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27 Settembre 2013

Emilia Romagna, novità in materia di edilizia e di VIA

(Filippo Franchetto)

Entra in vigore il 28 settembre 2013 la Legge regionale n. 15 del 30 luglio 2013, recante “Semplificazione della disciplina edilizia”.

La norma, alla quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti (vedi Riferimenti), modifica in maniera significativa le regole edilizie fino ad oggi vigenti sul territorio regionale.

Ci limitiamo qui a indicare le novità che interessano più direttamente i comparti delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Progetti assoggettati a VIA

Con una modifica dell’articolo 4 della Lr 18 maggio 1999, n. 9 (“Disciplina della procedura di valutazione dell'impatto ambientale”), la nuova norma contiene un nuovo elenco di aree che, se interessate da progetti di impianti a fonti rinnovabili, obbligano il proponente ad assoggettarsi alla procedura di VIA senza passare dallo screening.

Installazione libera di impianti solari

All'art. 7 comma 1 della Lr n. 15/2013, la Regione ha previsto un particolare caso in cui l'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici può avvenire non solo in regime di attività edilizia libera (come già è previsto per determinate tipologie di impianti installati sugli edifici), ma anche senza alcun obbligo di Comunicazione preventiva al Comune.

I pannelli devono essere a servizio degli edifici e realizzati al di fuori dei centri storici e degli insediamenti e infrastrutture storici del territorio rurale (artt. A-7 e A-8, Allegato Lr n. 20/2000). Resta fermo, naturalmente, l’obbligo di rispettare le indicazioni contenute nei regolamenti edilizi comunali, nei piani regolatori e nelle norme paesaggistiche.

Misure a favore dell’efficientamento energetico degli edifici

I maggiori spessori di murature, solai e coperture, necessari ad ottenere una riduzione minima del 10% dell'indice di prestazione energetica previsto dalla normativa vigente, non costituiscono nuovi volumi e nuova superficie nei seguenti casi:

·     • per gli elementi verticali e di copertura degli edifici, con riferimento alla sola parte eccedente i 30 centimetri e fino a un massimo di ulteriori 25 centimetri;
• per gli elementi orizzontali intermedi, con riferimento alla sola parte eccedente i 30 centimetri e fino ad un massimo di ulteriori 15 centimetri.

E’ inoltre permesso derogare a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 20 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne, nonché alle altezze massime degli edifici, nella misura di 25 centimetri per il maggiore spessore degli elementi di copertura. La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti.

Per ulteriori approfondimenti, consigliamo di consultare - oltre alla norma - anche il Dossier IAFR Emilia Romagna, sempre aggiornato alle ultime novità.

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