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7 aprile 2020

La ricetta di FREE per far ripartire le rinnovabili

(Redazione Nextville)

Il Coordinamento FREE indica al Governo 4 punti su cui impegnarsi fin da subito per realizzare gli oltre 80 miliardi di investimenti aggiuntivi previsti dal PNIEC, in grado di creare circa 75mila nuovi posti di lavoro permanenti e 117mila temporanei.

Non c'è tempo da perdere. Non occorre aspettare la fine dell'emergenza sanitaria per rilanciare il Paese. "La fase di ripartenza -  afferma G.B. Zorzoli, presidente del Coordinamento Free — può e deve essere 'pensata' da subito e dovrà puntare sempre più su un Green New Deal per difendere il lavoro e uscire dalla drammatica situazione in cui ci ha messo l’epidemia del Coronavirus".

Secondo il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), il rilancio economico del Paese deve passare anche dalle rinnovabili e occorre fin da subito adottare quattro provvedimenti, che dovranno riguardare:

• le semplificazioni: sono indispensabili semplificazioni per autorizzare sia gli impianti nuovi che per fare il revamping e il repowering degli impianti esistenti. Va presa in esame l’ipotesi di un Commissario Straordinario ad hoc, per evitare di procrastinare il rilancio del settore;

• la governance del GSE: dopo lo stallo seguito all'azzeramento delle nomine stabilito dalla Corte dei conti, con il Dl 162/2019 (Milleproroghe), il Governo ha stabilito di commissariare il Gestore dei servizi energetici. Secondo FREE, serve una nuovo consiglio di amministrazione e, soprattutto, le linee guida della sua azione, a partire dall’emanazione, da parte del MiSE, del Decreto Controlli;

• il decreto Fer2 sulle fonti rinnovabili innovative: lo si attende da 3 anni e non è più il momento di aspettare. FREE chiede al MiSE che fornisca subito una bozza su cui confrontarsi con gli stakeholder, per arrivare in tempi rapidi alla sua emanazione;

• la proroga delle autorizzazioni: l'emergenza che stiamo vivendo necessita di una proroga delle autorizzazioni e dei procedimenti per la realizzazione degli impianti pronti ad essere realizzati. Occorre anche introdurre meccanismi utili a recuperare le potenze eventualmente non aggiudicate, anche predisponendo nuovi registri e aste successivi alle scadenze attualmente previste per il decreto Fer1.

"Questi quattro provvedimenti – conclude Zorzoli – sono la base di partenza indispensabile per realizzare gli oltre 80 miliardi di investimenti aggiuntivi previsti dal PNIEC, in grado di creare circa 75mila nuovi posti di lavoro permanenti e 117.000 temporanei. Cifre destinate a crescere con l’innalzamento al 50-55% della riduzione di CO2, proposta dalla Commissione europea».

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