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7 Novembre 2013

SEU, RIU e altre reti private, la risposta del Ministero

(Maria Antonietta Giffoni)

Il sottosegretario De Vincenti, in qualità di portavoce del Ministero dello Sviluppo economico, ha risposto all'interrogazione del Senatore Girotto che chiedeva di sollecitare l'AEEG a emanare le regole per i SEU, le RIU e le altri reti private.

Sono molti anni ormai che la regolamentazione dei Sistemi Efficienti d’Utenza (SEU), delle Reti Interne d’Utenza (RIU) e delle altre reti private, affidata all'Autorità, attende una redifinizione.

Nel 2011, l'Autorità aveva già sottoposto ad una prima consultazione gli orientamenti presi in proposito, pubblicando il DCO 33/11. Tuttavia nel luglio del 2012 il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso di Enel, ha dichiarato illegittima l'istituzione dei sistemi di auto-approvvigionamento energetico (SAEE), introdotti dal Dm 10 dicembre 2010.
Per tenere conto di questo pronunciamento, a maggio del 2013 l'Autorità ha pubblicato due nuovi documenti di consultazione, il DCO n. 183/2013/R/EEL e il n. 209/2013/R/EEL. La consultazione si è chiusa nel giugno scorso, ma, ad oggi, le Delibere di riferimento non sono state ancora pubblicate.

Gli oneri di sistema e l'interrogazione del Senatore Girotto

La posta in gioco nella ridefinzione del quadro regolatorio delle reti elettriche private ha una discreta rilevanza: negare o concedere le agevolazioni oggi riconosciute ai SEU - che pagano gli oneri di sistema solo sull'energia prelevata dalla rete pubblica - a tutte le altre forme di reti elettriche private significa certo agevolare la diffusione della generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento, ma anche avere meno utenti su cui distribuire gli oneri di gestione delle reti pubbliche, che comunque vanno pagati.

Il Senatore Girotto, il 9 ottobre scorso, nel chiedere al Ministro Zanonato di sollecitare l'Autorità in modo che potesse definire al più presto il necessario quadro regolatorio, aveva chiesto che questa ridefinizione delle regole mantenesse come sacrosanto il principio secondo cui i consumi “dietro al contatore” non debbano essere gravati dagli oneri di sistema.

Quanto previsto dall'Autorità nei documenti di consultazione non mantiene affatto questo principio e le agevolazioni sul pagamento degli oneri di sistema rimangono riservati alle RIU e ai sistemi semplici di produzione e consumo (e cioè i SEU e i SESEU). Solo queste tipologie di sistema potranno pagare i corrispettivi tariffari e gli oneri di sistema sulla sola energia prelevata. I SEU (e i SESEU), infatti, possono essere messi al servizio di un solo produttore e un solo cliente finale. I condomini o i centri commerciali, per esempio, non potrebbero avvalersi delle agevolazioni riservate ai sistemi semplici di produzione e consumo, essendo realtà costituite da più utenti. A queste categorie gli oneri di sistema dovranno essere applicati a tutta l'energia consumata, e cioè sia a quella autoprodotta che a quella prelevata dalla rete.

La risposta del Ministero

Dopo aver assicurato che a breve l'Autorità pubblicherà le delibere in questione, il sottosegretario De Vincenti, in qualità di portavoce del Ministero dello Sviluppo economico, nella risposta data in Sentato il 5 novembre scorso sembra appoggiare la posizione conservativa dell'Autorità in merito all'allargamento dell'agevolazione, piuttosto che quella espressa dal Senatore Girotto e dalle Associazioni del settore.

Nonostante, infatti, il Ministero condivida "la necessità che intervenga una regolazione compiuta su questi assetti particolari di rete, che dia attuazione alla legge e che serva per perimetrare in modo chiaro gli aventi diritto ai benefici e dare certezze ai soggetti interessati", tuttavia pone l'accento sugli "effetti negativi che si potrebbero generare per gli utenti non destinatari di simili facilitazioni (famiglie e PMI soprattutto)" sollevati dall'Autorità. Sono i 64 TWh di energia soggetta alle esenzioni ipotizzati dall'Autorità a preoccupare il Governo. Un incremento questo che, sempre secondo l'Autorità, "comporterebbe un aumento della componente A3 circa del 30% a carico di tutti i soggetti non interessati da tali benefici, tra cui figurano i clienti domestici e gran parte delle PMI".

E dire che, con un comunicato stampa congiunto del maggio scorso, le associazioni del settore avevano già messo in evidenza come le preoccupazioni dell'Autorità fossero assolutamente fuori luogo (per maggiori informazioni vedi Riferimenti).

Dello stesso parere è anche il Senatore che, nella sua replica alla risposta del Sottosegretario, ha affermato: "... anche ipotizzando uno scenario verosimile di importante crescita dei SEU attraverso impianti per la produzione di energia rinnovabile, secondi i dati in circolazione presenti in numerose ricerche, avremmo un impatto molto limitato in termini di ridistribuzione degli oneri. Si potrebbe ridurre la necessità di futuri investimenti nella rete di trasmissione e distribuzione e addirittura diminuire i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, grazie all’abbassamento del carico residuo richiesto, permettendo contemporaneamente uno sviluppo senza incentivi delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie per la gestione intelligente dell’energia. I benefici per l’economia nazionale in termini di filiera industriale, di occupazione e di ambiente sarebbero notevoli."

Ma il Governo pare non ne abbia tenuto conto e, sebbene sia "attento" alle dinamiche dell'evoluzione tecnologica e consapevole che "il ruolo assunto dalle energie rinnovabili e dall’energia distribuita stanno via via introducendo elementi di modifica di questo assetto", comunque "rimarca come le stesse direttive europee continuino a mantenere alle reti “pubbliche” (ossia a libero accesso dei terzi) il ruolo centrale e fondamentale per il buon funzionamento e lo sviluppo del mercato e conservino integra la sottrazione dal mercato dei soggetti gestori delle reti".

Insomma, generazione distribuita sì, ma non troppo.

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