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24 Dicembre 2013

Autorità, dal 2014 i nuovi prezzi minimi garantiti per il Ritiro dedicato

(Filippo Franchetto)

Con Delibera n. 618/2013/R/EFR del 19 dicembre 2013, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha definito i nuovi prezzi minimi garantiti per il 2014, nell’ambito della convenzione con il GSE conosciuta come “Ritiro dedicato”.

L’Autorità già dal 2012 aveva ridefinito struttura e valori dei prezzi minimi garantiti (che – lo ricordiamo - si applicano ai soli impianti FER fino a 1 MW), differenziandoli per fonte e, in casi specifici, anche per scaglioni progressivi di energia prodotta.

Tra le novità che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2014, segnaliamo:

• una riduzione dei prezzi minimi garantiti, più marcata per alcune fonti (soprattutto fotovoltaico) e meno per altre (idroelettrico e biomasse);

• l’applicazione dei prezzi minimi garantiti limitatamente ai primi 1,5 milioni di kWh prodotti, anziché ai primi 2 milioni di kWh (con l’unica eccezione di biogas, biomasse e bioliquidi per i quali il limite rimane di 2 milioni di kWh anche per il 2014);

• l’applicazione dei prezzi minimi garantiti anche nel caso in cui l’energia elettrica immessa in rete “sia commercialmente destinata ad un trader ovvero sia commercializzata direttamente presso i mercati organizzati dell’energia elettrica”.

Vi è però un altro provvedimento, il decreto “Destinazione Italia” entrato in vigore in data odierna 24 dicembre (vedi news relativa), che interviene proprio sul regime del Ritiro dedicato. Tale decreto stabilisce che “a decorrere dal 1° gennaio 2014, i prezzi minimi garantiti … sono pari, per ciascun impianto, al prezzo zonale orario nel caso in cui l’energia ritirata sia prodotta da impianti che accedono a incentivazioni a carico delle tariffe elettriche sull’energia prodotta”.

Dalla lettura combinata delle due disposizioni, parrebbe di capire che i nuovi prezzi minimi garantiti si applicheranno soltanto agli impianti a rinnovabili fino a 1 MW che non godono di incentivi. In questo modo, però, verrebbe assai ridimensionato l’obiettivo stesso della Delibera dell’Autorità, che è quello di “ridurre l’impatto sulle bollette e, allo stesso tempo continuare a garantire a questi impianti 'verdi' di piccole dimensioni la sopravvivenza economica, attraverso una remunerazione minima legata a i reali costi di esercizio”.

Molto duro, al riguardo, il commento di assoRinnovabili: "Il DL Sviluppo del Governo [Destinazione Italia, ndr] e la Del. 618/2013/R/EFR dell’Autorità per l’Energia hanno cancellato il regime dei prezzi minimi garantiti per i piccoli impianti di potenza inferiore a 1 MW, con un impatto devastante sugli operatori. Dai primi calcoli, infatti, si stimano riduzioni dei ricavi in alcuni casi fino al 40% che metteranno in ginocchio quasi 60.000 impianti, privando lo Stato delle loro entrate fiscali e 'rottamando', di fatto, una parte importante del parco rinnovabili italiano. Del tutto trascurabili, infine, i vantaggi per i consumatori: le famiglie avrebbero una riduzione della bolletta annua dello 0,17%, le piccole imprese dello 0,26%".

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