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23 Luglio 2020

Idroelettrico, illegittima destinazione quota canone a Province e Città metropolitane

(Filippo Franchetto)

È costituzionalmente illegittima la disposizione statale che prevede l'obbligo di destinare a Province e Città metropolitane una quota maggioritaria del canone e del canone aggiuntivo dovuto alla Regione dai concessionari idroelettrici.

La Corte costituzionale, con sentenza n. 155 del 21 luglio 2020 ha accolto il ricorso della Regione Toscana contro l'articolo 11-quater del Dl n. 135/2018, convertito nella legge 11 febbraio 2019, n. 12. Tale articolo stabiliva che, nell'ambito della cosiddetta "regionalizzazione" dell'idroelettrico, il canone di concessione delle grandi derivazioni ed il canone aggiuntivo corrisposti alle Regioni, fossero destinati – per almeno il 60% – alle Province e alle Città metropolitane il cui territorio risultasse interessato dalle medesime derivazioni.

I giudici ricordano che la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione ha attribuito alle Regioni (e non alle Province e alle Città metropolitane) una competenza legislativa concorrente in materia di "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia". L'articolo impugnato, però, si configura come un "precetto specifico e puntuale, impartito con disposizione di dettaglio", che va ben oltre la semplice formulazione dei principi generali della materia spettante alla potestà normativa statale.

Inoltre - osservano i giudici - risultando più che dimezzate le entrate finanziarie costituite dai canoni, viene anche ostacolato il corretto esercizio delle funzioni amministrative assegnate alle Regioni in materia. Per lo stesso motivo, infine, risulta colpita anche l'autonomia finanziaria regionale garantita dall'articolo 119 della Costituzione.

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