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9 ottobre 2020

Eolico: anche le torri fuori dalla rendita catastale?

(Filippo Franchetto)

Con una serie di ordinanze, la Corte di Cassazione suggerisce la necessità di escludere dalla valutazione catastale le torri di sostegno degli impianti eolici, in ragione della "specifica funzionalità rispetto al processo produttivo".

La sezione sesta della Corte di Cassazione ha emanato numerose ordinanze "fotocopia" (noi vi proponiamo la n. 21287 del 5 ottobre 2020) che accolgono i ricorsi avanzati da diverse aziende del settore eolico contro la Commissione tributaria regionale della Basilicata. Questa, infatti, avrebbe fornito un'interpretazione non condivisibile in merito all'annosa questione del corretto accatastamento degli impianti eolici.

Secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 21, della legge 208/2015, nella stima diretta della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare (tra cui gli impianti eolici, censibili nella categoria catastale D1) devono essere esclusi "macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo".

Con due successive circolari del 2016, l'Agenzia delle entrate ha ulteriormente definito e precisato il campo di applicazione di tale disposizione normativa. In particolare, per quanto riguarda le torri eoliche, l'Agenzia vi ha riconosciuto i "caratteri della solidità, della stabilità, della consistenza volumetrica, nonché della immobilizzazione al suolo". Caratteristiche che, secondo l'Agenzia, devono portare a considerare le torri come "costruzioni", e come tali da includere nella stima diretta finalizzata alla determinazione della rendita catastale della centrale eolica.

I giudici della Cassazione, però, non condividono tale interpretazione. Risulta infatti assai evidente come la torre non abbia soltanto una funzione passiva di sostegno e di supporto per una macchina soprastante, ma sia anzi a tutti gli effetti una componente essenziale e attiva della macchina. E, ai sensi di quanto disposto dalla legge 208/2015, l'esclusione dalla stima catastale per "macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti" è basata soltanto sul "rapporto di strumentalità rispetto al processo produttivo", mentre prescinde completamente dal fatto che i manufatti siano o meno infissi stabilmente al suolo.

Per questi motivi, la Corte ha cassato le sentenze impugnate e ha disposto il rinvio alla Commissione tributaria regionale della Basilicata.

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