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8 Novembre 2013

Impianti fotovoltaici: se installati come tettoia, occorre il permesso di costruire

(Maria Concetta Zerbi)

Un'importante pronuncia del Tar Piemonte ha stabilito che le strutture necessarie alla posa di pannelli fotovoltaici che non si inseriscono nel fabbricato preesistente e che hanno dimensioni significative, devono essere soggette a permesso di costruire.

Il Tar Piemonte, con sentenza n. 1139/2013 (vedi Riferimenti), ha fatto chiarezza nell'interpretazione delle norme comunali che regolano la realizzazione di impianti fotovoltaici nel centro storico e ha sottolineato la differenza dei procedimenti autorizzatori quando la realizzazione di impianti rinnovabili determini la costruzione ex novo di manufatti, la cui funzione è in potenza diversa da quella della produzione di energia. In questi casi gli impianti non saranno oggetto di normale procedura di Dia, ma andrà richiesto il permesso di costruire (Dpr 380/2001).

L'impianto di cui si chiedeva l'autorizzazione e su cui i giudici sono stati chiamati a pronunciarsi, prevedeva infatti la realizzazione di una struttura di supporto per la posa di 60 pannelli che avrebbe dato luogo ad una superficie coperta di oltre 84 mq e di altezza minima non inferiore a 2,30 mt. Una struttura perciò fruibile di diversi usi, comprese le funzionalità tipiche delle tettoie che costante giurisprudenza annovera tra le nuove costruzioni soggette a preventivo rilascio di permesso di costruire.

Peraltro un permesso di costruire che non avrebbe potuto essere rilasciato, dal momento che le norme comunali che disciplinano l'attività edilizia nel
centro storico prevedono che le nuove costruzioni siano possibili solo se concepite come interventi di recupero del manufatto preesistente, condizione che in questo caso non ricorreva.

Quindi le opere necessarie per la posa dei pannelli fotovoltaici non devono essere automaticamente considerate anch'esse come impianto tecnologico, perchè in alcuni casi la struttura di supporto può dare luogo ad altre tipologie di manufatti suscettibili di utilizzi diversi, come nel caso della tettoria oggetto della sentenza.

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