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18 Ottobre 2013

Divieto installazione sistemi di accumulo, Realacci chiede conto a Zanonato

(Maria Antonietta Giffoni)

Con quale diritto il GSE ha vietato agli impianti FER incentivati di installare sistemi di accumulo? Il presidente della Commissione ambiente alla Camera, Ermete Realacci, chiede che si faccia chiarezza.

In un comunicato del 20 settembre 2013, il Gestore dei Servizi Energetici aveva precisato che, fino a quando non sarà definito ed attuato un quadro normativo e delle regole applicative per l’utilizzo di dispositivi di accumulo, “ai fini della corretta erogazione degli incentivi, non è consentita alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto, come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete".

I soggetti che non rispettano queste indicazioni, in caso di controlli potrebbero incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 42 del Dlgs 28/2011, inclusa la decadenza dal diritto agli incentivi e il recupero delle somme già erogate.

Nell'interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro dello Sviluppo economico (Atto Camera n. 4-02184 del 16 ottobre 2013), Ermete Realacci ritiene che "una disposizione di tale natura da parte del GSE non può a essere oggetto di una semplice news (priva di ogni valenza legale) sul proprio portale, ma deve essere contenuta in un documento ufficiale attuativo delle regole che il GSE ha il mandato di emettere e pubblicare. Non si comprendono quindi le motivazioni alla base della suddetta news pubblicata in data 20 settembre 2013 dal GSE, che si ritiene essere in palese contrasto con quanto comunicato ad Anie Energia un anno fa. Inoltre si ritiene che, ai fini dell'erogazione della tariffa incentivante per la produzione di energia elettrica da FER, non rientri nel mandato del GSE vietare l'installazione di apparecchiature – che rappresentano dei carichi che prelevano energia anche dalla rete – nell'ambito dell'impianto dell'utente attivo".
"L'ambito normativo tecnico – prosegue Realacci nell'interrogazione – relativo ai sistemi di accumulo, che compete al CEI, non nega il diritto all'utente di installare nel proprio impianto un sistema di accumulo, anche in assenza di norme".

Queste le motivazioni alla base della richiesta al Ministro di emanare "nel più breve tempo possibile gli indispensabili provvedimenti regolamentari ed attuativi, in modo da completare il quadro regolatorio sulle modalità di connessione alla rete elettrica dei sistemi di accumulo a batteria abbinati a impianti rinnovabili (in particolare fotovoltaici) in ambito sia residenziale che commerciale e industriale e venga quindi totalmente superata nel merito e nei fatti l'incresciosa situazione di incertezza normativa e regolatoria che la succitata news del GSE del 20 settembre 2013 non ha certo contributo a risolvere".

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