Nextville - logo

News e articoli

24 Luglio 2020

Obiettivi Ue efficienza energetica: serve maggiore impegno

(Filippo Franchetto)

I ritardi rispetto agli obiettivi europei di efficienza energetica al 2020 rischiano di pregiudicare il cammino verso i (ben piĆ¹ ambiziosi) obiettivi previsti per il 2030 e il 2050.

Nella sua consueta relazione annuale, la Commissione europea fornisce i dati più recenti (fino al 2018) in merito ai progressi compiuti dagli Stati membri per raggiungere l'obiettivo del 20% di efficienza energetica che l’Ue si è data per il 2020. La relazione, quindi, non tiene conto dell'impatto causato dalla crisi epidemiologica da Covid-19.

Complessivamente, il consumo finale di energia nell'Unione europea è calato del 5,8%, passando dai 1.194 Mtep nel 2005 ai 1.124 Mtep nel 2018. Si tratta di un valore che supera del 3,5% l'obiettivo per il 2020, fissato a 1.086 Mtep. Il consumo finale di energia è diminuito a tasso medio annuo dello 0,42% fra il 2005 e il 2018, ma rispetto al 2014 (anno in cui la domanda di riscaldamento è stata molto inferiore a causa di un inverno eccezionalmente mite) risulta in aumento del 5,3%. Nel 2018 esso è cresciuto dello 0,1% rispetto all’anno precedente, con aumenti registrati principalmente nei trasporti (+1,3%) e nell'industria (+0,6%), in parte compensati dalle diminuzioni nel settore residenziale (-1,6%) e in quello dei servizi (-1,4%).

Il consumo di energia primaria, invece, è calato del 9,8%, passando dai 1.721 Mtep nel 2005 ai 1.552 Mtep nel 2018; un dato comunque superiore del 4,65% all'obiettivo di 1.483 Mtep previsto per il 2020. Il tasso medio di diminuzione su base annua (tra il 2005 e il 2018) è stato dello 0,8%, mentre il 2018 ha registrato un calo dello 0,7% dopo tre anni consecutivi di aumenti.

Molto probabilmente - si legge nella relazione della Commissione - sarà l'impatto del Covid-19 a ridurre i consumi in maniera così drastica, da consentire addirittura il conseguimento degli obiettivi per il 2020, che sembravano ormai fuori portata. Ma si tratta naturalmente di un risultato imputabile a un fattore esterno anzichè a cambiamenti strutturali nelle modalità di consumo dell'energia.

Ed è questo l'aspetto che più preoccupa la Commissione: è quasi scontato, infatti, che nella fase post-Covid-19 ci sarà una forte ripresa della domanda di energia, al punto da rendere ancora più complesso del previsto il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica per il 2030.

Condividi:
© Copyright riservato - riproduzione vietata ReteAmbiente Srl, Milano
La pirateria editoriale è reato ai sensi della legge 18 agosto 2000 n. 248
Annunci Google