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21 ottobre 2020

Impianti FER, no a divieti generalizzati

(Maria Antonietta Giffoni)

La Regione può negare l'autorizzazione all'installazione di un impianto a biomassa in zona agricola, solo se tale divieto non sia generico e rispetti i principi di individuazione delle aree non idonee previsti dalle linee guida nazionali.

Questo in sintesi quanto deciso dal Tar Abruzzo nella sentenza 19 ottobre 2020, n. 363, con cui i Giudici hanno annullato una determinazione della Regione Abruzzo, che ha negato l'autorizzazione per l'installazione in zona agricola di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da biomassa.

Secondo la Regione, l'impianto a biomasse non poteva essere realizzato perché trattasi di attività industriale in zona agricola, vietata dal Piano regionale sulla qualità dell'aria.

Diverso il parere dei Giudici, secondo cui il Piano regionale è in contrasto con quanto stabilito dall’articolo 12 del decreto legislativo 387/03, il quale prevede che gli impianti a fonti rinnovabili possano essere ubicati anche in zone agricole.

Le Regioni, spiega il TAR, possono sì porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l'installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili, ma esclusivamente nell'ambito e con le modalità riportate nelle Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (Dm 10 settembre 2010).

Secondo le Linee guida, infatti, l'individuazione delle aree e dei siti non idonei alla realizzazione degli impianti in questione deve essere differenziata con specifico riguardo alle diverse fonti rinnovabili e alle diverse taglie di impianto e non può riguardare porzioni significative del territorio o zone genericamente soggette a tutela dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.

Per tali ragioni, il piano non può essere considerato un "vincolo per il corretto inserimento degli impianti alimentati da biomasse ... né, tantomeno, può ritenersi che possa avere portata precettiva precludendo, in via generale, su tutto il territorio regionale l’installazione degli impianti in parola, in ragione dell’esigenza di tutelare in termini astratti profili di natura pianificatoria ed ambientale".

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