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6 Novembre 2013

Scambio sul posto e prezzi minimi garantiti, ecco gli orientamenti dell’Autorità

(Filippo Franchetto)

Con due nuovi Documenti di consultazione, l’Aeeg presenta i propri orientamenti in materia di ridefinizione del meccanismo dello Scambio sul posto e di riduzione dei prezzi minimi garantiti per il Ritiro dedicato dell’energia.

La fase di consultazione durerà fino al 25 novembre: entro questa data, tutti i soggetti interessati potranno inviare all’Autorità commenti e osservazione sui contenuti dei due Documenti di consultazione (DCO).

Scambio sul posto: Aggiornamento del limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili

La questione principale affrontata nel documento (vedi Riferimenti) è relativa alle modalità di restituzione dei corrispettivi relativi all’utilizzo della rete (trasmissione, distribuzione e dispacciamento), per la quota di energia scambiata. I costi di questo meccanismo, che come ricorda l’Autorità “rappresenta il vero e proprio incentivo intrinseco nello scambio sul posto (che si somma all’incentivo implicito riconosciuto all’autoproduzione), sono in capo a tutti gli altri clienti finali." L’entità di questo onere è stata stimata, per il 2012, in 120 milioni di euro pagati attraverso la componente A3 della bolletta.

Già lo scorso anno, con delibera 570/2012/R/efr, l’Autorità aveva previsto che, per gli anni successivi al 2013, sarebbe stato aggiornato - con successivi provvedimenti – “il limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema nel caso di impianti alimentati dalle fonti rinnovabili, anche tenendo conto dell’impatto complessivo degli oneri generali di sistema sulle bollette elettriche.”

La finalità di questo limite massimo, già introdotto in via transitoria per il 2013 dalla suddetta delibera 570/2012/R/efr, è “quella di evitare che, nell’ambito dello scambio sul posto, continuino ad essere restituiti gli oneri generali di sistema nel caso di iniziative per cui i ricavi medi totali (al netto dell’effetto dello scambio sul posto) già superano i costi medi totali di produzione comprensivi di un’adeguata remunerazione del capitale investito."

A partire da una serie di considerazioni tecnico-economiche basate anche su un Rapporto elaborato dal Politecnico di Milano allegato al DCO, l’Autorità propone un rimborso degli oneri di rete per tutti gli impianti fino a 20 kW, una riduzione del tetto massimo per la restituzione per impianti tra 20 kW e 200 kW e un azzeramento del rimborso per impianti sopra i 200 kW. Sono previsti anche alcuni vantaggi per impianti fotovoltaici tra 20 kW e 200 kW che non percepiscono incentivi sull’energia prodotta.

Si stima che questi orientamenti, se confermati, potrebbero comportare una riduzione del 15% dell’impatto dello Scambio sul posto nell’ambito della totale componente tariffaria A3.

Ridefinizione dei prezzi minimi garantiti per impianti di produzione di energia elettrica fino a 1 MW alimentati da fonti rinnovabili

Lo scopo del documento (vedi Riferimenti) è quello di arrivare ad un aggiornamento dei prezzi minimi garantiti - differenziati per taglie e per fonte - corrisposti agli impianti a fonti rinnovabili di potenza elettrica non superiore a 1 MW, nel contesto del meccanismo di vendita semplificata conosciuto come “Ritiro dedicato”.

L’idea di base dell’Autorità, fondata anche sulle considerazioni tecnico economiche contenute nel Rapporto del Politecnico allegato al DCO, è quella di reimpostare i corrispettivi garantiti in modo che questi riflettano i reali costi di esercizio e di combustibile delle singole tipologie e fonti e applicando a essi una maggiorazione pari all’8%.

Tra le ipotesi dell’Autorità, vi è anche quella di estendere i benefici dei prezzi minimi garantiti a tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, “anche qualora scegliessero di destinare la propria energia elettrica immessa a un trader o accedendo direttamente alla Borsa Elettrica."

Se confermati,questi nuovi orientamenti dell’Autorità potrebbero comportare una riduzione di circa il 60% dell’impatto dei prezzi minimi garantiti sulla componente tariffaria A3, stimato per il 2012 in poco meno di 94 milioni di euro.

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