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20 Novembre 2013

Rapporto Fillea-Cgil/Legambiente: con l’efficienza energetica 600mila nuovi posti di lavoro

(Filippo Franchetto)

Con i nuovi fondi europei 2014-2020, in Italia potranno essere mobilitate risorse pari ad 7 miliardi di euro, creando almeno 600mila nuovi occupati nel solo settore della riqualificazione energetica degli edifici.

Questi i dati più eclatanti contenuti nel Secondo Rapporto Oise (Osservatorio Innovazione e Sostenibilità nel settore edilizio) di Fillea Cgil e Legambiente, presentato a Roma lo scorso 18 novembre e dal titolo “Costruire il futuro”. Il corposo Rapporto (vedi riferimenti) intende offrire al comparto edilizio alcune possibili soluzioni per uscire da una crisi che negli ultimi 6 anni ha portato alla chiusura di 12mila imprese, con conseguente perdita del posto di lavoro per centinaia di migliaia di persone.

La nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 assegna una quota significativa di finanziamenti proprio agli interventi di riqualificazione edilizia in chiave sostenibile e, stavolta, l’Italia non può permettersi il lusso di non utilizzarli al meglio, come troppo spesso accaduto in passato. Ancor più se si considera che diversi obiettivi in materia di efficienza energetica sono stati resi cogenti con le Direttive 2010/31/Ue (Direttiva Epbd - Prestazione energetica nell'edilizia) e 2012/27/Ue (Direttiva sull'efficienza energetica).

“Per l’Italia è una occasione straordinaria per avere finalmente politiche coerenti”, ha sottolineato il Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, “ma serve un PON (Piano Operativo Nazionale, ndr) per le città che assolva al ruolo di ‘cabina di regia’ tra competenze sparse su più ministeri e diversi livelli istituzionali, per ridare centralità alle politiche urbane, anche in funzione anticrisi, rilanciando gli interventi dentro le città, ripensando gli edifici e riqualificando gli spazi urbani. Non è un cambiamento semplice, perché è anche culturale e riguarda tutti gli attori della filiera delle costruzioni, le pubbliche amministrazioni, l’organizzazione del lavoro. Ma è quanto mai importante perché ha al centro la manutenzione e rigenerazione di un patrimonio enorme, con problemi di vetustà e degrado, in un territorio fragile, esposto a rischi sempre più esplosivi e diffusi. Oggi è ampio il consenso nell’opinione pubblica sulla necessità di dare risposta ai grandi rischi del territorio italiano con una visione e una strategia che li sappia tenere assieme, che consenta di smetterla di inseguire emergenze sprecando risorse pubbliche per riparare i danni e spostando attenzioni e investimenti su prevenzione, manutenzione, innovazione.”

Uno dei principali problemi per l’attuazione di tali proposte è dato dall’assenza di una regia nazionale e dalla conseguente confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di efficienza energetica tra Ministero delle infrastrutture, Ministero dello sviluppo economico e Ministero dell'Ambiente. E’ quindi auspicabile un coordinamento nazionale, per indirizzare al meglio le azioni delle Regioni ed evitare il rischio che i fondi 2014-2020 possano fare la stessa fine di quelli delle precedenti programmazioni.

E’ ormai convinzione diffusa che una riconversione in chiave ecosostenibile del mondo delle costruzioni potrà essere il volano della ripresa economica. Ora Fillea e Legambiente offrono al Governo e a tutti i decisori pubblici un’ampia gamma di opzioni per far sì che questo auspicio diventi realtà operativa.

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