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16 ottobre 2020

ENEA: con ecobonus investiti 3,5 miliardi nel 2019

(Redazione Nextville)

Nel solo 2018, nel nostro Paese sono stati realizzati oltre 395mila interventi di riqualificazione energetica, muovendo investimenti per un valore di 3,5 miliardi di euro.

Nel solo 2018, nel nostro Paese sono stati realizzati oltre 395mila interventi di riqualificazione energetica, muovendo investimenti per un valore di 3,5 miliardi di euro.

Questi sono alcuni dei numeri emersi dal 9° "Rapporto annuale sull’efficienza energetica" dell'ENEA, presentato ieri a Roma insieme all'11° "Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili negli edifici esistenti".

Gli interventi più frequenti realizzati nel corso del 2019 hanno riguardato la sostituzione dei serramenti (1,3 miliardi di spesa), l'installazione di caldaie a condensazione e pompe di calore per il riscaldamento invernale (circa 1 miliardo di euro), la coibentazione di solai e pareti (oltre 650 milioni), la riqualificazione globale degli immobili (231 milioni) e le schermature solari (133 milioni). Complessivamente, nei 13 anni di vita dell'ecobonus, sono stati investiti oltre 42 miliardi di euro, per un risparmio energetico totale di circa 17.700 GWh/anno.

Ottimi i risultati anche per le altre tipologie di incentivi per l'edilizia e l'efficienza energetica. Attraverso il bonus casa (detrazione al 50%), nel 2019 sono stati effettuati circa 600mila interventi, con un risparmio complessivo superiore agli 840 GWh/anno. Il Conto termico, con ben 114mila richieste, ha registrato un incremento del 29% rispetto al 2018, mentre i Certificati bianchi hanno consentito di risparmiare — dal 2011 — oltre 3,1 Mtep/anno.

Interessanti, infine, le considerazioni sull'evoluzione del parco immobiliare europeo. Gli importanti progressi tecnologici consentono oggi di realizzare edifici che consumano la metà degli immobili simili realizzati anche solo 20 anni fa. Tuttavia, secondo le proiezioni, al 2050 il 75% degli edifici sarà ancora scarsamente efficiente, a causa di un tasso di rinnovo annuale del patrimonio edilizio ancora basso (compreso tra lo 0,4 e l'1,2%, a seconda degli Stati membri).

Per evitare questo scenario, e consentire all’Unione europea di raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, fonti rinnovabili e neutralità delle emissioni di carbonio, sarà indispensabile raddoppiare il tasso di rinnovo annuale.

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