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15 ottobre 2020

Una 'ondata di ristrutturazioni' per un'Europa più green

(Maria Antonietta Giffoni)

Se l'Unione europea vuole raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni climalteranti del 55% al 2030, occorre ridurre del 60% i gas climalteranti prodotti dagli edifici.

Questo uno degli assunti da cui prende avvio la strategia "Renovation wave" (Ondata di ristrutturazioni), presentata ieri dalla Commissione europea.

La strategia rappresenta uno dei tanti tasselli che andranno a comporre quel Green deal che dovrebbe portarci a ridurre le emissioni di gas serra in Europa del 55% al 2030, come previsto nella proposta per una legge europea sul clima.

Per contribuire al raggiungimento di questo obiettivo, occorrerebbe ridurre del 60% le emissioni di gas climalteranti prodotti dagli edifici, del 14% il loro consumo finale di energia e del 18% il consumo di energia utilizzata per riscaldare e raffrescare gli edifici stessi.

Ma come? La Commissione europea — si legge nel comunicato stampa — punta almeno a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi 10 anni per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici. In questo modo si potrebbero ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030 e creare fino a 160.000 nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile.

Dando priorità a tre settori (decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento, lotta alla povertà e all'inefficienza energetiche e ristrutturazione di edifici pubblici quali scuole, ospedali e uffici), una tale campagna di ristrutturazioni può aprire numerose possibilità e generare benefici sociali, ambientali ed economici di vasta portata. Gli edifici, infatti, possono essere resi più sani e più verdi.

"La ripresa verde comincia dalla casa — ha dichirato Kadri Simson, Commissario europeo per l'energia -. Con questa iniziativa affronteremo i numerosi ostacoli che oggi rendono la ristrutturazione complessa, costosa e lenta, frenando molti interventi necessari. Proporremo modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, finanziamenti Ue più consistenti e maggiore assistenza tecnica, incoraggeremo i mutui verdi e sosterremo l'aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento".

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