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16 Ottobre 2013

Van Rompuy, dalla riqualificazione energetica degli edifici due milioni di posti di lavoro

(Maria Antonietta Giffoni)

Il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha chiesto una strategia per la riduzione delle emissioni attraverso la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio europeo. Una strategia che potrebbe creare due milioni di posti di lavoro.

Gli edifici hanno un ruolo centrale nel raggiungimento dei target sul taglio delle emissioni che l'Unione europea si è data al 2020. Essi, infatti, rappresentano circa il 40% dell'energia primaria che viene consumata nell'intera comunità europea. E una "profonda" riqualificazione energetica degli edifici (deep renovation) potrebbe ridurre i consumi energetici e le bollette di circa il 75%.

L'Unione ha affrontato il problema della riduzione dei consumi con l'introduzione di requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici già a partire dal 2002, con la Direttiva 2002/91/Ce, anche nota come Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive). Tuttavia, ritenendo insufficienti le misure adottate nel 2002, la norma è stata rivista nel 2010 con la Direttiva 2010/31/Ue che ha abrogato e sostituito la precedente.

Le disposizioni della direttiva sono state recepite con il decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, che modifica il decreto legislativo 192/2005 (con il quale era stata recepita la precedente direttiva EPBD, la 2002/91/Ce).

"Il 90% degli edifici oggi esistenti nell'Unione europea è destinato a rimanere lì dov'è" - ha spiegato Van Rompuy agli operatori del settore presenti al convegno "Rinnovare l'Europa", tenutosi a Bruxelles il 9 ottobre scorso - e loro ristrutturazione, sarà prima o poi inevitabile". Bisogna, dunque, approffittare di questa necessità anche in chiave energetica, perchè la "profonda" riqualificazione energetica degli edifici "ha un enorme potenziale in grado di stimolare l'innovazione, di migliorare il comfort e di stimolare l'economia, creando circa due milioni di nuovi posti di lavoro nell'Unione entro il 2020."

Definito come un discorso insolitamente schietto, pronunciato da uno come il Presidente del Consiglio europeo conosciuto per il suo approccio misurato e sommesso, le sue parole sono state molto apprezzate dagli operatori del settore.

Randall Bowie, consulente per l'efficienza energetica della Rockwool, ha dichiarato a EuroActiv che le parole di Van Rompuy sono state come “a strong statement by a strong player”. Insomma, parole significative pronunciate da un importante attore della politica europea. "E questo è un buon inizio - ha continuato Bowie - in specie per le economie che cercano di rompere il ciclo di disoccupazione. Gran parte del patrimonio edilizio dovrà essere riqualificato. I finanziamenti ci sono, basta solo renderli disponibili."

È previsto, infatti, che nel bilancio europeo 2014-2020, i fondi per l'efficienza energetica negli edifici potranno essere raddoppiati fino a raggiungere i 23 miliardi di euro circa. Il Parlamento europeo voterà il Piano di stabilità e crescita (PSC) in occasione della riunione plenaria del 21-24 ottobre 2013.

Secondo Adrian Joyce, segretario generale dell'EuroACE, la promessa di un aumento dei finanziamenti offre "un'opportunità senza precedenti". Reperire risorse per interventi di deep renovation che, solitamente, hanno tempi di ritorno troppo lunghi, "rimane l'ostacolo principale per ottenere gli enormi vantaggi economici, ambientali e sociali che la riqualificazione focalizzata sull'efficienza energetica potrebbero apportare. L'aumento dei finanziamenti UE potrebbe, invece, superare l'ostacolo dei costi iniziali e avviare il mercato della ristrutturazione energetica", ha aggiunto Joyce.

I finanziamenti a cui fa riferimento il segretario generale dell'EuroACE dovranno prevenire tra tre diversi tipi di fondi europei:

• il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),

• il Fondo sociale europeo (FSE),

• il Fondo di coesione.

In Italia, il Ministro Triglia ha istituito l'Agenzia per la Coesione territoriale, con il compito di supportare le Regioni nella gestione di programmi di investimento per utilizzare al meglio questi fondi stanziati dall’Europa a nostro favore per il periodo 2014-2020. Per maggiori informazioni, vedi i Riferimenti in basso.

Secondo Daiva Matoniene, Vice Ministro dell'ambiente lituano, tocca ora agli Stati membri elaborare delle tabelle di marcia ambiziose, in modo da ottenere considerevoli tassi annui di riqualificazione energetica degli edifici in vista degli obiettivi europei sul taglio delle emissioni. E non ha tutti i torti, se si considera che il tasso attuale di efficientamento energetico degli edifici in Europa è di circa l'1% annuo. 

Ma questa situazione è frutto anche di una politica europea che, nella fase di stesura della direttiva sull'efficienza energetica (Direttiva 2012/27/Ue), dopo mesi di negoziati, ha scelto la strada del "cauto compromesso": obiettivi stringenti solo per gli edifici della pubblica amministrazione (3% annuo) e obiettivi indicativi di efficienza energetica per tutto il resto. Insomma, una direttiva un po' "annacquata" - come sottolinea lo stesso articolo di EuroActiv - e che gli Stati membri meno virtuosi potranno abilmente ri-annacquare in fase di recepimento.

L'augurio è che la strategia annunciata da Van Rompuy possa vedere la luce e stimolare tutti i Paesi europei a fare di più.

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