversione in legge, non sono mancate alcune modifiche al testo originario del decreto, riguardanti il settore energetico.

Analizziamole nel dettaglio:

• l’articolo 5, comma 7-bis prevede che i titolari di impianti di generazione di energia elettrica alimentati da bioliquidi sostenibili entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 possano optare, in alternativa al mantenimento del diritto agli incentivi (Certificati verdi o tariffa onnicomprensiva), per un incremento del 20% dell'incentivo spettante, per un periodo massimo di un anno a decorrere dal 1° settembre 2013, e del 10% per un ulteriore successivo periodo di un anno, con corrispondente riduzione del 15% dell'incentivo spettante nei successivi tre anni di incentivazione o, comunque, entro la fine del periodo di incentivazione su una produzione di energia pari a quella sulla quale è stato riconosciuto il predetto incremento. L’opzione per il passaggio a questo nuovo incentivo va comunicata al GSE entro 3 mesi a partire dal 21 agosto (data di entrata in vigore della Legge di conversione). Attenzione: non si tratta della vecchia “misura di salvaguardia” per gli impianti alimentati a bioliquidi sostenibili, introdotta dalla Legge di stabilità 2013, la cui abrogazione è confermata dall’articolo 5 comma 7 del Decreto;

• modifiche al Dlgs 22/2010, la norma di riferimento sulla geotermia. Si chiarisce che gli “impianti geotermici pilota” sono di competenza statale e sono quindi soggetti a Via statale (allegato II, parte seconda Dlgs 152/2006). Di conseguenza è precisato che la Via per le attività di coltivazione delle risorse geotermiche è di competenza regionale, con esclusione appunto degli impianti geotermici pilota, mentre lo screening per attività di ricerca di risorse geotermiche esclude gli impianti geotermici pilota.

La versione finale della legge conferma inoltre una brutta novità - già presente nel testo originario del decreto - per il comparto delle rinnovabili: l’articolo 5, ai commi 1 e 2, contiene infatti l’estensione della “Robin Tax” alle imprese con più di 3 milioni di fatturato e 300mila euro di imponibile (prima la soglia era di 10 milioni di fatturato e di 1 milione di imponibile).

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