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19 ottobre 2020

Energy manager: crescono in tutti i settori, ma non nella PA

(Redazione Nextville)

Secondo i dati elaborati dalla FIRE, in Italia il numero degli energy manager continua a crescere nonostante il tasso di inadempienza sia ancora molto elevato, soprattutto nella pubblica amministrazione.

Il "Rapporto sugli energy manager in Italia – indagine, evoluzione del ruolo e statistiche" è stato pubblicato dalla Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (FIRE), nell’ambito della Convenzione del 18 dicembre 2014 con il Ministero dello sviluppo economico, per la promozione e la formazione della "figura del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia", nominato ai sensi dell’articolo 19 della legge 10/1991.

Come si evidenzia nel rapporto, il trend delle nomine degli energy manager, è in crescita costante (+11% in sei anni); nell’anno 2019 sono state 2.391, di cui 1.633 rappresentano i nominati da soggetti obbligati e 758 da soggetti non obbligati. Tra i settori, troviamo al primo posto il terziario con 508 nomine, seguito dall’industria con 453 nomine, collocate in maggioranza nel segmento manifatturiero (437).

Dai dati osservati, si evince una lieve flessione del numero degli energy manager nominati EGE (Esperto in Gestione dell’Energia), da 211 a 185. Inoltre, risulta molto interessante osservare come il 71% dei consulenti esterni abbia la qualifica di EGE, mentre i consulenti interni qualificati siano solamente il 18%.

Purtroppo il fanalino di coda rimane ancora una volta la pubblica amministrazione, con solo 134 energy manager nominati. Nel rapporto viene evidenziato che meno della metà delle città metropolitane ha nominato degli energy manager, mentre i capoluoghi di provincia sono solamente 36 su 116. Si segnala, infine, che il tasso di nomine per le amministrazioni regionali si attesta sul 30%.

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