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24 Luglio 2020

Ue 2020: per la prima volta le FER battono le fonti fossili

(Filippo Franchetto)

Nel corso del primo semestre del 2020, in Europa la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha per la prima volta superato la produzione da centrali alimentate da combustibili fossili.

Questo è il dato più significativo che emerge da un'analisi effettuata dal gruppo di ricerca inglese Ember. L'obiettivo dell'indagine era verificare i cambiamenti nel mercato elettrico europeo in un intervallo temporale caratterizzato dalla contrazione dei consumi, a causa dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.

I numeri mostrano che nei primi sei mesi di quest'anno le fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico e bioenergie) hanno generato il 40% dell'elettricità made in Ue, mentre quella prodotta da combustibili fossili si è fermata al 34%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nel 2020 la quota delle rinnovabili è aumentata di ben 11 punti percentuali.

Questo risultato è stato possibile non solo grazie ai nuovi impianti eolici e solari entrati in esercizio, ma anche per le condizioni meteorologiche particolarmente miti e ventose a inizio anno. A livello europeo, il fotovoltaico e l'eolico hanno da soli raggiunto il 21% della produzione totale di elettricità, mentre a livello di singoli Stati hanno registrato numeri ancora più elevati in Danimarca (64%), Irlanda (49%) e Germania (42%).

Corrispettivamente, si è assistito ad una diminuzione del 18% dell'incidenza percentuale delle fonti fossili, che sono state schiacciate tra due fronti: da una parte l'aumento della generazione da rinnovabili e dall'altra un calo del 7% della domanda elettrica causa Covid-19. La fonte fossile più colpita è risultata essere il carbone (-32%), ma anche il gas ha registrato complessivamente un calo produttivo (-6%), con punte particolarmente alte in Spagna (-20%) e Italia (-16%).

A livello ambientale, questo decremento dell'incidenza delle fonti fossili ha determinato una diminuzione di circa il 23% delle emissioni di CO2 nel settore energetico dell'Europa a 27. L'altra buona notizia è che, anche con quote mai così alte di eolico e solare nel mix elettrico, non sono state registrate interruzioni nella fornitura di energia elettrica.

È però emerso anche un fattore preoccupante: i numerosi casi di prezzi all'ingrosso negativi dell'energia elettrica, registrati in numerosi Paesi. Come noto, i prezzi diventano negativi quando l'offerta di elettricità risulta significativamente maggiore della domanda. Gli esperti di Ember sottolineano che questo fenomeno è indice di una mancanza di flessibilità nel sistema elettrico; un fattore che i decisori politici dovrebbero affrontare quanto prima, per fare in modo che la transizione energetica avvenga nel modo più economico e rapido possibile.

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