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17 Luglio 2019

Cessione del credito, due nuovi chiarimenti

(Filippo Franchetto)

L'Agenzia delle entrate chiarisce alcuni aspetti in merito alla possibilità di cedere - per incapienza - il credito derivante da lavori di riqualificazione energetica e antisismici, effettuati su unità immobiliari.

Il primo interpello (risposta n. 247) riguarda il caso di un contribuente che, dovendo effettuare importanti interventi di riqualificazione della propria abitazione, ritiene di non avere la capienza d’imposta per poter fruire completamente delle detrazioni spettanti. Egli intende pertanto cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per tali interventi, nei confronti di una società di cui è amministratore e socio.

L'Agenzia delle entrate ricorda che la cessione del credito può essere effettuata anche nei confronti di "altri soggetti privati diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione". Un collegamento che, però, secondo l'Agenzia non può essere ravvisato nel solo fatto che il soggetto legittimato a fruire delle detrazioni sia socio e amministratore della società cui intende cedere il relativo credito.

Il secondo interpello (risposta n. 249) riguarda il caso di un soggetto proprietario di un immobile, su cui devono essere realizzati interventi di riqualificazione energetica e antisismica. Tale soggetto risulta anche essere il titolare di un'impresa individuale che - in qualità di ditta subappaltatrice - dovrà realizzare alcuni impianti tecnologici nell'immobile oggetto degli interventi. Il contribuente, quindi, intende sapere se sarà possibile cedere il credito corrispondente alla detrazione a lui spettante per tali lavori, a favore della propria azienda individuale.

Secondo l'Agenzia delle entrate, pur essendo "astrattamente ammissibile" (trattandosi di soggetti che presentano un legame con l’intervento e con il rapporto che ha dato origine alla detrazione), tale possibilità non è in realtà consentita. Infatti - chiarisce l'Agenzia - consentire la cessione del credito a se stesso – nella qualità di titolare della ditta individuale subappaltatrice – farebbe venir meno il requisito della "terzietà", con l’effetto di permettere al beneficiario di optare, in alternativa alla detrazione, per la fruizione di un corrispondente credito di imposta.

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