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18 Settembre 2013

Coordinamento FREE su bozza Dl Fare 2: si a interventi riduzione oneri in bolletta, no a rimodulazione dei contratti in essere

(Filippo Franchetto)

In una nota pubblicata oggi, il coordinamento FREE esprime la propria posizione su alcuni provvedimenti in materia di energia contenuti nella bozza del decreto conosciuto come “Dl Fare 2”.

In primo luogo, il Coordinamento delle Associazioni delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica “condivide lo sforzo del Governo di individuare meccanismi di cartolarizzazione che portino alla copertura efficiente per il sistema energetico delle componenti della bolletta elettrica.” Il riferimento è all’ipotesi di emissione di obbligazioni allo scopo di ridurre del 15-20% il peso della componente tariffaria A3 nel periodo 2014-2017.

Riportiamo qui sotto l’articolo in questione, nella versione dell’ultima bozza circolante:

Art. 2 (Emissione di obbligazioni a riduzione della componente tariffaria A3 del costo dell’energia elettrica)
"1. Al fine di contenere l’onere annuo sulla componente A3 delle tariffe elettriche, una parte del fabbisogno finanziario necessario alla copertura degli oneri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili può essere reperita sul mercato con le modalità e le garanzie di cui ai successivi commi.
2. La parte di fabbisogno finanziario di cui al comma 1 reperita sul mercato e le cadenze temporali delle operazioni di reperimento sono definite dal Ministro dello sviluppo economico entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e successivamente ogni anno, con proprio decreto, tenendo conto dell’andamento dell’economia e del differenziale di prezzo dell’energia elettrica tra l’Italia e i Paesi comunitari di analoghe dimensioni.
3. Il Gse, nei termini definiti ai sensi del comma 2 e previa approvazione da parte del Ministro dello sviluppo economico, procede anche attraverso veicoli finanziari da esso partecipati al reperimento sul mercato delle risorse finanziarie nel rispetto dei seguenti criteri:
a) viene offerta la sottoscrizione di obbligazioni di durata da definire con il decreto di cui al comma 2 e comunque comprese tra 17 e 25 anni, con pagamento, a ogni scadenza annuale delle obbligazioni, del solo interesse annuo maturato, e liquidazione dell’obbligazione al termine della durata dell’obbligazione;
b) il rendimento lordo massimo in rapporto con il rendimento lordo dei BTP di durata equivalente offerti dallo Stato italiano nell’ultima asta precedente l’offerta di sottoscrizione delle obbligazioni verrà definito con il decreto di cui al comma 2.
4. L'Autorità per l’energia elettrica ed il gas provvede, attraverso le tariffe dell'energia elettrica, a dare integrale copertura agli oneri per il pagamento degli interessi e la liquidazione delle obbligazioni, richiamati al comma 3, lettera a), nonché agli oneri per la gestione amministrativa, la cui entità non può essere superiore, annualmente, all’0,05% del totale delle obbligazioni offerte sul mercato nello stesso anno. Le modalità di copertura di detti oneri , che rientrano tra quelli per i quali si applica il principio comunitario di tutela del legittimo affidamento, sono stabilite entro il 31 gennaio di ciascun anno dall’Autorità per l’energia elettrica e gas sentito il Gse, anche a prescindere da eventuali modifiche di ruolo e assetto del Gse.
5. L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas provvede, con effetti a decorrere dal 2014, ad aggiornare la componente A3 delle tariffe elettriche al fine di conseguire i benefici conseguenti all’applicazione delle disposizioni del presente articolo."

Il Coordinamento FREE invece si dichiara “contrario a qualsiasi proposta di rimodulazione retroattiva degli incentivi che non sia esclusivamente basata sulla volontarietà dell’adesione per gli operatori e senza alcun tipo di penalizzazione.” Tale ipotesi, in effetti, è contenuta all’articolo 3, che riportiamo qui sotto, della medesima bozza di decreto:

Art. 3 (Sistema incentivante opzionale, offerto ai produttori di energia elettrica rinnovabile, per una diversa modulazione temporale degli incentivi già in corso)
"Al fine di contenere l’onere annuo sulle tariffe elettriche degli incentivi alle energie rinnovabili e massimizzare l’apporto produttivo nel medio-lungo termine dagli esistenti impianti a energia rinnovabile che hanno accesso agli incentivi, i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti cui si applicano gli istituti delle tariffe onnicomprensive o dei Certificati Verdi per i quali, ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011 n.28 e dell’articolo 19 del DM 6 Luglio 2012, è stabilito a decorrere dal 2016 un incentivo per il periodo residuo di incentivazione nei termini definiti dal medesimo decreto ministeriale possono, per i medesimi impianti, in misura alternativa:
a) continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo. In tal caso, al termine di tale periodo il produttore non ha diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, incluso ritiro dedicato e scambio sul posto, a carico delle tariffe elettriche per qualunque tipo di intervento realizzato sullo stesso sito;
b) optare per una rimodulazione dell’incentivo spettante, volta a valorizzare l’intera vita utile dell’impianto. In tal caso, a decorrere dal 1 gennaio 2014, il produttore accede a un incentivo ridotto di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di impianto, definita con decreto del Ministero dello sviluppo economico, con parere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente provvedimento, da applicarsi per un periodo rinnovato di incentivazione pari al periodo residuo dell’incentivazione spettante alla medesima data incrementato di 7 anni. La specifica percentuale di riduzione viene differenziata in ragione del periodo residuo spettante, del tipo di fonte rinnovabile e dell’istituto incentivante ed è applicata, per gli impianti a certificati verdi, al valore di cui all’articolo 19, comma 1, del DM 6 Luglio 2012 ovvero, per gli impianti a tariffa onnicomprensiva, al valore della tariffa spettante al netto del prezzo di cessione dell’energia elettrica. Tale riduzione viene determinata tenendo conto dei costi, in particolare quelli di natura finanziaria, indotti dall’operazione di rimodulazione degli incentivi e includendo un premio per i produttori che optano per la rimodulazione.
2. L’opzione di cui al comma 1, lettera b), deve essere esercitata entro il 31 marzo 2014 mediante richiesta al Gestore dei servizi energetici (Gse) resa con modalità definite dallo stesso Gse entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento.
3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano:
a) agli impianti incentivati ai sensi del provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi n. 6 del 29 aprile 1992;
b) agli impianti incentivati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, fatta eccezione per quelli ricadenti nel regime transitorio di cui all’articolo 30 dello stesso decreto."

Secondo il Coordinamento FREE, “ogni intervento che vada ad impattare sui conti economici di progetti esistenti …, agendo in modo retroattivo, introdurrebbe di fatto pesanti modifiche nel sistema di remunerazione che, insieme alle altre misure penalizzanti già emanate recentemente (come la Robin Hood Tax a grandi e piccoli impianti rinnovabili), metterebbe in grave crisi il settore.”

Inoltre “immaginare penalizzazioni per chi non dovesse aderire alla proposta di rimodulazione retroattiva degli incentivi impedendo interventi futuri sugli impianti, risponderebbe peraltro ad un’ottica punitiva per gli operatori e inefficiente per il sistema che vedrebbe favorire gli impianti meno produttivi a scapito di quelli più efficienti”.

Sottolineiamo in ogni caso che il Dl Fare 2 è ancora in uno stato embrionale; non soltanto le bozze circolanti sono ufficiose ma addirittura in una nota il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha affermato che “non esiste alcuna bozza” e che “le 'notizie' diffuse in formato di bozza dalle agenzie di stampa relative al contenuto del Dl Fare2 sono del tutto infondate.”  

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